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Breslàvia

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(Wrocław). Capoluogo del voivodato di Dolnośląskie (Polonia), 119 m s.m., 636.268 ab. (stima 2004).

Generalità

Situata nella pianura della Bassa Slesia, si affaccia sulle due rive del fiume Oder, che qui riceve alcuni piccoli tributari tra cui la Widawa. La città fu profondamente influenzata dalla cultura tedesca già dal sec. XIII, e tale influsso si accentuò con l'annessione alla Boemia. Al periodo successivo (metà sec. XIV-XV) risalgono la maggiore espansione del nucleo medievale e la costruzione dei più importanti edifici gotici. Le tracce delle successive dominazioni degli Asburgo e della Prussia sono evidenti nella fisionomia architettonica della città. Una forte espansione edilizia si verificò soprattutto dopo la metà dell'Ottocento, con l'annessione dei sobborghi. I Tedeschi, che costituivano la maggior parte degli abitanti, furono progressivamente trasferiti in Germania e la città fu ripopolata da Polacchi provenienti per lo più da Leopoli, Vilna e da altri centri della Poloniaorientale annessi all'Unione Sovietica. Città tra le più belle e antiche del Paese, è nodo di comunicazioni ferroviarie (con Varsavia, Cracovia e Poznań) e porto fluviale collegato con quello di Stettino sul Baltico; Breslavia è anche un rilevante centro culturale, sede di un'antica Università (1505), del Politecnico, dell'Accademia di medicina e di numerosi istituti superiori. La città diede i natali a molti eminenti studiosi, tra cui i filosofi Friedrich Ernst Daniel Schleiermacher (1768-1834) e Ferdinand Lassalle (1825-1864), il fisico Max Born (1882-1970), il sociologo Norbert Elias (1897-1990), il teologo Dietrich Bonhoeffer (1906-1945). In tedesco, Breslau.

Storia

La città fu fondata da Vratislao I di Boemia agli inizi del sec. X, sul luogo di un villaggio slavo. Diventata sede episcopale intorno al Mille, fu conquistata dai Piasti, la prima dinastia polacca. Distrutta nel 1241 dai Mongoli, fu ricostruita secondo un piano regolatore che la trasformò in perfetta città gotica e fu ripopolata con immigrati tedeschi. Ricevuta nel 1261 la prima carta comunale, Breslavia ebbe uno straordinario sviluppo economico e urbanistico. Nel 1335, estintasi la dinastia dei Piasti, fu annessa alla Boemia. Membro della Lega Anseatica (1387), sotto i sovrani boemi la città raggiunse il suo massimo splendore. Nel sec. XV combatté contro i Cechi ussiti; rifiutò il giuramento a Giorgio Podĕbrad, rendendo invece omaggio a Mattia Corvino, che la ebbe in signoria (Trattato di Olmütz, 7 dicembre 1478). Nel 1524 vi giunsero i fermenti della Riforma protestante, che tuttavia non vi si affermò. Nel 1526 passò, insieme alla Boemia, alla casa degli Asburgo, senza rinunciare però al suo autogoverno cittadino e alla costituzione aristocratica. Durante la guerra dei Trent'anni perse un quarto dei suoi abitanti e non riacquistò mai più l'importanza di un tempo. Con la Pace di Breslavia (11 giugno 1742) la città passò, insieme alla Slesia, alla Prussia. Per un breve periodo (1807-08) fu occupata da Napoleone; nel 1813 divenne il centro della rivolta prussiana contro i Francesi. Rimasta alla Germania dopo la prima guerra mondiale, dopo l'avvento del nazismo la città venne ripulita dalle minoranze polacche ed ebree (le quali vennero deportate nei campi di sterminio). Circondata da un'armata sovietica nel febbraio del 1945, venne strenuamente difesa dai Tedeschi, che si arresero dopo quattordici settimane solo alla capitolazione del Reich (inizi di maggio). Andata in gran parte distrutta durante l'assedio, Breslavia conobbe in seguito l'espulsione della sua antica comunità tedesca e il ripopolamento con polacchi provenienti da Varzavia, Poznan, ma anche dall'Ucraina e dalle regioni baltiche.

Arte

La cattedrale gotici di San Giovanni Battista, costruita su un precedente edificio romanico, è a pianta basilicale senza transetto e a quattro torri. Il coro è del 1244-72, mentre la navata è degli inizi del sec. XIV. Ai lati del coro si aprono le cappelle di Santa Elisabetta (1680, con le statue di Santa Elisabetta di Turingia di E. Ferrata e del Cardinale F. von Hessen-Darmstadt di D. Guidi) e quella dell'Elettore (1720-27) di Fischer von Erlach, con statue di F. Brokof. Numerose sono le chiese gotiche del tipo della Hallenkirche e a navata unica (Sant'Adalberto, ca. 1250-1330; Santa Elisabetta, fine sec. XIV; San Vincenzo, sec. XIV-XV; SS. Pietro e Paolo, sec. XV; S. Maddalena, seconda metà del sec. XV). Tra le chiese a sala ricordiamo S. Croce, con coro del 1228-95 e navata del 1350 ca.; S. Dorotea, 1351; S. Maria dell'Arena, sec. XIV-XV; S. Barbara, inizi sec. XV. Al centro della città antica, che presenta una struttura viaria ortogonale abbastanza regolare, si apre il Rynek, grande piazza con il Ratusz e intorno palazzi rinascimentali e barocchi (casa dei Grifi del sec. XVI). Il Ratusz (palazzo municipale, 1450-1505), a pianta rettangolare, ma reso mosso e pittoresco da sporti, torri, frontoni cuspidati e sculture, è il maggiore edificio civile tardo-gotico della regione. Nel periodo della dominazione asburgica operarono a Breslavia artisti italiani e austriaci della Scuola di Vienna. La chiesa dei Gesuiti (S. Mattia, 1689-98), una delle più importanti chiese barocche della Slesia, è decorata internamente da affreschi di J. M. Rottmayr (1704-06). Il collegio dei Gesuiti (ora Università), la cui grandiosa facciata prospetta sul fiume Oder, venne eretto (1728-40) su progetto di Domenico Martinelli e al suo interno comprende l'aula Leopoldina di F. J. Mangoldt, riccamente decorata. Dopo l'annessione alla Prussia prevalsero gli artisti rococò tedeschi. Nativo della Slesia è C. G. Langhans, il maggiore architetto neoclassico tedesco, che nella seconda metà del sec. XVIII lasciò numerose opere a Breslavia (palazzo Haltzfeld, 1766-74). Con C. G. Langhans al monumento del generale Tauentzien collaborò lo scultore G. Schadow. Di Ch. Rauch è il monumento a Blücher (1820-27). Il Museo Nazionale possiede collezioni di arte slesiana dal sec. XII al XIX (sarcofago trecentesco di Enrico IV il Probo), di arte polacca dal sec. XVII al XX, di arte italiana dal sec. XVII al XVIII (Sassoferrato, Bellotto), di ceramiche e vetri. Nel Museo di Architettura è presente la documentazione delle distruzioni e della seguente ricostruzione di Breslavia, con documenti, disegni, frammenti e fregi architettonici di edifici andati perduti. Il Museo Etnografico espone testimonianze della cultura popolare della Bassa Slesia (costumi, tessuti, ceramiche, manufatti). Nel Museo Diocesano sono raccolte sculture, dipinti, tessuti dal sec. XIV al XIX.

Economia

Situata nel mezzo di una ricca regione agricola, Breslavia è tra le più attive città polacche e un notevole centro commerciale. Favorita dai vicini giacimenti carboniferi della Bassa Slesia, di cui è il massimo centro, Breslavia ha vissuto un forte sviluppo dell'industria, che comprende impianti meccanici, metallurgici, chimici, tessili, della carta, del legno e alimentari (birrifici). Aeroporto a Strachowice.

Curiosità

Dal 1966 la città ospita tra giugno e settembre il Wratislavia Cantans, con concerti di musica lirica, sinfonica, operistica, sacra e spettacoli di balletto.