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Léga navale ateniese

nata per iniziativa di Atene dal collegamento politico delle alleanze stipulate dopo la Pace di Antalcida(imposta e garantita dal re dei Persiani Artaserse II) con Chio, Mitilene, Metimna, Rodi e Bisanzio, la lega incluse (378 a. C.) anche Tebe e fu estesa, per invito, a Greci e barbari (377 a. C.) ottenendo nel giro di pochi anni fino a 75 adesioni. Era fondata sui principi di autonomia e libertà per tutte le città, nel rispetto dichiarato dei diritti del re di Persia ai cui sudditi una precisa clausola dello statuto impediva l'ingresso nella lega. Ogni città aderente poteva governarsi con la forma di governo che preferiva, fosse esso oligarchico o democratico (contrariamente alla prassi seguita da Atene stessa durante la precedente Lega Delio-Attica). Atene si impegnava a non inviare alcun presidio, né governatore presso gli alleati, a non esigere da essi tributi (a eccezione di quelli concordati), a rinunciare ai possessi sia pubblici sia privati nei loro territori, pena la denuncia al consiglio federale (sinedrio). Ad Atene competevano il comando in guerra e la tutela della sicurezza del mare. Il momento di massima espansione della lega fu nel 371-370 a. C., quando si iscrissero le città peloponnesiache, ma a questa data si può anche far risalire l'inizio della sua decadenza, in quanto il ritiro delle città dell'Eubea, degli Acarnani e soprattutto di Tebe rese Atene la sola città guida della lega. Nel 369 vennero riconosciute da tutti i Greci le pretese degli Ateniesi su Anfipoli e ciò rappresentò la prima grave deviazione ideologica ai principi della lega. Da questo momento la lega incominciò a trasformarsi da alleanza in impero; alle sempre più frequenti defezioni corrispose una sempre maggiore durezza di intervento da parte di Atene: così nel 365 a. C. a Samo e nel 361a. C. a Potidea, che divennero cleruchie ateniesi, senza contare le intromissioni negli affari interni delle città, come a Ceo nel 363-362 a. C. e a Corcira nel 361 a. C. durante la spedizione di Carete. Il colpo definitivo venne alla lega, già fortemente indebolita, dalla guerra sociale, tanto che nel 343 a. C. Demostene, resosi conto dell'impotenza della lega a coalizzare forze contro Filippo II di Macedonia, si adoperò per creare una serie di alleanze fuori di essa, che si concretizzarono nella Lega Achea del 341-340 a. C. Benché nella Pace di Demade che, nel 338 a. C., seguì la battaglia di Cheronea, non si facesse alcun cenno allo scioglimento della lega, di fatto essa cessò di esistere anche formalmente, in quanto Filippo trattò con Atene e non con i suoi alleati.