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Kiev

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(Kyïv). Capoluogo della provincia omonima e capitale dell'Ucraina. Situata a 183 m s.m., 2.665.746 ab. (2006).

Generalità

Kiev è uno dei più antichi centri del Paese, come lo era dell'Unione Sovietica fino al suo dissolvimento (1991). Si sviluppa in prevalenza sull'alta sponda destra del fiume Dnepr, dove si trova il centro storico antico, con un fitto tessuto di strade strette e tortuose, che confina con il primo quartiere (il Podol) costruito sulla base di un progetto urbanistico unitario realizzato da A. I. Melenskij all'inizio del sec. XIX, quando un piano regolatore generale impose una griglia di strade ortogonali. Allo stesso periodo risalgono alcuni sobborghi e la città universitaria. A questo vasto e differenziato nucleo storico si collegano più moderne direttrici tangenziali e radiali (fondamentale la prospettiva Kreščatik, ricostruita nel 1949 dopo i gravissimi danni subiti durante la seconda guerra mondiale), raccordate da vaste piazze. Qui sono ubicate le attività direzionali e amministrative, mentre i quartieri residenziali si estendono tutt'intorno, intercalati da vaste aree verdi. L'edilizia abitativa è generalmente costituita, come in tutte le grandi città ampliatesi nel periodo sovietico, da edifici massicci (fino a 20 piani) e anonimi, costruiti con tecniche di prefabbricazione industriale utilizzate per far fronte, a partire dagli anni Cinquanta, a un forte incremento di popolazione: i 900.000 ab. del 1947 raddoppiavano nell'arco di un venticinquennio, per continuare poi con una crescita più lenta ma ininterrotta. In diverse aree collinari, intorno al centro storico, esistono ancora edifici tradizionali di tipo agricolo. Kiev è sede di un'università (1834) e di un politecnico (1898), oltre che di istituti di ricerca scientifica in campo agrario, medico, artistico. Intensa la vita culturale, specie per quanto riguarda gli spettacoli teatrali. Dal 1990 l'UNESCO ha censito tra i siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità la Cattedrale, il monastero di Santa Sofia e il monastero di Kijev-Pechersk.

Storia

Abitata dagli Sciti già da prima del sec. VII a. C. subì le invasioni di Slavi e Variaghi. Questi ultimi si imposero alle popolazioni slave acquistando gran parte del potere nell'embrionale forma di Stato che si andava allora sviluppando, avendo appunto Kiev come capitale. Nell'880 un capo varego di nome Oleg occupò la città e unificò gli Stati normanni di Novgorod e di Kiev. A quest'ultima, più vicina alle principali vie di transito commerciali, spettò la dignità di capitale del nuovo Stato russo. Lo sviluppo della città e del principato proseguì durante il regno di Igor (912-45). La principessa Olga (945-57) promosse i primi tentativi di cristianizzazione, cui seguì la conversione al cristianesimo di rito bizantino operata nel 989 da Vladimiro I (980-1015). Il figlio di questi, Jaroslav (1016-1054), promosse lo sviluppo civile e culturale dello Stato emanando tra l'altro il codice di leggi che va sotto il nome di Russkaja Pravda. Il regno di Izjaslav I fu caratterizzato da continue lotte interne, e queste tensioni riesplosero alla morte di Vladimiro II Monomaco (1125) e dei suoi successori. La fine dello splendore di Kijev e della sua funzione di fulcro dell'unità russa fu segnata nel 1169, quando Andrea Bogoljubskij, sovrano della Suzdalia, mise a ferro e a fuoco la città. Attaccata ancora nel 1203 dai soldati del principe di Černigov e distrutta nel 1240 dai Mongoli, Kiev decadde completamente riducendosi a un piccolo villaggio. Nel 1362 fu occupata dal granduca lituano Algirdas che ne sfruttò il passato splendore facendo assumere al metropolita di Kiev, a lui fedele, il titolo di metropolita di tutta la Russia, in contrapposizione a quello di Mosca. Nel sec. XV il Granducato di Lituania si estese verso SE, sino a occupare Kiev con i territori finitimi (odierna Ucraina). Evidenti divennero gli influssi occidentali quando a Lublino (1569) Polonia e Lituania unirono le loro sorti. La riscossa ucraina e ortodossa, animata dall'etmano Chmelnickij, scosse, alla metà del sec. XVII, il predominio polacco; ma solo nel 1686 Kiev passò sotto lo scettro degli zar. La politica di Pietro il Grande tendente a procurarsi e a consolidare uno sbocco sul Mar Nero fece di Kiev un sempre più importante nodo di comunicazioni con la parte meridionale del Paese. Sviluppatasi nel sec. XIX come centro industriale, ospitò un movimento operaio assai attivo durante la Rivoluzione del 1917. Divenuta capitale della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina (Stato sovrano dal 1991, in seguito alla dissoluzione dell'URSS), fu occupata nel corso della battaglia di Kiev (21 agosto-27 novembre 1941) dalle forze tedesche; il 30 settembre 1941 reparti delle SS trucidarono a Babi Yar, appena fuori Kiev, oltre 33.771 ebrei rastrellati in città. Liberata nel 1943, Kiev fu insignita del titolo di città-eroe, ma negli anni Settanta fu al centro di una massiccia campagna di “russificazione” da parte delle autorità sovietiche. Nella primavera 1986 fu investita dalla contaminazione radioattiva seguita alla catastrofe di Černobyl, situata poche decine di km a N di Kiev. Nel novembre 1991 è stata proclamata capitale della Repubblica Ucraina.

Arte

Al periodo in cui la città fu capoluogo del principato di Kiev risalgono numerose chiese in pietra e mattoni di tipo bizantino: la cattedrale di Santa Sofia (ca. 1037) a 5 navate e più cupole, che conserva importanti cicli di affreschi e mosaici coevi; la cattedrale della Dormizione (1073-78); la cattedrale di San Michele (1070-88), con notevoli mosaici e affreschi; la chiesa di San Cirillo, con affreschi della metà del sec. XII. Dopo un lungo periodo di decadenza, una vigorosa ripresa artistica si ebbe nel periodo barocco, per influenza dell'arte occidentale irradiantesi da Pietroburgo. Gli edifici più notevoli sono opera dell'italiano B. F. Rastrelli (l'ex palazzo degli zar, 1752-55; San Andrea, 1747-53), di J. G. Schädel (Antica Accademia a Podol, 1732-40; campanile della Lavra Kieva Pečërskaja, 1731-45) e degli architetti locali I. G. Grigorovič-Barskij (chiese di San Nicola e dell'Intercessione a Podol) e S. D. Kovnir (Kovnirovskij korpus, 1721-72). Nel secondo quarto del sec. XIX, V. I. Beretti costruì vari edifici pubblici neoclassici. Nella seconda metà del secolo fece la sua comparsa lo stile eclettico (cattedrale di San Vladimiro, di I. V. Strom e altri, 1852-96), agli inizi del sec. XX lo stile Art Nouveau (casa Gorodeckij, di V. V. Gorodeckij, 1902). Il patrimonio artistico cittadino ha subìto gravi danni durante la seconda guerra mondiale. L'espansione della città negli anni Settanta e Ottanta del sec. XX è ben rappresentata da edifici quale l'imponente Palazzo Ucraina (1970), la più grande sala concerti del Paese. A partire dal 1996, un piano di investimenti su larga scala ha permesseo il recupero e la conservazione dei monumenti più antichi, come la chiesa della Dormizione e il monastero di San Michele, il rifacimento della piazza principale, piazza dell'Indipendenza, e della prospettiva Kreščatik, oltre alla costruzione di un nuovo ponte e di moderni edifici.

Teatro

Nei sec. XVII e XVIII la città ebbe un'intensa e significativa attività di teatro scolastico e numerose rappresentazioni ebbero luogo in palazzi privati a opera di compagnie di servi della gleba. Soltanto nel 1803 fu costruito un teatro permanente, in legno, destinato a ospitare formazioni russe o polacche (sostituito nel 1856 dal Teatro Civico in pietra). Dopo la Rivoluzione l'attività teatrale si è intensificata. Particolare rilievo hanno avuto negli anni Venti gli spettacoli sperimentali diretti da Les Kurbas al Molodoj Teatr (Teatro Giovane). La città possiede, oltre a un Istituto Statale d'Arte teatrale, un Teatro d'Opera e Balletto e due importanti teatri drammatici.

Economia

Nodo fondamentale al centro della rete di comunicazioni stradali e ferroviarie del Paese, Kiev è un grande centro industriale. Le aree produttive sono distribuite un po' in tutti i quadranti della città, a parte il centro storico, ma con particolare densità alla periferia occidentale e sulla sponda sinistra del Dnepr; nelle aree più centrali, completamente destinate alla residenza e alle attività amministrative in epoca sovietica, negli ultimi anni tendono invece a concentrarsi i servizi più moderni (banche, assicurazioni, telefoni e telecomunicazioni) e gli uffici delle società straniere. Nel comparto industriale, ridimensionata nel periodo post-indipendenza la tradizionale presenza della siderurgia, sono ancora prevalenti le attività del settore meccanico: le aziende maggiori sono quelle delle costruzioni aeronautiche, delle macchine agricole, degli strumenti di precisione; notevole anche la presenza dell'industria chimica (fertilizzanti, materie plastiche, fibre artificiali e sintetiche), di quella farmaceutica, alimentare e tipografico-editoriale. La città, nonostante la crisi di alcuni settori industriali, ha risentito positivamente del nuovo ruolo di capitale di un grande Stato indipendente; le attività finanziarie, commerciali e amministrative del Paese si sono concentrate in gran parte qui, con benefici immediati anche sulla popolazione: gli stipendi medi a Kiev risultano quasi doppi rispetto al resto dell'Ucraina e più alto è il livello occupazionale. Grazie alle nuove norme per i visti d'ingresso nel Paese, introdotte nel 2005, anche il turismo è diventato una voce importante dell'economia locale, cosa che ha richiesto la realizzazione di moderne strutture di accoglienza. Kiev è servita da un aeroporto internazionale (Boryspil') e una rete ben sviluppata di trasporti urbani, che comprende tre linee metropolitane sotterranee.

Curiosità

Kiev è sede di un festival internazionale di cinema, il Molodist, inaugurato nel 1970, che promuove l'attività dei giovani registi e le nuove tendenze del cinema ucraino.