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registratóre

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Lessico

sm. (f. -trice) [sec. XVIII; da registrare].

1) Chi registra.

2) Strumento usato per la registrazione di un fenomeno o di una grandezza variabile. In particolare, registratore grafico, quello che traccia un grafico della successione nel tempo di valori rilevati per conoscere l'andamento di un fenomeno fisico, di una grandezza, di un'operazione meccanica, ecc.; registratore magnetico, apparecchio atto alla registrazione magnetica dei segnali sonori su un supporto costituito da nastro magnetico (funziona anche quale riproduttore dei suoni incisi sul nastro); registratore digitale, apparato in grado di memorizzare su supporti di tipo informatico (memorie, CD-ROM, DVD, hard disk) dati numerici o campionamenti di valori analogici.

3) Cartella a legatura mobile, classificatore, raccoglitore.

Tecnica: registratori grafici

Servono a registrare in modo continuo o discontinuo una grandezza fisica (temperatura, pressione, portata, tensione elettrica, ecc.) trasformata in un segno grafico da un opportuno trasduttore. Il segno grafico rappresenta la trasformazione della coordinata temporale in uno spostamento in direzione perpendicolare al moto del supporto sul quale risulta inciso: si ottiene così un grafico che rappresenta il o i valori, espressi nel tempo, di determinati parametri per il quale il registratore è stato predisposto. Il grafico viene tracciato da un equipaggio mobile che agisce su un sistema scrivente che può essere a raggio mobile su nastro di carta fotosensibile, a punta scrivente su nastro o disco o rullo di carta, a nastro opacizzato sul quale una punta lascia una traccia trasparente o ad altri sistemi a visualizzazione diretta. I registratori grafici si dividono in registratori ad azionamento diretto e ad azionamento indiretto. Nei primi l'organo di registrazione è collegato direttamente con l'uscita di un trasduttore che trasforma in spostamento la grandezza da registrare poiché il segnale d'uscita ha energia meccanica sufficiente per la registrazione. Sono tali, per esempio, i registratori di pressione meccanica, come i sismografi, e quelli di pressione atmosferica, o barografi a tamburo. La gran parte dei registratori però è a funzionamento indiretto; in essi fra l'uscita del trasduttore e il dispositivo scrivente è interposto un amplificatore meccanico, o pneumatico, o, più spesso, elettronico. Nell'ultimo caso, in relazione ai vantaggi dell'amplificatore elettronico, è necessario avere due trasduttori con l'amplificatore intermedio: il primo trasforma il segnale da registrare in segnale elettrico; questo viene poi amplificato e trasformato in spostamento del sistema scrivente da un secondo trasduttore. Nel caso dei registratori di livello di pressione sonora si hanno due apparecchi distinti: nel primo il segnale sonoro viene trasformato in elettrico da un microfono e amplificato mediante un amplificatore di potenza tarato; nel secondo, che costituisce il registratore propriamente detto, il segnale elettrico viene trasformato in spostamento di un pennino scrivente su un nastro di carta. Questo si muove trasversalmente svolgendosi da rulli mossi da motore elettrico a velocità regolabile. Questo registratore di livello può anche costituire una parte di un complesso analizzatore/registratore di suoni. In questo caso il segnale elettrico di entrata nella parte di registrazione costituisce lo spettro di frequenza di un fenomeno sonoro, analizzato, per esempio, per terzi di ottava e registrato dal registratore su carta apposita. Altri registratori sono specializzati per la misurazione di una sola grandezza (voltmetri, amperometri, frequenzimetri, tachigrafi); si usano a bordo di mezzi di trasporto (ferrovia, servizio metropolitano) o entro grandi impianti (centrali elettriche, laminatoi, impianti chimici, ecc.) e sono spesso provvisti di totalizzatore (per esempio, i tachigrafi). Particolarmente diffusi per effettuare messe a punto, studi, rilievi, controlli, ecc., sono i registratori costituiti da un oscillatore (detti pertanto oscillografi), accoppiato a trasduttori di tipo adatto che trasformano i parametri da misurare (per esempio, velocità di rotazione, temperature, pressioni, velocità di spostamento di fluidi entro condotte) in variazioni di corrente di valore proporzionale a quello del parametro da misurare, e quindi variabili con esso, ma di intensità ridotta e adatta allo strumento. Quasi tutti questi registratori portano più equipaggi, onde poter registrare contemporaneamente sullo stesso nastro i valori di più parametri (di solito da due a otto). Tra i registratori a più equipaggi, vi sono quelli specializzati per diversi tipi di indagine medica (per esempio, per elettrocardiogrammi, elettroencefalogrammi, registrazioni del ritmo respiratorio, della pressione arteriosa e altro). In impiantistica e nel campo dei trasporti, i registratori (che vengono tenuti sempre in funzione e sovente sono protetti da robusti involucri) hanno grande importanza, in quanto, in caso di guasto o di incidente, tramite i grafici da essi tracciati, è possibile ricostruire la dinamica dell'incidente stesso.

Tecnica: registratori di volo

I registratori di volo servono per la registrazione di parametri fisici relativi al volo di un aeromobile e al funzionamento dei suoi impianti in volo, data la necessità di rilevare un sempre maggior numero di parametri, relativi anche a fenomeni notevolmente veloci, come le vibrazioni aeroelastiche. I registratori di volo, noti come “scatola nera” e flight recorder, sono oggi assurti alla notorietà in seguito alla loro installazione sui velivoli commerciali; servono alla registrazione di parametri di volo, di dati relativi al funzionamento dei propulsori e degli impianti di bordo e delle comunicazioni vocali in cabina di pilotaggio. Queste apparecchiature, disposte in contenitori a prova d'urto e d'incendio, permettono, in caso d'incidenti, di ricostruire le vicende del volo e si sono rivelate di estrema utilità nell'indagine mirante ad accertare le cause dell'incidente medesimo, consentendo notevoli progressi nelle doti di sicurezza degli aeromobili.

Tecnica: registratori di cassa

Nell'accezione commerciale, il registratore di cassa è l'apparecchio predisposto, sulla base di predeterminate specifiche tecniche fiscalmente imposte, all'emissione dello scontrino fiscale e alla registrazione di tutti gli incassi giornalieri. La sua utilizzazione risponde a un obbligo fiscale introdotto a partire dal 1984, e successivamente esteso fino a ricomprendere tipicamente le attività di commercio al dettaglio, o di cessioni effettuate in locali aperti al pubblico (senza l'obbligo di emissione della fattura) e di somministrazione di alimenti e bevande in pubblici esercizi. I moderni registratori di cassa possono essere collegati a un computer e a un lettore di codici a barre, così da poter avere direttamente il prezzo della merce ed eseguire l'operazione di scarico dal magazzino delle quantità di prodotto vendute. La manomissione e l'alterazione dei registratori di cassa, o l'utilizzo di registratori di cassa manomessi, configura ipotesi di reato penale tributario che prevede una reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Tecnica: registratori magnetici

Il registratore magnetico è costituito da una parte elettromeccanica, una parte elettronica e dalle tre testine di registrazione, riproduzione e cancellazione. La parte elettromeccanica comprende: il supporto rotante della bobina debitrice (che è la bobina contenente la parte di nastro da registrare, o da riprodurre, o da cancellare); il supporto rotante della bobina raccoglitrice (che è la bobina contenente la parte di nastro già registrato, o riprodotto o cancellato); il meccanismo di trascinamento del nastro; il motore elettrico a corrente alternata, per il moto di lavoro corrispondente alle tre operazioni e per il riavvolgimento rapido del nastro sulla bobina debitrice. La parte elettronica comprende, per la parte di registrazione: il microfono, l'amplificatore di tensione, l'equalizzatore, l'oscillatore per la corrente alternata ad alta frequenza utilizzata anche per la cancellazione, il dispositivo di regolazione di volume, l'amplificatore di potenza, la cui uscita alimenta la testina di registrazione; per la parte di riproduzione l'amplificatore di tensione alimentato dalla testina di riproduzione, l'equalizzatore, l'amplificatore di potenza, i filtri per il controllo del tono, il dispositivo di regolazione di volume, l'altoparlante. Per la cancellazione la testina corrispondente viene collegata con l'oscillatore. Nei registratori di ultima generazione manca la testina di cancellazione in quanto l'operazione viene eseguita con la testina di registrazione, regolata al massimo volume, ma senza segnale, sicché essa risulta collegata solo all'oscillatore. Si sono diffusi registratori portatili a cassetta, nei quali la bobina è contenuta in una scatola facilmente inseribile o estraibile dal registratore.In campo professionale, infine, si utilizzano spesso registratori a nastro magnetico ma con codifica digitale DAT, particolarmente indicati per le registrazioni ad alta fedeltà dal vivo.

Tecnica: registratori per dischi ottici

I registratori per CD (compact disc) e DVD (digital versatile disc) sono composti da una parte elettromeccanica per la rotazione del disco, simile a quella di un vecchio giradischi, da una testina mobile di lettura/scrittura e dall'elettronica di controllo. In molti casi il caricamento e l'espulsione del disco sono servoassistiti dallo stesso meccanismo di trascinamento. Il motore che mantiene in rotazione il disco è comandato da una circuiteria passo-passo che manda impulsi cadenzati al motore stesso. A seconda del numero di espansioni polari del motore (da 4 a 48) a ciascun impulso corrisponde una rotazione pari a 360 gradi diviso per il numero delle espansioni polari; per esempio, in un motore a 8 poli, servono 8 impulsi per completare un giro. In questo modo l'elettronica di controllo può agevolmente modificare la velocità di rotazione del disco semplicemente variando il numero di impulsi al secondo inviati al motore. Questo sistema è di fondamentale importanza in quanto nei registratori e riproduttori ottici si mantiene costante la velocità di rotazione tangenziale, variando la velocità angolare a seconda della posizione della testina di lettura. Se la testina è vicina al centro il disco ruota più velocemente, man mano che la testina si sposta verso la periferia del disco la rotazione decresce per mantenere costante la velocità di scorrimento sotto la testina di lettura/scrittura. La testina di lettura non tocca il disco, ma tramite un sistema di lenti focalizza un raggio laser sulla superficie del disco e legge le riflessioni prodotte da una serie di piccoli dossi, in inglese pit, incisi sul disco stesso. Il processo di registrazione può essere eseguito solo su particolari supporti dotati di un substrato sensibile al calore. I dischi ottici registrabili si distinguono da quelli normali per la presenza nella sigla della lettera R (CD-R, CD-RW, CD+R, DVD+RW, DVD-R, ecc.). La fase di registrazione avviene aumentando la potenza del laser di lettura fino a riscaldare il substrato sensibile posto sotto lo strato riflettente per determinarne un rigonfiamento. A seconda del tipo di supporto, registrabile una o più volte, il processo di scrittura deve essere preceduto da uno di cancellazione dei dati preesistenti. Al contrario di quanto avviene con la registrazione magnetica, in cui al termine della fase di scrittura il nastro è pronto per essere riprodotto, nelle registrazioni di CD e DVD è necessaria una fase di "finalizzazione" che consiste nello scrivere, in un'area apposita del supporto, l'indice delle registrazioni eseguite. A seconda del tipo di supporto la fase di finalizzazione può impedire o meno l'aggiunta di altre registrazioni sullo stesso disco anche se è presente un'area libera sufficientemente ampia. Tuttavia il basso costo dei supporti, la qualità della registrazione e il fatto che grazie all'indice si possa raggiungere istantaneamente qualsiasi punto della registrazione rendono competitivo l'uso del supporto ottico rispetto a quello magnetico. Per questo motivo il nastro magnetico va ormai scomparendo anche nel settore professionale.

Tecnica: registratori su memoria di massa

L'aumento della capacità di memorizzazione dei dati su supporti, una volta esclusivo appannaggio del mondo informatico, congiuntamente alla diffusione dei sistemi di riproduzione digitali hanno portato allo sviluppo di tecniche di registrazioni audio e video digitali su memorie RAM o su hard disk. Utilizzando, tra le principali, la codifica Mp3 per l'audio e MPEG per il video, si possono comprimere le registrazioni digitali senza un'eccessiva perdita di qualità in modo da rendere economicamente vantaggiosa la loro registrazione sui supporti informatici. Un brano audio della durata di 3 minuti occupa, in formato Mp3 ad alta qualità, meno di 4 Mbyte (4 milioni di byte). Le odierne schede di memoria per fotocamera possono contenere fino a 1 Gbyte (un miliardo di byte) di dati pari a oltre 250 brani musicali, ovvero il contenuto di più di 20 CD audio. L'industria elettronica ha realizzato riproduttori e registratori audio Mp3 portatili, che utilizzano una memoria interna, in genere fino a 256 Mbyte, a volte espandibile tramite le stesse memory card delle fotocamere digitali. Nel settore video la registrazione su RAM non permette durate superiori al minuto ed è per questo motivo che i costruttori si sono orientati verso l'utilizzo degli hard disk. Il processo di registrazione è simile a quello su RAM, dove il segnale analogico viene convertito in digitale e poi compresso, solo che il file risultante viene scritto su un'unità a disco magnetico. Un disco rigido da 80 Gbyte può contenere diverse ore di registrazione video PAL e sono ormai molti i sistemi di ricezione di televisione digitale, satellitare o terrestre, che incorporano un meccanismo di registrazione dei programmi su hard disk. Anche alcuni lettori DVD contengono un sistema di registrazione su disco rigido, sebbene è probabile che la riduzione del costo della registrazione diretta su DVD-R renda ormai inutile la presenza di un hard disk se non come appoggio per le funzioni di montaggio, doppiaggio e titolatura.