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distorsióne

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino tardo distorsĭo-ōnis].

1) Atto ed effetto del distorcere.

2) In fisica, fenomeno per cui la forma d'onda del segnale di uscita da un sistema (circuito elettronico, amplificatore, trasduttore, ecc.) non è fedele a quella d'entrata, nel senso che presenta alcune caratteristiche differenti.

3) In ottica, tipo di aberrazione. In particolare, alterazione della forma di un'immagine fotografica dovuta alle aberrazioni del sistema ottico. Tali aberrazioni e le riflessioni sulle superfici aria-vetro possono inoltre produrre distorsioni nella riproduzione del contrasto del soggetto, soprattutto a livello dei dettagli più minuti.

4) Nella scienza delle costruzioni, deformazione di un solido elastico nel quale si sia operato un taglio arbitrario e quindi imposto alle due facce risultanti uno spostamento relativo nello stesso piano. La distorsione è la deformazione elastica che si induce nel solido saldando le due facce risultanti dal taglio nella loro nuova posizione relativa; i teoremi fondamentali della distorsione sono stati definiti da V. Volterra (1907).

5) Per distorsione telegrafica si intende l'alterazione nella durata degli impulsi telegrafici che si può verificare per cause diverse, come l'influenza delle linee di trasmissione o il non corretto funzionamento dei sistemi di ripetizione e rigenerazione degli impulsi trasmessi.Un segnale telegrafico è considerato privo di distorsioni se può essere riconosciuto correttamente dagli apparati di ricezione; in questo senso la presenza di distorsioni della forma d'onda che non producano errori in ricezione è considerata ininfluente ai fini della distorsione telegrafica. Concetti analoghi valgono per tutte le tecniche di trasmissione di segnali digitali.

6) Complesso delle lesioni capsulo-legamentose di un'articolazione causate da azioni traumatiche senza perdita del contatto tra i capi articolari e senza lesioni ossee.

Fisica

Le distorsioni possono essere di vari tipi e in particolare occorre distinguere se i segnali immessi nel sistema sono di tipo periodico o impulsivo. Nel caso di segnale periodico, la distorsione può essere di ampiezza o armonica, di frequenza e di fase. La distorsione armonica si ha quando non si verifichi un rapporto costante tra il livello dei segnali di ingresso e di uscita; la distorsione di frequenza si verifica quando la risposta del sistema è una funzione non lineare della frequenza dei segnali periodici a esso applicati; infine si ha distorsione di fase quando il sistema introduce tra segnale di ingresso e segnale di uscita uno sfasamento che non è funzione lineare della frequenza del segnale stesso. Il tipo di distorsione più frequente in pratica è la distorsione armonica; essa si verifica in modo sistematico in tutti i casi in cui il sistema operi vicino e oltre i limiti previsti per le sue normali condizioni di lavoro, soprattutto per la mancata linearità della caratteristica di trasferimento. Essa introduce componenti armonici inesistenti nel segnale d'entrata, la cui frequenza è in rapporto intero con le frequenze esistenti. La misura quantitativa della distorsione armonica viene data da un apparecchio, detto distorsiometro, mediante il quale si applica all'ingresso del sistema un segnale sinusoidale di data ampiezza A1 con ridottissimo contenuto di frequenze armoniche; si misurano quindi le ampiezze A2, A3, ..., A relative alla seconda, terza,..., n-esima armonica presenti nel segnale in uscita: la distorsione viene espressa percentualmente dal rapporto

detto fattore percentuale di distorsione armonica o semplicemente distorsione percentuale. La distorsione di frequenza altera, invece, lo spettro di un segnale complesso, senza però introdurre nel segnale di uscita componenti di frequenza inesistenti nel segnale d'entrata. Se il segnale di ingresso ha componenti con frequenze differenti, il segnale di uscita comprende quindi componenti delle stesse frequenze, ma con ampiezze, e generalmente anche sfasamenti, alterati in modo non proporzionale; la distorsione di frequenza è quindi in generale accompagnata da distorsione di fase. Va ricordato infine che la distorsione armonica è sempre accompagnata da un fenomeno detto intermodulazione o modulazione incrociata che può alterare sensibilmente la fedeltà di risposta del sistema. Nel caso in cui il segnale applicato all'ingresso del sistema sia di tipo impulsivo, la distorsione viene analizzata esaminando le alterazioni che il sistema produce su un segnale avente forma d'onda rettangolare (onda quadra). Le deformazioni subite dal segnale possono denunciare caratteristiche di scarsa linearità della risposta del sistema e la tendenza ad autoscillazioni che possono essere causate spesso anche da indebiti ritorni di segnale.

Medicina

Si distinguono distorsioni semplici, con alterazioni capsulo-legamentose periarticolari, e distorsioni complicate, con lesioni endoarticolari (per esempio, legamenti crociati, menischi). Le distorsioni più frequenti si riscontrano a carico delle diartrosi della caviglia, del ginocchio, del polso, provocate da movimenti rotatori associati all'iperestensione e all'iperflessione, che eccedono i limiti fisiologici. Il sintomo clinico più evidente della distorsione è il dolore, sempre intenso e localizzato, accompagnato da tumefazione, che aumenta gradualmente dopo il trauma, causando limitazioni funzionali all'arto colpito. La terapia consiste nell'immobilizzazione dell'arto con bende elastiche per alcune settimane, seguita da termo- e fisioterapia. Nelle distorsioni complicate può essere necessario l'intervento chirurgico.