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filétto¹

sm. [sec. XIV; da filo].

1) Filo sottile; il termine è generalmente usato in accezioni estensive: A) Nastrino, cordoncino o passamaneria usato nelle guarnizioni di vestiti e nell'arredamento. B) In oreficeria, sottile filo di metallo pregiato che serve a incastonare le gemme. C) In araldica, linea ingrossata che divide nello scudo due partizioni dello stesso smalto. Si usa anche per indicare alcune partizioni (palo, fascia, banda, sbarra) quando siano ridotte a un quinto della loro normale larghezza. D) In anatomia, lo stesso di frenulo della lingua o del prepuzio del pene. E) Sottile tratto di penna con cui scrivendo si uniscono tra loro le lettere di una parola. F) Nella tecnica tipografica, barra in ottone o in lega tipografica, di altezza uguale a quella dei caratteri tipografici, avente come occhio una linea o gruppo di linee di spessore e lunghezza normalizzati. Anche il segno che se ne ottiene. I filetti servono nell'impaginazione per sottolineare, separare, riquadrare; sono a linea retta, ondulata, tratteggiata, punteggiata, a più linee, ecc. G) In tecnologia, risalto elicoidale che si avvolge sulla superficie del gambo di una vite o del foro di una madrevite; viene realizzato mediante filettatura.

2) Sbarretta snodata di acciaio che si pone in bocca al cavallo e che ha alle estremità due anelli in cui passano le briglie; viene usata per portare a passeggio il cavallo. È detto filetto anche la sbarretta centrale del morso.

3) In fluidodinamica, massa di fluido di sezione infinitesima che si muove entro le pareti di un ideale tubo di flusso. La suddivisione di una corrente fluida in filetti fluidi, che scorrono gli uni sugli altri, permette di ottenere un'indicazione immediata dei fenomeni meccanici che si manifestano entro la corrente stessa, poiché i filetti si infittiscono e si assottigliano dove la velocità del fluido aumenta, e la sua pressione diminuisce, mentre invece aumentano di sezione, diradandosi, dove la velocità della corrente diminuisce e la pressione aumenta.

4) Taglio scelto di carne di bue, vitello, maiale, ecc. ricavato dalla regione lombare, particolarmente tenero e saporito: bistecca di filetto; un filetto alla griglia; filetto di manzo arrosto. Per estensione, la parte più tenera e carnosa, disossata o diliscata, di altri animali (pollo, tacchino, alcuni pesci) adatta a varie preparazioni: filetto di tacchino con funghi; filetti di acciughe sott'olio.