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glicocòlla

sf. [sec. XIX; glico-+colla]. Amminoacido essenziale, detto anche glicina o acido amminoacetico, di formula NH₂–CH₂–COOH. Si ottiene per estrazione dalla canna da zucchero oppure per idrolisi della colla di pesce, della gelatina o della fibroina della seta. Si prepara anche per sintesi mediante trattamento dell'acido monocloroacetico con ammoniaca. Allo stato puro è una polvere cristallina, di sapore dolciastro, solubile in acqua. In forma libera è presente in forti quantità nei tessuti di alcuni molluschi. È contenuta nella bile in combinazione con l'acido colico (acido glicocolico) e nell'urina degli erbivori come benzoil-derivato. È un amminoacido presente in gran parte delle proteine di struttura dei tessuti animali. Accanto alla funzione plastica, la glicocolla svolge un ruolo essenziale nella biosintesi delle purine, dell'eme, della creatina, dei pigmenti biliari, della glutammina. Interviene inoltre nei processi metabolici di detossicazione combinandosi nel fegato e in altri tessuti dei Mammiferi con numerosi cataboliti e prodotti estranei, che sotto forma di derivati della glicocolla possono venire facilmente allontanati dall'organismo per via renale. Questo processo detossicativo prende il nome di “sintesi ippurica”, perché interessa l'acido benzoico che reagendo con la glicocolla si trasforma in acido ippurico. Subiscono la sintesi ippurica numerosi altri acidi aromatici derivati del benzene e del naftalene, i derivati del furano e della piridina, gli acidi fenil-acetico, cinnamico, salicilico, ecc. Recentemente è stato dimostrato che un'alterazione del metabolismo della glicocolla ha un importante significato nella patogenesi della gotta; inoltre è possibile che l'organismo non sia capace di metabolizzare la glicocolla (glicinosi). La glicocolla viene talora adoperata in medicina come diuretico, come gastro-protettivo nell'ulcera duodenale e in alcune malattie del sistema muscolare scheletrico (miastenia, distrofia muscolare progressiva). Viene anche associata ai chemioterapici arsenicali di cui aumenta la tollerabilità.