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Mauritània

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(Al-Jumhūrīyah al-Islāmīyah al-Mūritanīya). Stato dell'Africa nordoccidentale (1.030.700 km²). Capitale: Nouakchott. Divisione amministrativa: regioni (Wilaya) (13). Popolazione: 3.161.000 ab. (stima 2008). Lingua: arabo (ufficiale), francese, poular, soninke, wolof. Religione: musulmani sunniti 99,3%, cristiani 0,3%, altri 0,4%. Unità monetaria: ouguiya (5 khoum). Indice di sviluppo umano: 0,557 (140° posto). Confini: Sahara Occidentale (annesso dal Marocco) (NW), Algeria (NE), Niger, Mali (S e E), Senegal (SW), oceano Atlantico (W). Membro di: CEDEAO, Lega Araba, OCI, ONU, UA e WTO, associato UE. ,

Generalità

I suoi confini sono tracciati secondo linee quasi ovunque convenzionali e che attraversano regioni aride e pressoché desertiche. Il territorio rappresenta un'area di transizione tra l'Africa nordoccidentale bianca, il Maghreb e l'Africa nera; di conseguenza la Mauritania stenta a trovare una sua precisa identità culturale. Negli anni Cinquanta del Novecento, prima dell'indipendenza (proclamata nel 1960), la Mauritania appariva soltanto come un pezzo di Sahara affacciato sull'Atlantico, un'entità politica marginale nel panorama mondiale, un'area percorsa soltanto dai nomadi. All'inizio del sec. XXI, il Paese si colloca tra quelli che con maggior tenacia stanno tentando di uscire dalla situazione di povertà che ancora attanaglia larga parte della popolazione, nonostante il Paese risenta ancora di una forte instabilità politica, come dimostrano i ripetuti colpi di stato, e di una latente contrapposizione tra le popolazioni arabe e il resto degli abitanti.

Lo Stato

La Mauritania è una Repubblica democratica. In base alla Costituzione approvata nel 2006 il presidente della Repubblica è eletto a suffragio diretto con mandato di 5 anni rinnovabile una sola volta. Il potere legislativo è diviso tra Assemblea Nazionale, i cui membri sono eletti a suffragio universale ogni 5 anni, e Senato, i cui membri sono eletti a suffragio indiretto ogni 6 anni. Il sistema giudiziario si basa sulla legge islamica (shari‘ah); nel 1980 è stato istituito un Tribunale islamico. Ai vertici dell'ordinamento rimangono la Corte suprema e quella d'appello con sede a Nouakchott. La pena di morte è in vigore, ma le esecuzioni non hanno più luogo dal 1987. La difesa del Paese è affidata alle forze armate, divise nelle tre armi tradizionali. Il servizio militare viene effettuato su base obbligatoria e dura 2 anni. La struttura scolastica della Mauritania conserva in parte gli ordinamenti introdotti dalla Francia. La scuola primaria, obbligatoria e gratuita, va dai 6 ai 12 anni. La scuola secondaria dura 6 anni e si articola al suo interno in due microcicli di 3 anni ciascuno. Nonostante i numerosi sforzi compiuti dal governo, il tasso di analfabetismo rimane alto: 44,2% nel 2007. Nel 1983 è stata aperta l'Università di Nouakchott.

Territorio: geografia fisica

I lineamenti geomorfologici del territorio mauritano sono piuttosto semplici: prevalgono nel paesaggio le linee orizzontali, dovute alle vicende geologiche che fin dal Precambriano (era archeozoica) interessarono la vastissima regione. Una successione di movimenti epirogenetici determinò alternativamente il sollevamento della zolla precambriana, costituita in prevalenza da gneiss e da graniti, e la sua sommersione sotto i mari cambriani e siluriani, che lasciarono sul fondo potenti formazioni sedimentarie, principalmente arenarie. Con la fine del Carbonifero ebbe inizio la definitiva emersione della regione, che ebbe termine solo nel Pleistocene e non fu accompagnata né da movimenti orogenetici né da effusioni laviche. La morfologia del territorio mauritano è dovuta quindi quasi esclusivamente all'erosione differenziata degli agenti meteorici su strati geologici più o meno resistenti, la quale ha dato origine a una serie di tavolati rocciosi, le hamada (Dahar Adrâr, Dahar Tichit) di differente altezza ed estensione, incisi ai margini da ripide scarpate e sovrastati verso W da isolati rilievi residuali (Inselberge), che costituiscono la fase intermedia di un processo erosivo altrove già completato ed evidenziato dalle recenti coperture sabbiose o ciottolose. Pianeggiante è la larga fascia occidentale, che spinge le sue superfici sabbiose fino all'Atlantico, su cui la Mauritania si affaccia per ca. 750 km, tra il Râs Nouâdhibou (capo Bianco) e la foce del fiume Senegal, con una costa piatta e importuosa. § Se si eccettua il fiume Senegal, di cui appartiene però alla Mauritania solo la sponda destra del corso medio e inferiore, il Paese presenta la tipica idrografia sahariana, areica o endoreica, priva cioè di fiumi e con corsi d'acqua brevi (uidian) che si formano all'epoca delle piogge e che si perdono nelle sabbie o vanno a morire in bacini interni temporanei (detti grara se di breve durata, guelta se permangono per alcuni mesi) e dai contorni assai variabili da una stagione all'altra. In tutta la regione sahariana scarseggiano anche le acque freatiche. Le zone ricche d'acqua sotterranea si allineano alla base dei tavolati, dove hanno consentito la formazione di vaste oasi. § La posizione astronomica della Mauritania, attraversata dal Tropico del Cancro, e gli scarsi, per gran parte del territorio senz'altro nulli, influssi marittimi determinano condizioni climatiche marcatamente continentali. Il clima è condizionato dalle masse d'aria settentrionali, sahariane, quale l'harmattan, che spira in prevalenza nei mesi invernali accentuando l'aridità della stagione secca; d'estate invece, per lo spostamento a N della fascia ciclonica equatoriale, la regione è interessata da venti equatoriali di tipo monsonico più umidi, il cui influsso però è avvertibile solo nella fascia meridionale, lungo il fiume Senegal, dove si ha l'alternarsi di una stagione più calda e secca, da dicembre a marzo, con un'altra più fresca e umida (khoreef), da giugno a settembre, con precipitazioni che eccezionalmente toccano i 350-400 mm annui. Altrove le piogge sono sempre inferiori ai 250 mm abbassandosi sino ai valori sahariani. Le temperature sono ovunque piuttosto elevate, con medie sui 28-30 ºC, benché lievemente mitigate sulla costa; nell'interno si possono avere marcate escursioni termiche giornaliere, anche dell'ordine di 40-50 ºC.

Territorio: geografia umana

L'81,5% della popolazione è costituito da mauri, discendenti dagli arabi e dai berberi, il rimanente da popolazioni neroafricane considerate autoctone, comunque presenti sul territorio fin dal Neolitico: wolof (6,8%), toucouleur (5,3%), serahuli (2,8%), fulbe (1,1%) e altri (2,5%). I mauri, giunti nel Paese a partire dal sec. X e provenienti dal Maghreb, si spinsero gradatamente più a S, respingendo o asservendo le popolazioni neroafricane. La densità demografica è ancora molto scarsa (3 ab./km²), ma elevato è il coefficiente di accrescimento annuo (2,6% 1994-99), soprattutto in rapporto alle risorse offerte dal territorio. La popolazione, che all'inizio della seconda guerra mondiale si aggirava sui 350.000 ab., era salita a 650.000 vent'anni dopo, facendo in seguito registrare un accrescimento medio assai maggiore. Essa si concentra lungo il fiume Senegal, dove è possibile esercitare l'agricoltura e la pesca; a mano a mano che si procede verso N e verso l'interno la densità decresce, specialmente oltre l'isoieta dei 100 mm; nelle poche oasi vivono gruppi di sedentari neri, discendenti forse dagli schiavi fatti affluire dal Sudan o dai primitivi abitatori autoctoni. I mauri praticano ancora il nomadismo spostandosi da un'oasi all'altra e dedicandosi all'allevamento del bestiame e al commercio. La principale via carovaniera che univa le regioni savaniche dei bacini del Niger con il Senegal, fornitrici di cereali, con il Maghreb, si allungava ai piedi delle prime scarpate delle alteterre; qui in passato si erano sviluppati centri oasici assai fiorenti, quali Chinguetti, Atar, Ouadane, oggi in piena decadenza. La popolazione urbana è in continuo aumento (nel 2005 era il 40,4% della popolazione totale) ma le strutture insediative risultano inadeguate a contenere tale inurbamento, per cui proliferano fatiscenti bidonvilles. Nouakchott è il maggior centro economico del Paese e, posta allo sbocco naturale del sahel, presso la costa atlantica, lungo la principale direttrice del traffico transmauritano, svolge un discreto movimento portuale e commerciale in genere. Il maggior centro portuale è però Nouâdhibou, fondato nel 1906 dai francesi con il nome di Port-Étienne; ha preso a svilupparsi solo dopo il 1963, anno in cui fu collegato con ferrovia ai giacimenti di ferro di Fdérick (ex Fort Gouraud) divenendone il porto d'imbarco. Gli altri centri maggiori della Mauritania sono Boutilimit, Zouèrat, notevoli per le risorse minerarie, Kaédi e Rosso, mercati agricoli dell'area irrigata dal fiume Senegal.

Territorio: ambiente

La vegetazione è assai povera. Alle savane dell'estrema fascia meridionale (sahel), che ospitano palme, acacie e radi baobab, succedono procedendo a N e verso l'interno desertico stentati arbusti, quindi aperte associazioni vegetali, costituite da piante grasse e spinose. Il cammello è l'animale più comune nelle regioni desertiche, inoltre sono migliaia le specie di uccelli che nel periodo invernale migrano dall'Europa verso le zone interne del Paese per riprodursi. A causa dell'avanzare delle sabbie e della caccia indiscriminata, giraffe e leoni sono ormai scomparsi; sopravvive nel lago di Capo Bianco la foca monaca anch'essa minacciata dall'estinzione. L'eccessivo sfruttamento dei pascoli, la deforestazione, l'erosione del suolo e i lunghi periodi di siccità sono tra le cause primarie della desertificazione, il problema ambientale più pressante per il Paese. La superficie protetta copre complessivamente l'1,5% del territorio, all'interno del quale si individuano due parchi nazionali, fra cui il più importante è il Parco Nazionale di Banc d'Arguin, che nel 1989 è stato dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO.

Economia: generalità

Per secoli, a causa del clima desertico che caratterizza la Mauritania, l'unica attività svolta dalla popolazione è stata l'allevamento nomade e un'agricoltura limitata alle oasi e alle zone irrigate dalle acque del fiume Senegal. Questa situazione si protrasse anche durante il periodo coloniale; solo dagli anni Sessanta del Novecento il governo varò una serie di piani sviluppo per incentivare il settore estrattivo, i trasporti, le comunicazioni e le istituzioni. Nel 1974 venne nazionalizzato il settore minerario. L'economia della Mauritania soffrì, agli inizi degli anni Novanta del sec. XX, le conseguenze di una lunga serie di crisi di carattere interno e internazionale che, oltre a ostacolarne lo sviluppo, rallentarono anche gli sforzi tesi alla realizzazione del processo di aggiustamento strutturale iniziato nella seconda metà degli anni Ottanta. Le sfavorevoli condizioni metereologiche, gli ostacoli istituzionali e le difficoltà socio-politiche determinarono un calo nei principali settori produttivi del Paese. A partire dal settembre 1992 la Mauritania, in accordo con la Banca Mondiale e il FMI, intensificò i suoi sforzi nella direzione di un nuovo aggiustamento strutturale che riguardò i diversi settori dell'economia. Il PIL cominciò lentamente a crescere e nel 2008 era di 3.161 ml $ USA, così come il PIL pro capite che si attestava sui 1.042 $ USA sempre nello stesso anno. Gli obiettivi macroeconomici di medio termine sono incentrati attorno al rafforzamento del settore privato, nonché all'accelerazione dei programmi per la riduzione della povertà e lo sviluppo delle risorse umane. Permangono tuttavia i dubbi riguardo la capacità del Paese di affrancarsi da una condizione di dipendenza da una struttura economica poco diversificata e il quadro economico rimane, nel primo decennio del Duemila, poco confortante.

Economia: agricoltura, foreste, allevamento e pesca

L'agricoltura può contare su spazi assai esigui; soggetta inoltre a frequenti avversità climatiche (siccità), essa ne è risultata fortemente compromessa. Contribuisce per il 24,7% alla formazione del PIL (2007). Nella fascia del sahel è diffusa la coltivazione dei cereali, rappresentati in prevalenza da miglio e sorgo, che si è cercato di estendere anche nelle regioni aride dell'Assaba, del Hodt e del Brakna, dove sono stati realizzati lavori di canalizzazione che hanno permesso la diffusione del riso. Nelle oasi la coltura predominante è quella della palma da dattero; all'ombra dei palmeti si coltivano cereali e ortaggi. Con un progetto di cooperazione tra Senegal, Mali e Mauritania si è intrapresa la valorizzazione del fiume Senegal con dighe, acquedotti, centrali elettriche e impianti per la dissalazione dell'acqua nella zona meridionale del Paese. § Le foreste, non molto estese, danno gomma arabica, un tempo risorsa principale del Paese, oltre a modesti quantitativi di legname. § Assai più importante è però l'allevamento essenzialmente nomade; la sua redditività é però compromessa dai ripetuti periodi di siccità e dal crescente processo di desertificazione. Predominano gli ovini e i caprini, i bovini e i volatili da cortile; quasi un milione e mezzo di dromedari sono allevati dai nomadi dell'interno. § Occupa un posto di crescente rilievo la pesca, praticata sia nel fiume Senegal, sia in alto mare; essa ha realizzato un forte sviluppo in particolare durante gli anni Ottanta, in conseguenza di accordi di cooperazione con altri Paesi e grazie all'estensione del monopolio di Stato all'esportazione dei prodotti ittici, tendendo sempre più ad assumere carattere industriale, grazie ai vari conservifici installati nel centro portuale di Nouâdhibou. L'area che si estende al largo delle coste della Mauritania è una fra le più pescose al mondo.

Economia: industria e risorse minerarie

Quanto all'industria, prevalgono piccoli impianti per la lavorazione dei prodotti agricoli e zootecnici e i menzionati conservifici del pesce; si hanno altresì una raffineria di petrolio e un complesso siderurgico, entrambi localizzati a Nouâdhibou. § Buono è l'andamento del settore minerario, che fornisce un'alta percentuale del totale delle esportazioni. Notevolmente diminuita è la produzione di salgemma, mentre, dopo la crisi del settore negli anni Ottanta del Novecento, il ferro è un punto di forza dell'economia del Paese; i principali giacimenti sono ubicati presso Fdéric e Zouèrat, . Si estraggono inoltre rame, gesso, fosfati e ilmenite. La modesta produzione di energia elettrica proviene per lo più da centrali termiche, alimentate con combustibili di importazione; due grandi dighe sono comunque state costruite sul fiume Senegal sia allo scopo di fornire produzione idroelettrica sia a fini irrigui.

Economia: commercio e comunicazioni

La bilancia commerciale, in attivo nel 2006, denunciò pesanti passivi dalla seconda metà degli anni Settanta; il Paese importa generi alimentari, veicoli e mezzi di trasporto, carburanti, prodotti industriali, mentre, oltre al ferro, le uniche esportazioni sono in pratica rappresentate dal pesce e da minerali di rame. Il debito estero era di 2281 ml $ USA nel 2005. § L'unica linea ferroviaria, di 697 km (2005), è quella, prevalentemente adibita al trasporto di minerali, che collega i giacimenti di Fdéric con il porto di Nouâdhibou; il settore, dopo esser stato penalizzato negli anni Settanta, dalle vicende della lotta contro il Fronte Polisario, risente in generale di difficoltà nell'approvvigionamento di materie prime. Le strade (9144 km complessivi nel 2005) sono principalmente rappresentate dall'arteria che attraversa il Paese in senso meridiano, tra il Senegal a S, il Marocco e l'Algeria a N, e dalla superstrada che raccorda la capitale con Néma, presso il confine con il Mali. Un intenso traffico si svolge tuttora sul fiume Senegal. Il principale sbocco marittimo è Point-Central, situato 10 km a S di Nouâdhibou, importanti sono anche i porti di Nouâdhibou, Cansado e Nouakchott; quest'ultima città è sede di un aeroporto internazionale.

Storia

Prima del sec. V l'attuale Mauritania era popolata principalmente da neri, concentrati nelle regioni settentrionali e occidentali, e da berberi, sparsi in tutto il Paese. Nel sec. XI i berberi almoravidi intrapresero una guerra di conquista, investendo anche la Mauritania, che rimase in loro potere per alcuni secoli. Al principio del sec. XVI una tribù araba penetrò nel Paese e progressivamente se ne impossessò. Altre tribù, riunite in potenti confederazioni, dominarono poi il Paese. Nel 1448 i portoghesi fondarono sulla costa della Mauritania la stazione commerciale di Arguin, dove acquistavano oro, gomma arabica e schiavi. In seguito anche francesi e inglesi frequentarono quelle coste. La penetrazione verso l'interno cominciò nella prima metà del sec. XIX, ma soltanto nei primi anni del sec. XX la Francia occupò la Mauritania in modo effettivo. Nel 1920 la Mauritania divenne una colonia facente parte della Federazione dell'Africa Occidentale Francese. Essa era retta da un governatore e da un consiglio amministrativo; la sua capitale fu stabilita a Saint Louis del Senegal. Nel 1946 assunse lo status di Territorio d'Oltremare nell'ambito dell'Unione Francese; nel 1958 divenne Repubblica autonoma nell'ambito della Comunità Francese. Il 28 novembre 1960 accedette all'indipendenza e fissò la sua nuova capitale a Nouakchott. Con la Costituzione del 1961 la Mauritania si diede un regime presidenziale con a capo Moktar Ould Daddah. La vita politica fu poi dominata dal Partito del Popolo Mauritano, che perseguì un programma di tipo socialista e mirò allo sviluppo economico del Paese. In base all'accordo di Madrid (1975), la Mauritania ottenne la spartizione col Marocco dell'ex Sahara Spagnolo. L'Algeria, contraria a questa soluzione, ruppe le relazioni con la Mauritania e appoggiò l'offensiva del Fronte Polisario per l'indipendenza del Sahara Occidentale, mentre la Mauritania firmò un accordo di mutua difesa col Marocco (1977). In una situazione di crisi economica determinata dallo stato di guerra si affermò al potere il colonnello Ould Salek, che depose il presidente Daddah assumendone la carica (1978) e rinunciò a ogni rivendicazione sul Sahara (agosto 1979). Nel 1980 il primo ministro colonnello Mohamed Khouna Ould Hey depose il presidente Ould Louly, succeduto a Salek nel 1979: venne abolita la schiavitù e furono ristabilite le relazioni diplomatiche con l'Algeria, mentre i rapporti con il Marocco si guastarono gravemente. Nel 1984 Heydalla fu a sua volta destituito, secondo un copione ormai classico in Africa, dal suo ex vice Maouiya Ould Sid' Ahmed Taya. Malgrado il nuovo governo si fosse impegnato nel miglioramento dei rapporti diplomatici con i Paesi confinanti e nella stabilizzazione economica, durante la seconda metà degli anni Ottanta si verificarono vari tentativi di colpo di stato. Significativi per la futura politica interna ed estera furono quindi nel 1989 l'adesione all'Unione del Maghreb Arabo, che permise una gestione meno conflittuale delle tensioni etniche manifestatesi in quell'anno, l'adozione di riforme modernizzatrici nel campo del diritto, l'introduzione nell'aprile 1991 di un sistema multipartitico e infine la promulgazione di una Costituzione rinnovata (approvata con referendum in luglio). Le elezioni presidenziali svoltesi democraticamente nel gennaio 1992 (le prime elezioni presidenziali libere), cui parteciparono quattro candidati quale espressione delle diverse realtà politiche del Paese, videro la vittoria di Taya, l'ex dittatore “convertitosi” alla democrazia. Le politiche tenute nel marzo dello stesso anno (contestate dalle opposizioni) furono vinte dalla formazione presidenziale: il Partito Repubblicano Democratico e Sociale (PRDS), espressione dell'esercito. Sul piano internazionale la Mauritania ristabilì nel 1992 le relazioni diplomatiche con il Senegal, che erano state interrotte nel 1989, raggiungendo con tale Paese un accordo per la riapertura delle frontiere terrestri. Nonostante le accuse di brogli lanciate dalle opposizioni in occasione dei due scrutini, il successo del vecchio apparato di potere era coerente con un processo di transizione morbida opportunamente pilotato dai militari. Lo stesso ex dittatore diede segni di voler proseguire sulla via della democratizzazione chiamando a far parte del governo anche esponenti dell'opposizione, del nazionalismo arabo e della comunità neroafricana. Ma la stabilità del nuovo sistema venne messa in discussione principalmente dal manifestarsi, così come in altre realtà del mondo maghrebino, di fenomeni di integralismo musulmano verso i quali si abbatté prontamente la repressione governativa con lo scioglimento dell'Associazione culturale islamica (ottobre 1994), mentre le decine di militanti del movimento islamico Hasim venivano rilasciati solo dopo essersi solennemente impegnati a cessare ogni attività eversiva. In questo periodo si registrò anche una più generale restrizione delle libertà costituzionali con la chiusura di tutte le testate giornalistiche indipendenti. La questione dell'integralismo si ripropose ancora nel 1995 quando, proprio mentre si apprestava a normalizzare le relazioni diplomatiche con Israele,venne espulso dalla Mauritania l'ambasciatore iracheno con l'accusa di aver ordito e finanziato un complotto per destabilizzare il Paese. Per evitare che l'accentuazione di una politica estera filoccidentale, confermata dalla stessa adesione della Mauritania al progetto di una zona di libero scambio con l'Europa (Barcellona, novembre 1995), fornisse l'alibi per una ripresa dell'estremismo islamico, il presidente Taya, nel gennaio 1996, decise di sostituire il primo ministro Sidi Mohamed Ould Boubakar con lo sceicco El Avia Ould Mohamed Khouna. Nel 2003, a poche settimane dal voto per le elezioni presidenziali in cui il presidente Taya venne riconfermato, si ebbe un tentativo di colpo di stato guidato da un gruppo di ufficiali dell'esercito. Se questo colpo di stato fallì quello attuato dai militari nell'agosto 2005, durante un'assenza del presidente, ebbe successo e Ould Mohammed Val, capo della polizia, venne nominato presidente. Si aprì un processo di transizione verso la democrazia che in primo luogo portò la popolazione, nel giugno 2006, ad approvare una nuova Costituzione in un referendum che ottenne un ampio consenso e, in secondo luogo, alle prime elezioni pienamente democratiche dal 1960 (marzo 2007) che vennero vinte da Sidi Ould Abdallahi con il 53% dei voti. Nell'agosto del 2008, però, un colpo di stato bloccava il cammino del Paese verso la democrazia: le forze armate guidate dal generale Mohamed Ould Abdel Aziz assumevano il potere. Nel giugno 2009 l'ex presidente Sidi Ould Abdallahi veniva nominato capo di un governo di unità nazionale, in vista delle nuove elezioni di luglio vinte con il 52% delle preferenze dal generale Mohamed Ould Abdel Aziz. Nel 2010 Mauritania, Mali, Algeria e Niger avviavano una struttura di coordinamento per combattere la criminalità organizzata e il terrorismo. Nel 2014 il presidente Abdel Aziz veniva riconfermato.

Cultura: generalità

L'artigianato in Mauritania è molto vivo: la manifattura dell'argento è particolarmente accurata, così come la lavorazione del cuoio. Si producono anche drappi, pitture, sculture, tessuti e ceramica. Si pensa che gli artigiani più abili abbiano dei segreti per le loro lavorazioni, che vengono tramandati di generazione in generazione. L'UNESCO ha iscritto nella lista patrimonio dell'umanità (nel 1996) le antiche città di Oudane e Chinguetti (regione dell'Adrar), Tichitt (regione di Tagant) e Oualata (regione di Hodh Echchargut). Fondate nel XI e nel XII secolo per le carovane che attraversavano il Sahara, questi centri di commercio e religiosi divennero punti nevralgici della cultura islamica. Molto interessante è la loro struttura urbana evolutasi tra il XII e il XVI secolo: le case con patio si addossano lungo strade strette intorno a una moschea con il minareto quadrato. Rappresentano un esempio di stile di vita tradizionale della cultura nomade delle popolazioni del Sahara occidentale. Le case hanno poche decorazioni e l'arredamento è scarso. Il cibo ha un'importante funzione psicologica e sociale: le persone mangiano insieme servendosi da una grande ciotola, e usando la mano destra secondo l'uso musulmano. D'abitudine prima si mangia e poi si beve acqua fredda o latte acido mescolato con acqua, succo di ibisco o di baobab. Dopo pranzo e dopo cena i mauri usano bere bicchierini di tè verde con zucchero e menta. Il tè viene servito da ragazzi, donne o schiavi. L'alimentazione si basa su carne, miglio, riso, pesce, patate e patate dolci. Per i neri il pasto principale è quello di mezzogiorno, mentre per i berberi è quello della sera. A colazione la mattina si consumano latte e cereali, con pane francese e burro. Per cucinare si usa molto olioe si mette parecchio zucchero nelle bevande. Oltre alle festività civili, le ricorrenze più importanti sono quelle legate alla religione islamica.

Cultura: letteratura

La Mauritania ha una ricca e antica tradizione letteraria in arabo classico, che tratta soprattutto argomenti giuridici, teologici e storici, e un'altra in dialetto arabo, o hassaniye, che tratta qualunque tema, ma di preferenza quello celebrativo e amoroso. Non manca una poesia popolare (legna), cantata e recitata, secondo rigide regole di versificazione, da cantori professionisti (iggiw), specie di trovatori, tra i quali si contano anche donne, come Yaquta bintʽAli Warakan. Fra i più antichi e celebri cantori è Saddum (sec. XVIII), autore di poemi celebrativi. Si citano ancora: Šayh Muḥammad al-Mamī, Muḥammad wuld Haddar, ʽAbd Masuma e Muḥammad wuld Aḥmad Yura, tutti del sec. XIX. I racconti in prosa presentano gli stessi caratteri della poesia: si tratta per lo più di favole e opere agiografiche che esprimono le credenze, i costumi e l'umorismo dei Mauri. C'è poi una produzione in znaga, lingua parlata dai Berberi, che ha dato buoni poeti, come Šayh Muḥammad al-Yadalī e il suo discepolo Muḥammad Walīd wuld Muṣṭafa wuld Khaluna (del sec. XVIII). La letteratura in lingua francese è scarsa e fortemente islamizzata a causa della scolarizzazione in arabo. Fra gli autori più noti, il saggista Muḥammad ʽAli Šaīrīf, gli storici Mokhtar ould Hamidoun e Maḥmadou Ba Aḥmadou, il poeta ʽUmar Ba e Djibrill Sall, poeta e commediografo. La produzione teatrale è stata a lungo prerogativa di compagnie formate da studenti che rappresentavano prevalentemente atti brevi, in francese e in hassaniye, di carattere soprattutto politico. Negli anni Ottanta del sec. XX, annunciato da Le cri du drogué (1978) di Djibrill Sall, è apparso un teatro multilingue didattico e sociale, non più indirizzato solo agli intellettuali. Negli anni Ottanta si è imposto all'interno del panorama letterario della Mauritania, il poeta e romanziere Aḥmad Walad ‘Abd al-Qadir (n. 1941). La letteratura in francese ha come maggiori esponenti T. Youssouf Gueye, Moussa Diagana, e Moussa Ould Ebnou (n. 1956), autore di L’amour impossible (1990) e Madinat al-Riyah (1996).

Bibliografia

Per la geografia: D. Jacques-Meunié, Cités anciennes de Mauritanie, Parigi, 1960; R. M. Westebbe, The Economy of Mauritania, New York, 1971; Ph. Toupet, J.-R. Pitte, La Mauritanie, Parigi, 1977. Per la storia: A. Gerteiny, Mauritania. A Survey of a New African Nation, Londra, 1967; M. Piquemal-Pastré, La République islamique de Mauritanie, Parigi, 1970; F. de Chassey, Mauritanie 1900-1975: de l'ordre colonial à l'ordre néocolonial entre Maghreb et Afrique Noire, Parigi, 1978; P. Marchesin, Tribus, ethnies et pouvoir en Mauritanie, Parigi, 1992.