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Amsterdam

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capoluogo della provincia dell'Olanda Settentrionale e capitale dei Paesi Bassi, 743.393 ab. (2006), 1.465.405 ab. (2006) l'agglomerato urbano.

Generalità

Amsterdam è situata allo sbocco del fiume Amstel nell'IJ, un'articolata insenatura dell'IJsselmeer, estesa soprattutto sulla riva meridionale dell'IJ (alcuni sobborghi, per lo più industriali, si sono però venuti formando anche a N). È il centro più popolato e industrializzato della nazione; pur essendo formalmente capitale non ospita la sede effettiva del governo che ha sede a l'Aia, 50 km a SW. La città deve alle palafitte su cui è interamente edificata, alla novantina di isole che la compongono e ai suoi molti canali superati da ca. 500 ponti l'appellativo di “Venezia del Nord”: ma la sua intima essenza non è quella di città-museo (benché sia anche una frequentata meta turistica) bensì di attivissimo centro di vita finanziaria e commerciale. È sede di due università: l'Università di Amsterdam, che ha iniziato i suoi corsi fin dal 1632, e la Libera Università, fondata nel 1880. Nel 1987 Amsterdam è stata capitale della cultura europea e nel 1928 ha ospitato i Giochi Olimpici.

Urbanistica

Alla fine del sec. XVII Amsterdam inizia ad assumere la sua inconfondibile forma urbanistica. Ormai importante e ricca, la città a partire dal vecchio nucleo attorno al porto si andò ampliando a semicerchio con la costruzione di tre grandi canali concentrici, il Prinsengracht (Canale dei Principi), il Keizersgracht (Canale dell'Imperatore) e l'Herengracht (Canale dei Signori), collegati fra loro da una rete di canali secondari, fiancheggiati da viali lungo i quali la borghesia mercantile edificò i suoi palazzi e protetti da un largo fossato esterno. Tale assetto urbanistico e di regolazione idraulica (un sistema di chiuse mantiene da allora a un livello costante l'acqua dei canali indipendentemente dalle maree) rimase in pratica inalterato sino all'Ottocento. Anche se la pianificazione urbanistica della città nuova è di D. Stapaert (1615-1676), le prime fasi dello sviluppo furono dominate dal lavoro del suo predecessore, H. C. Keyser, che abbellì i canali con varie chiese dalle monumentali torri campanarie e molte case con ricchi frontoni e l'uso alternato, con un risultato altamente decorativo, del mattone rosso e della pietra Bentheimer di colore giallo. Durante il sec. XVIII, a causa dello scarso incremento demografico, l'attività edilizia si concentrò sulla trasformazione degli interni e degli esterni con modifiche che riguardano soprattutto l'aumentata altezza degli edifici e la forma di frontoni e finestre. Il Grachtenboek del 1767 con i disegni di C. Philips, in cui sono rappresentati 1500 edifici residenziali, è un'importante fonte storica di riferimento per lo studio dell'aspetto originario di tali costruzioni. Il sec. XIX si apre all'insegna dello sviluppo delle infrastrutture: la creazione della ferrovia per Haarlem nel 1839, l'ampliamento del porto e l'apertura di nuovi canali determinano una trasformazione della fisionomia della città arricchita anche dalla costruzione di nuove e imponenti chiese. Nella seconda metà del sec. XIX diventata nuovamente un centro mondiale di traffici, Amsterdam attuò una seconda radicale riforma urbanistica. Superato il canale bastionato detto Buitensingel (che corrisponde agli attuali Nassaukade, Stadhouderskade e Mauritskade), tutt'attorno al nucleo seicentesco si andò formando una nuova Amsterdam, con una rete di canali a maglie più larghe e vie ampie e rettilinee, realizzata sulla base di un sistematico piano di sviluppo che resta tra i più significativi dell'urbanistica moderna. La costruzione di edifici per operai e la redazione di un piano igienico-sanitario, modificano sia le aree destinate all'edilizia popolare, con edifici pluripiano, sia l'edilizia borghese, con isolati costituiti da villette collegate da grandi viali. Del piano finale del 1876 solo il Westerpark, il Sarphatipark e l'Oosterpark sono ancora oggi visibili. Dopo la prima guerra mondiale l'ampliamento della città si accentuò; si estesero specie a W e SW le aree residenziali e in particolare sorse, a opera di H. P. Berlage, il Nieuw Zuid (Nuovo Sud), un quartiere urbano inteso come unità funzionale ed estetica e attuato in uno stile architettonico che fu poi detto della Scuola di Amsterdam. Sostenuta da cospicui finanziamenti statali e da leggi all'avanguardia in Europa, l'architettura della capitale si concentrò sull'edilizia popolare articolata in lottizzazioni per isolati e i villaggi giardino. Nel 1934 fu esteso il piano regolatore generale per l'espansione di Amsterdam, il più importante di quel periodo in Europa, redatto da C. van Eesteren e realizzato dopo la seconda guerra mondiale, con caratteristiche quali “l'ascetismo formale” e l'estrema attenzione data ad aspetti come i costi, le tecniche costruttive e il comfort razionalizzato, scelte queste che hanno esercitato un ruolo primario nelle ricostruzioni del secondo dopoguerra. Agli anni Sessanta del Novecento, che vedono la costruzione di grandi complessi come il Bijlmermeer e l'opera degli architetti Van den Broek e Bakema, segue, negli anni Settanta, un ridimensionamento delle attività edilizie causato dalla scarsa crescita demografica. Con la ripresa degli studi sulla città viene a porsi un profondo cambiamento di tendenza a cui dà corpo la nuova generazione di architetti stimolati dall'insegnamento e dalle opere di A. van Eyck (1918-1999) e H. Hertzberger. L'operazione di rinnovamento urbanistico, portata avanti da Van Eyck e il suo gruppo, si è posta come obiettivi principali la riqualificazione della forma storica della città e dell'edilizia esistente, la riconversione di aree industriali e la ristrutturazione urbanistica di zone ex portuali in terreni residenziali, operando una sorta di sintesi delle esperienze presenti negli altri Paesi europei. Tale rilettura del territorio è avvenuta attraverso lo Structuurplan – entrato in vigore nel 1990 – che ha organizzato la città lungo due direttrici di sviluppo: il Zuid-as e l'Ij-as. In particolare, lungo il primo asse, direttrice ferroviaria e stradale che collega l'Aia, Schiphol, Amsterdam Sud, Bijmermeer e Utrecht, si sviluppano i nuovi centri direzionali. Al tempo stesso, nel cuore di Amsterdam, lungo il fiume IJ, tutta una serie di funzioni industriali, legate al porto, viene spostata verso Occidente, lasciando grandi aree dismesse in prossimità del nucleo storico per destinarle a una loro ridestinazione funzionale, accompagnata da un progetto di bonifica per acquisire nuove terre.

Storia

Il primo stanziamento si formò sulle rive dell'Amstel, a monte della diga (dam) eretta a sbarrare l'ultimo tratto del fiume (donde il nome della città, originariamente Amsteldam), e fu menzionato ufficialmente per la prima volta nel 1275 come villaggio di pescatori. Feudo dei conti di Amstel, passato nel 1296 ai conti d'Olanda, ebbe verso il 1300 la prima carta dei suoi diritti di città libera, accresciuti poi nel 1342. Iniziò così in chiave nettamente commerciale l'espansione della città, che nel 1369 era già membro della Lega Anseatica; distrutta pressoché interamente da un incendio nel 1452, rinacque ampliata e fortificata da una cerchia di mura. Il contributo decisivo alla trasformazione di Amsterdam in grande città venne con le guerre di religione: in opposizione alla politica sempre più rigida svolta dalla Spagna, Amsterdam si schierò a favore della più assoluta libertà religiosa (ancor oggi lo dimostra il gran numero di templi dedicati ai più vari culti), accogliendo protestanti da Anversa, ebrei dalla Spagna e dal Portogallo e, dopo la revoca dell'Editto di Nantes (1685), protestanti dalla Francia. L'apporto culturale, tecnico e finanziario dei rifugiati fu di fondamentale importanza per lo sviluppo economico e l'orientamento politico della città, che nel 1578 destituì il governo municipale, favorevole agli spagnoli, e ne elesse uno d'impronta liberale, che aderì alla Riforma e si allineò con le altre città olandesi nella lotta contro Filippo II. Raggiunta l'indipendenza, i Paesi Bassi intrapresero una brillante politica di espansione economica e di conquista coloniale che permise ad Amsterdam di giungere all'apice della sua fortuna divenendo un attivissimo centro di traffici internazionali, mentre la chiusura della Schelda alla navigazione (1648) determinava il declino della sua più temibile concorrente, Anversa. Sulla scena politica era assurta una nuova potenza marittima, l'Inghilterra, mentre tutta l'Olanda era impegnata nella guerra contro la Francia (nel 1672 Amsterdam fu costretta a rompere le dighe per salvarsi dall'esercito di Luigi XIV). Un secolo più tardi, Amsterdam subì rilevanti danni economici a causa del blocco continentale decretato contro Napoleone, benché questi la scegliesse prima quale capitale della Repubblica Batava (1798), poi (1806) dell'effimero Regno d'Olanda e, dopo l'annessione dei Paesi Bassi alla Francia (1810), la dichiarasse “terza città dell'impero dopo Parigi e Roma”. Nel 1814, riacquistata l'indipendenza, Amsterdam fu eretta capitale del regno dei Paesi Bassi, ma l'Aia fu destinata a sede del governo e della corte. Più che alla vita politica, la città si rivolse nuovamente al suo porto e alle annesse attività industriali e finanziarie per ritrovare la passata prosperità. Insabbiatisi col tempo i passaggi naturali dello Zuidersee (l'attuale IJsselmeer) attraverso cui Amsterdam aveva comunicato sino ad allora col mare, furono tagliati nel 1824 il canale dell'Olanda Settentrionale e nel 1876 l'assai più ampio e profondo canale del Mare del Nord, mentre il canale della Merwede (1892) sostituiva il seicentesco canale con il Reno. . Nonostante l'occupazione tedesca (1940-45), Amsterdam fu relat. risparmiata durante la seconda guerra mondiale e poté riprendere rapidamente la sua primaria funzione commerciale, grazie anche al potenziamento delle vie di comunicazione (tra cui l'apertura nel 1952 del nuovo canale con il Reno) e delle attrezzature del porto, che un tunnel sottopassa per facilitare i collegamenti tra la riva settentrionale dell'IJ e il centro della città.

Arte

Fatta eccezione per la tardogotica Nieuwe Kerk (Chiesa Nuova, sec. XV), la Oude Kerk (Chiesa Vecchia, fine sec. XIII, ampliata nel sec. XVI) e la Schreierstoren (Torre delle lacrime, 1482), pochissime testimonianze restano della Amsterdam medievale e rinascimentale, mentre la parte antica della città fondamentalmente si presenta ancora come venne organizzata nel Seicento. Di questo straordinario patrimonio è protagonista Hendrick de Keyser che, nominato architetto municipale nel 1612, dà avvio a una grande stagione architettonica che prende le mosse da uno stile tardomanieristico (edificio de Beurs) per approdate al puro classicismo della Westerkerk (1620-38). Al classicismo, e in particolar modo al modello palladiano, si ispira in modi grandiosi e purissimi la nuova Stadhuis (oggi Palazzo Reale), progettata da J. van Campen tutta in pietra con linee austere sottolineate da molte sculture e ricca di particolari, quali il pilastro gigantesco usato anche da J. Vingboons (1620 ca.-1698) nella Trippenhuis, ora sede dell'Accademia reale delle scienze. Ma è tutto il tessuto urbanistico disegnato in quel periodo a rendere unico lo spazio architettonico di Amsterdam: valgono per tutte le dimore storiche del quartiere del Jordaan, residenza d'elezione della ricca borghesia mercantile. Su di esso svetta la Westertoren (1620-31). Il secolo d'oro architettonico trova una rinascita a partire dalla fine dell'800, quando entrano in scena alcuni personaggi che hanno contribuito a disegnare la configurazione architettonica e urbanistica della città. In primo luogo C. Outshoorn, che in importanti edifici come l'Amstelhotel (1863-67) introdusse una nuova immagine nell'architettura ispirandosi al londinese Christal Palace, e, pochi anni più tardi, P. J. H. Cuypers che, immerso in un clima di revival del gotico, avviò la costruzione della Stazione Centrale e del Rijksmuseum (1885). Altra figura decisiva nel panorama dell'architettura moderna olandese e nel disegno architettonico di Amsterdam fu H. P. Berlage. Battendosi per il ritorno a forme semplici e piane contro l'eclettismo dell'architettura ufficiale, tra il 1881 e il 1902 progettò gli uffici sul Damrak, la Casa dei lavoratori dei diamanti, la manifattura della “de Nederlanden van 1843” e, dopo aver pianificato l'espansione dell'area sud della città, concepì tra il 1808 e il 1903 il suo capolavoro, il palazzo della Borsa, che recupera le forme dell'architettura romanica nella grave semplicità dei volumi e nell'austerità del mattone lasciato a vista. Intanto tra il 1883 e il 1920 si era andato completando un grande sistema difensivo di dighe per il controllo delle acque: opera unica nel suo genere, nel 1996 è stata annoverata tra i siti del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO.Dalla fine del sec. XX Amsterdam sta vivendo un'altra fervida stagione architettonica, che sta ridisegnando spazi e prospettive che fanno dialogare tradizione e avveniristiche sperimentazioni. La necessità di trovare nuovi spazi insediativi e l'esigenza di preservare inalterato il patrimonio architettonico del centro storico ha spinto urbanisti e architetti a cercare soluzioni nelle periferie e soprattutto nelle aree dismesse dei dock orientali: sulla penisola di Borneo il progetto Scheepstimmermanstraat (1999) ripropone in versione contemporanea scala e relazioni spaziali della vecchia Amsterdam, con piccole case tutte diverse ma nel contempo omogenee affacciate sui canali; a Sporenburg, sorge De Walwis (la Balena), un complesso residenziale a forma di parallelepipedo irregolare progettato da F. van Dongen (2000); monumentale l'edificio detto Piraeus (1994) sull'isola di KNSM, come pure il grande condominio Barcelona, progettato dall'architetto belga Bruno Albert (1993); nell'area della stazione ferroviaria si ergono il Nemo, edificio a forma di nave inclinata, progettato da R. Piano (1997) che ospita il museo interattivo della scienza e della tecnologia; il progetto di residenze sperimentali del quartiere di IJburg è costruito su sette isole artificiali sul IJburgmeer (avviato nel 2000, verrà portato a termine nel 2012); presso i dock occidentali sorge la residenza Silodam (Studio MVRDV, 2002), una bizzarra isola-container su palafitte. L'intensità e l'interesse con cui la città vive questi cambiamenti architettonici è ben rappresentato dall'Arcam, il Centro cittadino per l'architettura, padiglione in alluminio e vetro progettato da R. van Zuuk (2003).

Musei

La città è un grande centro culturale, sede di università dal 1632, dell'Accademia reale delle scienze e soprattutto di vari musei: l'Allard Pierson per le antichità egizie, greche e romane e per reperti preistorici, il Tropenmuseum (Museo dei Tropici), il Nederlands Scheepvaart Museum (Museo di storia marittima), il Bijbelmuseum (Museo della Bibbia), Brilmuseum (Museo degli occhiali), Joods Historisch Museum (Museo storico ebraico). Oltre a queste, altre istituzioni museali sono di eccezionale importanza. Il Rijksmuseum, fondato da Luigi Bonaparte nel 1808 con sede in un edificio monumentale realizzato dall'architetto Cuijpers, è il museo di arte e storia più grande dei Paesi Bassi e possiede una collezione di livello internazionale. Il nucleo forte della raccolta è formato dalle opere pittoriche del secolo d'oro dei Paesi Bassi, il Seicento, con venti tele di Rembrandt tra cui Ronda di notte (1642), che costituisce la maggiore attrazione del museo, quattro di J. Vermeer, innumerevoli dipinti di artisti come F. Hals e J. Steen e paesaggi e scene di genere di J. van Ruysdael e A. van Ostade. Ma il Rijksmuseum non è solo arte pittorica: propone infatti anche splendide collezioni di argenti, porcellane blu di Delft, teatrini di marionette, stampe, disegni, esempi di arte asiatica e una presentazione completamente rinnovata della storia dei Paesi Bassi. Oltre a un cospicuo numero di opere di maestri italiani e fiamminghi, il museo ospita un Gabinetto delle stampe tra i più importanti del mondo con una raccolta di disegni di artisti italiani e olandesi. Gli spazi del Rijksmuseum sono stati interessati da una radicale operazione di restauro e rinnovamento che è terminata nel 2013. Uno degli altri spazi museali più suggestivi della città è la Rembrandthuis, museo costituito dalla casa, interamente restaurata negli ultimi anni del sec. XX, nella quale il grande artista olandese visse e lavorò tra il 1639 e il 1658, da una nuova ala con una esposizione permanente di quasi tutte le sue incisioni e da spazi per mostre temporanee. Dal 2004 è stata inaugurata, a palazzo Neerlandia, la prima sezione dell'Hermitage Amsterdam, la “succursale” olandese del grande museo di San Pietroburgo. Non meno importanti sono ad Amsterdam i luoghi dedicati alla raccolta e all'esposizione dell'arte moderna e contemporanea. Tra tutti i musei che nel mondo raccolgono l'opera di un singolo autore spicca il Van Gogh Museum: vi si trovano riuniti ca. 200 dipinti e 500 disegni del pittore olandese, in parte esposti a rotazione, assieme a opere di altri artisti suoi contemporanei. L'edificio che ospita il museo, dalla tipica forma geometrica di tante costruzioni De Stijl, venne realizzato su progetto di G. Rietveld tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta e ampliato nel 1999 con una torre di granito, alluminio e titanio disegnata da K. Kurokawa. Il Van Gogh Museum è situato ai margini del Museumplein, vasta spianata attorno alla quale si affacciano il Rijksmuseum, la sala del Royal Concertgebouw e lo Stedelijk Museum, inaugurato nel 1895 e considerato uno dei maggiori musei d'arte moderna e contemporanea del mondo. Dopo una ristrutturazione che ha comportato il trasferimento del museo nel vecchio edificio delle Poste, è stato riaperto nel 2012, dopo nove anni di lavori; il museo è uno spazio multidisciplinare che si occupa delle principali espressioni nel campo delle arti visive internazionali. Le sue collezioni comprendono dipinti, disegni, sculture, installazioni, grafica, fotografie, videomanifesti, oggetti di design, sia di proprietà della città di Amsterdam sia dello Stato olandese. L'ossatura dello Stedelijk Museum è costituita da un'importante raccolta di arte moderna e contemporanea internazionale (Chagall, Malevich, Picasso, Matisse, Léger) e da esempi insigni dell'arte olandese spesso fiorita ad Amsterdam. Accanto a capolavori dell'Ottocento, molte le tele di P. Mondrian e il gruppo De Stijl che animarono la scena artistica olandese nei primi decenni del sec. XX, e del gruppo Cobra, fautore dalla fine degli anni Quaranta dello stesso secolo di quell'espressionismo nordico che tanto rese celebri Copenhagen, Bruxelles e Amsterdam (al movimento Amsterdam dedica un museo particolare: il Cobra Museum). Dal 1960 la Casa di Anna Frank è un museo dove vengono allestite mostre temporanee legate al tema della seconda guerra mondiale o alla Shoah. Istituzione antica di oltre quattro secoli – venne fondato nel 1638 – e vero vanto cittadino è l'Orto Botanico, ricco di 6000 varietà di piante provenienti da ogni continente. Assai più recenti sono il NEMO, Museo interattivo di tecnologia, scienza e arte (1997) e il Living Tomorrow, esposizione che allestisce, in un edificio dalla bizzarra forma “a stivale” (2002-2004), futuribili ambienti di vita quotidiana (la cucina, l'ufficio ecc.) corredati dalle più sorprendenti funzioni tecnologiche.

Musica

Dalla seconda metà del sec. XIX la vita musicale di Amsterdam ha il proprio centro propulsore nella Concertgebouw, orchestra filarmonica fondata nel 1888; al fondatore Willem Kes è succeduto quale direttore stabile a W. J. Mengelberg, che, dal 1895 al 1941, ha donato al complesso un prestigio mondiale; dopo E. van Beinum, si sono succeduti alla guida dell'orchestra E. Jochum, B. Haitink, R. Chailly, M. Jansson. Un'altra importante istituzione musicale cittadina è il Muziektheater, che ospita sia De Nederlandse Opera (la compagnia dell'Opera olandese) sia Het Nationale Ballet (la Compagnia nazionale di balletto).

Economia

Il carattere tradizionalmente cosmopolita di Amsterdam ha fatto della città contemporanea una capitale mondiale del commercio e della finanza (è sede di un'importante Borsa valori, dell'European Options Exchange e di numerose banche internazionali). Ca. il 20% della forza lavoro è impiegato nel settore del commercio internazionale e dei trasporti; mentre il 16% è occupato in attività legate all'ambito dei servizi sociali, della sanità e della cultura; consistente è anche la percentuale di addetti al mondo bancario e assicurativo (12,5%), come pure quella che vive sulle risorse del turismo (10%), che attira ogni anno flussi di visitatori da ogni parte del mondo. Il porto di Amsterdam, benché nettamente inferiore a quello di Rotterdam, ha un discreto volume di traffici: tra le merci d'importazione un posto preminente hanno, come un tempo, i prodotti coloniali (cacao, caffè, tabacco, tè, caucciù), quindi il legname, i cereali, le fibre tessili, il carbone, il petrolio; tra quelle d'esportazione i prodotti agricoli e i manufatti. Il comparto industriale, ormai ridotto al 10% della forza lavoro, è principalmente concentrato nel sobborgo di Zaandam, sulla riva settentrionale dell'IJ: nonostante il decremento produttivo degli ultimi anni, restano significative le attività dei settori metalmeccanico, cantieristico e aeronautico, della lavorazione di prodotti coloniali, cartario, chimico (fibre tessili artificiali), petrolchimico, alimentare (birrifici). L'industria veramente tipica di Amsterdam resta però da secoli quella del taglio dei diamanti, di cui è il massimo centro del mondo disponendo anche di una propria Borsa. La città è servita dall'aeroporto di Schipol, uno dei maggiori hub internazionali, e si trova al centro di un efficiente sistema di reti autostradali che la collegano all'entroterra belga e tedesco.

Curiosità

Tra le manifestazioni ricorrenti che fanno ricco il calendario degli eventi culturali ad Amsterdam si segnalano: l'Holland Festival, rassegna di musica, teatro, danza, opera e cinema che si tiene, dal 1947, nel mese di giugno; l'Uitmarkt, in agosto, apertura ufficiale della stagione culturale della capitale (concerti, performance, spettacoli teatrali); l'International Documentary Film Festival che si svolge in novembre in diverse sale della zona di Leidseplein; Sinterklaas, festa di Santa Claus (o san Nicola, che è anche santo patrono di Amsterdam), il Babbo Natale dei bambini del Nord Europa.