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ottava

sf. [sec. XIII; da ottavo].

1) Prolungamento di otto giorni alle feste più solenni. Desunta dall'uso giudaico (per esempio dalla festa dei tabernacoli) divenne consueta nella Chiesa dal sec. IV. L'uso delle ottave fu notevolmente accresciuto nel Medioevo, anche per le feste dei santi. La prima e più antica ottava è quella della Pasqua, che ripete i motivi della resurrezione e del battesimo fino alla domenica seguente “in albis”. Nell'attuale calendario le ottave sono solo due, quelle di Pasqua e di Natale.

2) Strofa a schema fisso normalmente formata da otto versi endecasillabi, dei quali i primi sei rimano a rima alternata e gli ultimi due a rima baciata (schema: ABABABCC); si trovano anche ottave di settenari e quinari doppi. Fu usata nei cantari, poemi recitati nelle piazze dai canterini, con accompagnamento di uno strumento musicale. G. Boccaccio assunse l'ottava nella poesia colta, utilizzandola nel Filostrato, nel Teseida e nel Ninfale fiesolano. La fortuna maggiore dell'ottava cade nei sec. XV e XVI, quando fu usata, tra gli altri, da Poliziano e da Lorenzo il Magnifico; poi la triade Boiardo, Ariosto e Tasso la consacrò come metro narrativo dell'epica italiana. In seguito l'ottava è stata ripresa soltanto sporadicamente, come per esempio nell'Adone di Marino e nella Secchia rapita di Tassoni.

3) In musica, intervallo compreso fra due suoni dei quali il più acuto ha frequenza doppia del più grave. L'analogia fra le caratteristiche dei suoni in rapporto di ottava è sottolineata in diversi sistemi musicali, tra cui quello occidentale. La suddivisione dell'intervallo d'ottava ha dato origine a diversi tipi di scale; nel sistema occidentale la scala diatonica comprende sette suoni: l'ottavo suono (detto anche semplicemente ottava) è considerato come una ripetizione del primo, a un livello di frequenza doppia.

4) Nell'organaria dei sec. XVII e XVIII, ottava spezzata od ottava scavezza, tipo particolare di disposizione dei tasti corrispondenti alle note più gravi dell'organo; ottava corta, curiosa caratteristica della tastiera di alcuni organi costruiti nei sec. XVII e XVIII, la cui ottava più grave era incompleta, non disponendo dei tasti cromatici corrispondenti alle note do diesis, mi bemolle, fa diesis, sol diesis.

5) In elettroacustica, filtro d'ottava, filtro passa banda tale che l'intervallo fra le frequenze estreme della banda passante è di un'ottava; si dice anche che la banda ha la larghezza di una ottava; filtro di mezz'ottava, di terzi d'ottava, filtro passa banda tale che gli intervalli fra le frequenze estreme della banda passante sono rispettivamente . Si dice che il filtro ha la larghezza, rispettivamente, di mezza ottava e di un terzo d'ottava.

6) Sottomultiplo di alcune misure di capacità e di peso usate anticamente, pari a un ottavo della misura stessa.