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Alsàzia

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(Alsace; in tedesco Elsass). Regione della Francia nordorientale, 8280 km², 1.793.859 ab. (stima 2004), 217 ab/km², capoluogo: Strasburgo. Dipartimenti: Haut-Rhin, Bas-Rhin. Confini: Franca Contea (SW), Lorena (W); Germania (N, E), Svizzera (S).

Generalità

Regione storica e amministrativa tra i Vosgi e il Reno, il bacino della Saar a N, e le prime propaggini settentrionali del Giura Svizzero a S. Spesso contesa tra Germania e Francia, ospita a Strasburgo il Parlamento europeo in quanto regione di frontiera.

Territorio

Si estende sul versante orientale dei Vosgi (che qui culminano a 1424 m nel Ballon de Guebwiller) e su una fascia pianeggiante lunga 200 km e larga da 25 a 30, sezione occidentale della fossa renana, costituita prevalentemente da terreni alluvionali ed eolici assai fertili. Se le pendici dei Vosgi sono il dominio di foreste di conifere e di pascoli, quelle delle colline della fascia pedemontana presentano un alternarsi di vigneti e di frutteti che, in pianura, lasciano il posto a colture di cereali, tabacco, barbabietole, patate e luppolo. Numerosi sono i corsi d'acqua, quasi tutti affluenti dell'Ill, al quale la regione tributa, e le vie d'acqua artificiali, quali i canali Marna-Reno, Rodano-Reno e il Grande Canale d'Alsazia. Il clima è semicontinentale, caratterizzato da una forte escursione termica annua: le estati sono molto calde mentre gli inverni freddi, con deboli precipitazioni concentrate prevalentemente in estate e in autunno. La popolazione, che oltre al francese parla un dialetto tedesco, si raccoglie in prevalenza al margine o nelle basse valli dei Vosgi, dove sorgono numerosi centri tra cui Mulhouse, Colmar, Saverne, Haguenau ecc., diradandosi verso il Reno, dove tuttavia è il centro più importante dell'Alsazia, Strasburgo. L'Alsazia è la terza regione francese per urbanizzazione: infatti il 93% della sua popolazione vive in aree urbane. L'area rurale occupa meno del 20% del territorio e ospita solo il 7% della popolazione contro il 18% della Francia. A partire dal 1995 la crescita demografica è stata notevole, con un incremento medio annuo dell'1% grazie a un positivo saldo migratorio. La produzione agricola riguarda prevalentemente vigne, tabacco e mais. L'Alsazia è dotata di discrete risorse minerarie quali ferro, rame, potassa (Nonnenbruch) e di grandi riserve di energia (centrali idroelettriche dei Vosgi, cui vanno aggiunte varie altre lungo il Grande Canale d'Alsazia), la regione conosce un elevato livello di industrializzazione, prevalentemente nei settori metallurgico, meccanico (Strasburgo), tessile (Mulhouse, Colmar), alimentare, chimico, petrolchimico (Vendenheim e Herrlisheim) e calzaturiero. La ricchezza principale della regione è il settore terziario, il commercio è molto fiorente e specializzato nell'esportazione verso la vicina Germania. Anche il turismo è molto dinamico, specialmente a Strasburgo, sede del Parlamento europeo. Posta sulle direttrici di traffico tra la Francia e l'Europa centrale l'Alsazia è una regione di intensi scambi commerciali e quindi dotata di buone infrastrutture di trasporto. Oltre all'asse fluviale renano, che attraversa la regione da N a S con poli portuari moderni, si trovano anche un asse autostradale e uno ferroviario che attraversano l'Alsazia a fianco del Reno. La regione è dotata di due aeroporti internazionali (Bale-Mulhouse e Strasburgo-Entzheim).

Storia

Il clima continentale e asciutto dell'Alsazia e la natura pianeggiante del suo suolo favorirono l'insediamento umano fin dal Neolitico. In epoca storica vi si stabilirono i Celti, che furono sottomessi dai Romani nel 58 a. C. Il dominio di Roma fu saldo fino al sec. III d. C. quando ripetute invasioni ricacciarono i Celti verso le valli dei Vosgi: Vandali, Alani e Alamanni; questi, nel sec. V, riuscirono a impossessarsene. Un secolo dopo però furono a loro volta ricacciati dai Franchi e la regione fu inserita nel Regno di Austrasia. Cristianizzata dai monaci di San Colombano, l'Alsazia divenne sotto i Carolingi una contea largamente colonizzata; con il Trattato di Verdun (agosto 843) fu aggregata ai possessi di Lotario II, ma il nuovo Trattato di Meerssen (9 agosto 870) l'assegnava al re di Germania e l'univa al Ducato di Svevia, suddividendola nei due langraviati dell'Alta e della Bassa Alsazia, il primo dipendente dagli Asburgo, il secondo dai vescovi di Strasburgo. Nonostante la divisione, la regione ebbe un vasto sviluppo economico e nei sec. XII e XIII raggiunse una grande prosperità: Haguenau era residenza imperiale e Strasburgo si annoverava fra le città più importanti dell'impero; la sua posizione geografica ne faceva un centro commerciale fra la Germania centrale e la Svizzera. La sua importanza economica si accrebbe ulteriormente quando, nel sec. XIV, le fiere della Champagne furono rovinate dalla guerra dei Cent'anni. Le arricchite borghesie locali, trovandosi di fronte un'autorità imperiale sempre più debole, aumentarono le loro richieste di autonomia e per meglio riuscire nel loro intento formarono nel 1354 una lega fra le dieci maggiori città dell'Alsazia (decapoli alsaziana), emancipandosi dalla tutela signorile ed ecclesiastica e riconoscendo solo una nominale protezione imperiale. Anche Strasburgo, nel 1439, romperà definitivamente ogni dipendenza dal suo vescovo. La frantumazione politica della regione portò tuttavia a una certa invadenza straniera: a nord il conte palatino del Reno pretese, nel sec. XV, di controllare Haguenau; a sud il vescovo di Bâle avanzò le stesse pretese sulla contea di Ferrette; solo l'Alta Alsazia rimase sotto l'autorità imperiale. La sua instabilità politica ne fece un terreno ideale per i nuovi umori dell'umanesimo: Gutenberg aveva installato la sua stamperia a Strasburgo fin dal 1434; le controversie religiose e sociali confluirono presto nel più vasto alveo della Riforma, anche perché i legami commerciali e culturali con la Germania non si erano mai allentati. Nel 1519 venivano pubblicate a Strasburgo le opere di Lutero e di Bucer: le nuove dottrine protestanti trovarono facile propaganda in volumetti agili e da Strasburgo a Parigi diffusero il nuovo verbo luterano, favorendo il sorgere di comunità protestanti. Strasburgo diventò il centro della Lega di Smalcalda (1531) e nella guerra che seguì (1546-47) fu il tramite necessario delle relazioni fra la Francia e i principi protestanti tedeschi. Fu un mezzo anche per rompere le comunicazioni tra la Spagna e le Fiandre e la Francia si rese conto dell'importanza strategica dell'Alsazia. La Controriforma, impersonata negli Asburgo, riuscì a riconquistare parte della regione, ma per breve tempo, perché la fine della guerra dei Trent'anni trovò l'Alsazia sotto l'influenza francese. Con il Trattato di Münster (1648) l'imperatore rinunciava ai suoi diritti sui langraviati dell'Alta e Bassa Alsazia e sulla prefettura della decapoli, ma solo la vittoria di Turenne a Turckheim nel 1675 portava al completo possesso dell'Alsazia da parte della Francia, che vedeva confermato tale nuovo possesso dalla Pace di Nimega (1678). Nel 1681 Luigi XIV riusciva ad annettersi anche la Repubblica indipendente di Strasburgo. La nuova amministrazione francese rispettò i privilegi delle città alsaziane e nella regione fu ammesso il protestantesimo. L'esenzione dalle dogane francesi mantenne all'Alsazia il suo alto grado di prosperità. La Rivoluzione francese, abolendo i diritti feudali, causò conflitti armati con i principi tedeschi proprietari terrieri in Alsazia. Le vittorie repubblicane consacrarono il dominio francese sull'Alsazia che nel 1798 fu incorporata al territorio nazionale. La sconfitta inflittale nel 1870-71 dalla Prussia costò alla Francia la perdita dei dipartimenti dell'Alsazia e della Lorena ma non di Belfort che rimase francese per l'eroico comportamento dimostrato durante l'assedio sostenuto per 103 giorni. Restituita alla Francia dopo la prima guerra mondiale, l'Alsazia fu aggredita dal governo nazista nel 1940. Riottenne la libertà nel 1944 a opera della VII armata americana, dell'armata di Lattre de Tassigny e della divisione Leclerc, ritornando alla Francia.

Arte

La particolare posizione di regione di frontiera dell'Alsazia, posta nel cuore d'Europa, ha favorito la confluenza di correnti artistico-culturali irradiate dai centri più attivi della Germania e della Francia. Per impulso delle comunità benedettine l'architettura romanica si esprime secondo modelli affini a quelli dell'arte renana, che trasmette, nel gusto delle decorazioni, influenze lombarde (Murbach, chiesa di St.-Léger, 1122-34). Tipica è la volumetria delle chiese, che presentano una facciata chiusa da torri, spesso a due piani, e generalmente a tre absidi, come a Marmoutier (complesso abbaziale del 1150) e a Neuwiller. La planimetria si basa su tre navate a grandi campate quadrate, coperte da volte in pietra. Le chiese conventuali di questo periodo presentano l'abside a volte e la navata in copertura lignea (Colmar, monastero dei domenicani, sec. XIII). Nell'età gotica i modelli del NE della Francia si incontrano e si fondono con quelli tedeschi di Colonia e Friburgo. L'alleggerimento delle strutture portanti mediante l'apertura di vetrate contribuisce all'evoluzione della pittura, che viene anche profondamente influenzata dalla miniatura. Questa nei sec. XIV e XV segna una rigogliosa fioritura, annoverando alcuni capolavori della cosiddetta scuola dell'Alto Reno. I maggiori apporti dell'arte tedesca in questo periodo sono nel campo della scultura (Strasburgo), nel suo nuovo ruolo d'integrazione all'architettura e nelle vetrate. Nei sec. XV e XVI furono attivi nella regione M. Schongauer (1453-1491) e Hans Baldung “Grien” (1484/85-1545), l'influenza dei quali fu vivissima in tutti i Paesi nordici. Nei centri maggiori dell'Alsazia rimangono ancora molti edifici civili dell'età gotica e rinascimentale, costruiti in legno e caratterizzati da logge, balconi e altri elementi decorativi (Colmar annovera alcuni esempi significativi del sec. XVI). Nel Seicento e nel Settecento le forme artistiche dell'Alsazia saranno nuovamente influenzate dal gusto francese, specie nell'architettura dei palazzi.