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dènte

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino dens dentis].

1) Organo duro dei Vertebrati impiantato nell'osso dentale che ha grande importanza nelle prime fasi della digestione per la sua capacità di tagliare, sminuzzare e triturare i cibi solidi. L'insieme dei denti è detto dentatura: denti sani, cariati, finti; mettere, perdere i denti, aver mal di denti. Usato in molte loc. fig.: battere i denti, tremare per freddo, febbre, paura; metter sotto i denti, mangiare; mostrare i denti, minacciare, farsi temere; lasciarci i denti, uscire malconci; tener l'anima coi denti, essere mal ridotto in salute; parlare tra i denti, a bassa voce, in modo incomprensibile; parlare fuor dei denti, con franchezza; non è pane per i propri denti, è cosa superiore alle proprie forze; armato sino ai denti, ben fornito di armi; avere il dente avvelenato contro qualcuno, covare astio per qualcuno; riso, spaghetti al dente, poco cotti; tirato con i denti, di ragionamento stiracchiato, non convincente; il dente dell'invidia, della calunnia, assalto, sentimento aspro e maligno. Proverbio: “la lingua batte dove il dente duole”, si parla sempre di ciò che più sta a cuore; “occhio per occhio, dente per dente”, secondo la legge del taglione, vendetta proporzionata all'offesa.

2) Per estensione, tutto ciò che ricorda nella forma il dente; oggetto a forma di dente; in particolare: A) in botanica, ciascuna delle piccole incisioni angolose e più o meno appuntite presenti sul margine di molte foglie o di altro organo vegetale, che per questo viene detto dentato. B) In elettronica, è detto a dente di sega un segnale a forma d'onda triangolare che trova numerose importanti applicazioni, per esempio nei generatori di base dei tempi di oscilloscopi e registratori, nelle misure di intervalli di tempo, ecc. Un requisito essenziale del dente di sega è una buona linearità del tratto a rampa. Tra i numerosi metodi circuitali per la generazione di segnali a dente di sega: la carica a corrente costante di un condensatore; l'integrazione di un segnale rettangolare con un amplificatore operazionale (circuito di Miller); il circuito bootstrap.C) In elettrotecnica, la parte metallica delle macchine elettriche rotanti, per lo più costituita dalla sovrapposizione di numerosi lamierini magnetici opportunamente sagomati, che si trova tra due cave contigue. In alcuni tipi di macchine, per esempio in certi motori asincroni, si hanno denti sia sul rotore sia sullo statore. In altre, come nelle macchine a corrente continua con collettore a lamella, il rotore è dentato e non lo è lo statore; le macchine sincrone hanno generalmente lo statore dentato e il rotore non dentato (a poli salienti). D) In etologia, l'esibizione dei denti, nei Mammiferi predatori, fa parte del repertorio aggressivo legato alla minaccia. Nei Canidi è in genere accompagnata da un ringhio prolungato, nei Felidi da un soffio rauco o da un ringhio breve e profondo. L'esibizione dei denti è probabilmente derivata, per ritualizzazione, dall'atto del mordere, di cui rappresenta il movimento intenzionale. E) Nello sport, le punte di legno inserite nei bracciali usati nel pallone a bracciale toscano e piemontese. Parte terminale del trampolino di lancio per il salto con gli sci. F) In tecnologia meccanica, sporgenza ricavata sulla fascia esterna di una ruota, che in tal modo risulta “dentata”. La successione regolare dei denti e dei vani costituisce la dentatura dell'ingranaggio stesso.

3) Nelle antiche fortificazioni, opera costituita da due facce unite ad angolo con lo spigolo volto al nemico.

Anatomia

I denti sono parti modificate dello scheletro dermico, ma vengono solitamente considerati strutture dell'apparato digerente, in quanto occupano la cavità orale. Nella loro struttura generale i denti constano di una parte sporgente dalla gengiva, la corona, e di una infossata nella gengiva stessa, la radice; la linea di demarcazione tra le due parti è detta colletto. La corona, di forma differente secondo le diverse funzioni del dente, presenta una faccia linguale, una vestibolare, due facce di contatto con il dente anteriore e con quello posteriore (rispettivamente mesiale e distale) e una faccia masticatoria o occlusale. La corona è rivestita dallo smalto o sostanza adamantina, di colore bianco splendente: quasi completamente privo di sostanza organica, consiste per due terzi, nei Mammiferi, di lunghi prismi di fosfato di calcio, disposti con il loro asse lungo ad angolo retto rispetto alla superficie del dente. All'interno si trova la dentina o avorio, particolare varietà di tessuto osseo che forma l'impalcatura del dente. Strutturalmente la dentina differisce dall'osso in quanto è priva di corpi cellulari: questi, chiamati odontoblasti, formano uno strato alla base della dentina nella cavità della polpa e inviano in essa una serie di prolungamenti protoplasmatici disposti in tubuli paralleli. La radice del dente, anch'essa dura, ha colore giallastro, forma generalmente conica, e può essere, secondo i casi, unica, doppia o multipla; essa è saldamente infissa nell'alveolo dell'osso. Ogni radice presenta al suo apice un foro detto apicale, punto d'inizio di un canale che la percorre tutta e che poi si dilata nella corona a formare la cosiddetta cavità del dente, che contiene la polpa dentalesostanza rossa, molle, di tessuto connettivale fibrillare, innervato e vascolarizzato; vasi e nervi raggiungono la polpa penetrando, anch'essi, attraverso il foro apicale della radice. Colletto e radice sono ricoperti dal cemento, sottile crosta di sostanza ossea, per struttura e composizione chimica simile al normale tessuto osseo, che aderisce strettamente alla parte della dentina che si trova nella radice e che tiene inglobate le fibre collagene del periodonzio.Nei denti vergini la superficie dello smalto è ricoperta da una sottile membranella, la cuticola del dente, che si usura e scompare con la masticazione. Lo sviluppo dei denti ha inizio allorché nella sede delle future arcate dentali compare nell'epitelio della cavità buccale la cresta dentaria da cui si origina la gemma dei denti decidui, come piccola sporgenza. Ciascuna gemma diventa cava, assumendo la forma di una campana (la futura corona), dando poi origine all'organo produttore dello smalto od organo adamantino. Attraverso successive trasformazioni, all'interno dell'incavo, il tessuto si addensa dando vita alla papilla dentale. Questa nella sua parte centrale diventa poi la polpa dentaria, mentre gli odontoblasti, posti alla periferia, produrranno la dentina, che verrà quindi ricoperta dallo smalto. In tal modo si completa l'abbozzo della corona e dei suoi tessuti duri e molli; la radice si formerà più tardi. Mentre nelle gemme dei denti decidui avvengono queste trasformazioni, la cresta dentale emette la gemma dei denti permanenti, che va incontro ad analoghi processi di sviluppo, anche se con tempi assai più lenti. Il processo di sviluppo dei denti avviene simultaneamente a quello di ossificazione delle arcate alveolari. L'eruzione del dente avviene poi, attraverso la mucosa gengivale, in seguito alla pressione esercitata dalla radice che si accresce (vedi dentizione). In base alla forma della corona e della funzione i denti possono essere distinti in incisivi, canini, premolari e molari. Nell'uomo, gli incisivi, la cui specifica funzione è quella di tagliare i cibi, hanno una corona appiattita in senso vestibolo-linguale, con faccia masticatoria tagliente; la radice è unica. I canini, più robusti e talvolta leggermente più lunghi degli altri denti, hanno forma lanceolata e terminante a punta, che contribuisce a sminuzzare gli alimenti; la loro radice è solitamente unica e incurvata distalmente. I premolari hanno forma cubica, con faccia masticatoria quadrangolare ad angoli smussati e fornita di due cuspidi; hanno una sola radice piuttosto grossa, che può essere bifida nel primo premolare superiore. I molari, che sono i più robusti, presentano una corona pure cubica, con faccia masticatoria ampia e fornita di 4 o 5 cuspidi negli inferiori, 4 nei superiori; le radici sono due nei molari inferiori, tre in quelli superiori. Premolari e molari servono a triturare i cibi. I denti sono infissi negli alveoli dentari, scavati nei margini liberi (o processi alveolari) delle ossa mascellari e sporgono al di sopra della gengiva che, mediante un cercine, contribuisce a tenerli al loro posto. I denti risultano poi saldamente congiunti alle pareti dei rispettivi alveoli mediante il periodonzio, un tessuto connettivo ricco di vasi e nervi, formato da fasci di fibre radiali collagene che collegano strettamente il cemento della radice alla parete ossea dell'alveolo. I denti decidui sono 20, quelli permanenti 32; a volte i terzi molari – denti del giudizio – non fanno eruzione, cosicché possono essere ritenute dentature normali anche quelle con 28-30 denti.

Etnologia

I denti, come altre parti del corpo, sono soggetti a mutilazioni sia per scopi rituali sia per motivi estetici: tali mutilazioni riguardano quasi sempre gli incisivi (a volte anche i canini) e consistono nell'affilatura e limatura di questi, nell'incrostazione con pietre dure o metalli preziosi o nell'annerimento. Questa usanza era diffusa nell'Africa centrale e in Indonesia e si pratica ancora fra molte tribù della Nuova Guinea, dell'America meridionale e dell'Australia settentrionale.

Zoologia

I denti dei Mammiferi prendono varie denominazioni secondo la forma delle cuspidi. Se queste appaiono tondeggianti e isolate si parla di dente bunodonte (per esempio, i molari dei Suidi); se i tubercoli si uniscono a coppie in forma di lamina si dirà dente lofodonte (per esempio, Perissodattili); se la loro usura rivela aree semilunari si avrà il dente selenodonte (per esempio, molari dei Ruminanti). § Denti ferini o settori, tipici dei Fissipedi, sono il quarto premolare superiore e il primo molare inferiore che hanno uno sviluppo preponderante. § I denti del veleno, tipici di alcune specie di serpenti, sono situati sulla mascella superiore, muniti di un solco o di un canalicolo a sua volta comunicante con una ghiandola velenifera. Sono deputati all'inoculazione del veleno attraverso la ferita prodotta dal morso. In base alla forma e alla posizione di questi denti gli Ofidi si distinguono in: Proteroglifi, con vari denti solcati anteriori; Opistoglifi, con denti solcati in posizione arretrata (e quindi molto meno pericolosi); Solenoglifi, con denti canalicolati, uno per lato, anteriori. In questi ultimi quando la bocca è chiusa i denti del veleno si ripiegano all'indietro unitamente al mascellare. Il secreto velenoso dei serpenti è prodotto dalle ghiandole mascellari superiori, omologhe alle salivari. § Dente dell'uovo, piccola protuberanza posta all'estremità del muso dei Rettili Sauri e del becco degli Uccelli prima della schiusa dell'uovo. Il neonato se ne serve per rompere il guscio e lo perde poco dopo la nascita.

Bibliografia

J. Anthony, Anatomie dentaire comparée, Parigi, 1961; A. E. W. Miles, Structural and Chemical Organization of Teeth, New York, 1967; M. M. Ash, L'anatomia funzionale del dente, Milano, 1986.