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Gorìzia (città)

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capoluogo della provincia omonima, 296 m s.m., 40,85 km², 36.110 ab. secondo una stima del 2007 (goriziani), patrono: santi Ermagora e Fortunato (12 luglio).

Generalità

Città del Friuli-Venezia Giulia situata allo sbocco della valle del fiume Isonzo nella pianura friulana, sul confine con la Slovenia, in un'ampia conca delimitata da rilievi prealpini che furono teatro di aspri combattimenti nella prima guerra mondiale. L'abitato si stende ai piedi di un isolato rilievo calcareo, coronato dal castello medievale, ed è limitato a W dalla sponda sinistra dell'Isonzo. L'attuale sistemazione urbanistica risale in gran parte all'Ottocento. La città si sviluppò rapidamente in ogni direzione fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando il tracciato del nuovo confine politico con la Iugoslavia, che ne separò i quartieri nordorientali (oggi Nova Gorica, Nuova Gorizia), e le mutilazioni del territorio provinciale frenarono l'espansione urbanistica. Il tracciato del confine fu ufficialmente stabilito nel 1975 con il Trattato di Osimo, non subendo modificazioni dopo l'indipendenza della Slovenia dalla Iugoslavia, nel 1991. Il toponimo (Gurìze nel dialetto locale) riflette il termine sloveno gorica (“collina”), diminutivo di gora (“monte”). La città è sede arcivescovile.

Storia

L'area in cui sorge la città fu abitata in età romana: in pianura, allo sbocco del fiume, venne eretto il Castrum Silicanum; più a valle sorse la stazione Pons Aesontii. Ricordata per la prima volta in un diploma di Ottone III (1001), quando fu divisa tra il Patriarcato di Aquileia e il duca del Friuli Guariento della casata degli Eppenstein (estintasi nel 1122-1125), la città si sviluppò soprattutto sotto i conti di Pusteria, discendenti diretti dei conti di val Pusteria e Lurngau, che ne tennero il dominio per quattro secoli sostenendo frequenti lotte col Patriarcato di Aquileia, i comuni limitrofi e la stessa Venezia. Estintasi la casata alla morte del conte Leonardo (1500), la città, dopo un breve periodo di dominio veneziano, passò agli Asburgo. Il Settecento fu per Gorizia il periodo più prospero: la città si abbellì, la popolazione aumentò e ne migliorarono le condizioni. Occupata dalle forze napoleoniche nel 1797, fece parte della Carniola (1803) e delle Province Illiriche (1807). Caduto Napoleone, ritornò agli austriaci nel 1813. Nel corso della prima guerra mondiale fu occupata dagli italiani durante la VI battaglia dell'Isonzo (9 agosto 1916), perduta in seguito all'offensiva di Caporetto e quindi ripresa definitivamente il 7 novembre 1918. Dal 1921 entrò a far parte del Regno d'Italia. Nel secondo conflitto mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, passò sotto il diretto dominio tedesco, contro il quale si sviluppò una forte resistenza partigiana. Raggiunta dalle truppe del maresciallo Tito nell'aprile 1945 e passata poi sotto l'amministrazione alleata (giugno 1945), ritornò infine all'Italia nel settembre 1947 con la Pace di Parigi, perdendo gran parte della provincia e i sobborghi nordorientali, dove gli iugoslavi fondarono la città gemella di Nova Gorica. Nel 1948, nell'area compresa tra l'Isonzo e il Vipacco, fu istituita una zona franca industriale allo scopo di promuovere la ripresa economica e frenare l'esodo degli abitanti. Nel 2004, con l'ingresso della Slovenia nell'Unione Europea, sono stati rimossi tutti i limiti che avevano diviso per più di 50 anni le due parti della città.

Arte

Il duomo, eretto nel 1684 incorporando la chiesetta gotica di Sant'Anna, subì gravi danneggiamenti durante la prima guerra mondiale e fu ricostruito nel 1927; l'interno, fastosamente decorato con stucchi e dorature, conserva un'Annunciazione attribuita al Padovanino e un bel pulpito barocco. La grandiosa chiesa di Sant'Ignazio, eretta dai Gesuiti tra il 1654 e il 1724 (fu consacrata nel 1767), è un'imponente costruzione che unisce armoniosamente stilemi del barocco austriaco a un impianto tipicamente italiano; a caratterizzarne la facciata sono due alte torri campanarie coronate da cupole a cipolla. L'imponente castello, le cui parti più antiche risalgono all'epoca dei conti di Gorizia mentre la cinta muraria più esterna fu eretta dai veneziani nel 1508, fu restaurato dopo la prima guerra mondiale; comprende la corte dei Lanzi, con i resti della torre centrale abbattuta nel Cinquecento, e il due-trecentesco palazzetto dei Conti.

Musei

Il complesso di origine cinquecentesca composto da Casa Dornberg e Casa Tasso accoglie il Museo Provinciale della Grande Guerra; ospitati nel medesimo complesso, i Musei Provinciali espongono varie raccolte. L'edificio del Seminario ospita la Biblioteca statale Isontina e la Biblioteca Civica di Gorizia, con volumi, incunaboli, codici e carte geografiche di grandissimo pregio. Il palazzo Coronini Cronberg è sede dell'omonima fondazione e custodisce dipinti dei sec. XVI-XX (tra cui alcuni del Tintoretto, di Rosalba Carriera, di Rubens e di Monet); notevole anche l'archivio di disegni e stampe, con lavori di Tiziano, Carracci e Rembrandt.

Economia

Lo sviluppo economico è stato fortemente influenzato, e spesso ostacolato, dalle complesse vicende storiche della città. Attivo fin dal sec. XVIII, il settore industriale subì gravi danni durante la prima guerra mondiale e in seguito fu soggetto a una profonda riconversione; nel secondo dopoguerra, con l'istituzione della zona franca industriale, nacquero attività nei settori del legno, metalmeccanico, chimico, tessile, cartario, alimentare. Oggi il settore più importante è quello terziario, con il commercio, la logistica e i servizi, specialmente quelli legati all'autotrasporto e al commercio internazionale con i paesi dell'Europa orientale e centrale. I nuovi scenari economici sono infatti legati all'allargamento a Est dell'Unione Europea e alla costruzione del cosiddetto “Corridoio 5”, che richiedono il rafforzamento del sistema autoportuale e ferroviario.

Curiosità

Gorizia Fiere ospita varie manifestazioni, tra cui Expomego, una fiera campionaria che si tiene tra aprile e maggio, Mittelmoda (settembre), la fiera agroalimentare Ruralia (ottobre) e quella enologica Vinum Loci (ottobre). Da segnalare a marzo la Rievocazione storica medievale in Borgo Castello.La città ha dato i natali al linguista Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907), al filosofo Carlo Michelstaedter (1887-1910) e al fisico Carlo Rubbia (1934).