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distanza (lessico)

sf. [sec. XIV; dal latino distantía].

1) Il distare, l'essere distante; la lontananza stessa e la lunghezza del percorso tra due luoghi, oggetti e simili: distanza tra due edifici. In uno schieramento di atleti, o di militari, lo spazio che intercorre tra gli stessi, tra le varie file, ecc.; nel pugilato e nella scherma, lo spazio che intercorre tra i due contendenti: corta, media, lunga distanza, in base alle quali variano la tecnica e l'efficacia dei colpi; a tre passi di distanza; mantenersi a debita distanza, anche fig., tenersi prudentemente lontano da qualcuno o qualche cosa; mantenere le distanze, non dare confidenza. Con accezioni specifiche: A) in astronomia, distanza lunare, distanza angolare della Luna, vista dal centro della Terra, da un pianeta o dalle stelle fisse più luminose; distanza polare, complemento alla declinazione, vedi coordinata; distanza zenitale, complemento all'altezza. B) In etologia, distanza che ciascun individuo mantiene dagli altri individui della stessa specie o del proprio gruppo di riferimento. C) In ottica, distanza focale; distanza della visione distinta. D) Nella navigazione, distanza lossodromica; distanza ortodromica. E) In geometria, distanza di due punti, misura del segmento congiungente i due punti. F) In balistica, distanza di tiro (o gittata), distanza reale tra la bocca da fuoco e il bersaglio, misurata sul piano orizzontale. Per ogni arma si considerano in genere tre distanze di tiro: massima, efficace e utile. La prima è quella raggiungibile alla massima elevazione e non ha molta importanza pratica. La distanza di tiro efficace è quella alla quale i proiettili conservano ancora sufficiente energia, la distanza utile è quella alla quale è ancora possibile un tiro giusto e preciso (esatto). G) In topografia, la distanza reale è quella misurata lungo la visuale congiungente i due punti. La distanza orizzontale è la distanza reale proiettata sul piano di riferimento; è detta anche distanza ridotta all'orizzonte. La distanza zenitale è l'angolo che la verticale in A diretta allo zenit forma con la visuale uscente da A e congiungente B. Il suo complemento a 90º è detto angolo di altezza. Per calcolare la distanza orizzontale è necessario conoscere la distanza reale e la distanza zenitale. La distanza grafica è quella misurata sulla carta topografica, che moltiplicata per il rapporto di scala consente di calcolare la distanza orizzontale. Nel campo geodetico (entro 150 km) la distanza orizzontale è un arco di cerchio massimo della sfera (AB₂), nel campo topografico (entro 15 km) la distanza orizzontale è un segmento rettilineo (AB₁), come di solito avviene nella pratica topografica, almeno entro certi limiti: infatti l'errore di sfericità che ne deriva risulta trascurabile per distanze inferiori ai 15 km. Per la distanza zenitale, sinonimo di angolo zenitale, vedi angolo di posizione. H) Nello sport, il percorso di una gara di corsa (atletica, ciclismo, ippica), dalla partenza all'arrivo; affermarsi alla distanza, vincere sul finire della gara, imponendo le proprie migliori doti di resistenza.

2) Intervallo di tempo: ha avuto il secondo figlio a grande distanza dal primo.

3) Fig., differenza di valori, disparità di doti morali, di condizioni sociali ed economiche fra persone o gruppi messi a confronto. In particolare, distanza culturale, il grado di diversità fra le culture di due o più distinti sistemi sociali. Il concetto di distanza culturale ha assunto particolare rilievo nella sociologia moderna a proposito dello studio delle migrazioni e dell'integrazione sociale degli immigrati, che risulta tanto più difficile quanto maggiore è la distanza culturale fra il loro Paese d'origine e il Paese ospite. Se tale concetto può essere accolto relativamente alle migrazioni di tipo tradizionale, lo studio dei flussi migratori contemporanei richiede quasi sempre strumenti e concetti più elaborati e complessi.

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