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Scandinàvia

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Generalità

Regione dell'Europa settentrionale, corrispondente in senso stretto alla Penisola Scandinava, comprendente la Svezia e la Norvegia e limitata dal Mar di Barents a N, dal Mar di Norvegia e dal Mare del Nord a W, dal golfo di Botnia e dal Mar Baltico a E, mentre a S lo Skagerrak e il Kattegat la dividono dalla Danimarca.Comprende la sezione più occidentale dello Scudo Baltico: la sua ossatura è costituita dalle Alpi Scandinave (Galdhøppigen, 2469 m; Glittertind, 2464 m), lunga catena montuosa, formatasi nel Paleozoico durante l'orogenesi caledoniana, che occupa tutta la sezione occidentale della penisola digradando bruscamente a W, con una costa profondamente incisa da fiordi e fronteggiata da numerose isole, più dolcemente verso E, dove si abbassa in una lunga fascia collinare, cui succede una pianeggiante cimosa costiera. Il territorio, fortemente modellato dalle glaciazioni quaternarie, è solcato da numerosi corsi d'acqua, disseminato da numerosi laghi grandi e piccoli (Vänern, Vättern, Mälaren ecc.) e interessato dalla presenza di vasti ghiacciai: tra questi, lo Jostedalbreen, in Norvegia, che con i suoi 487 km² è il più grande ghiacciaio dell'Europa continentale. Il clima è temperato freddo a S, freddo e subpolare a N, dove gli inverni sono lunghi e rigidi e le estati brevi e fresche. § Le risorse fondamentali sono l'agricoltura (cereali, patate, ortaggi), l'allevamento (bovini, ovini, renne), la pesca e lo sfruttamento delle vaste foreste e del sottosuolo (ferro, piriti). La maggior parte della popolazione è tuttavia attiva nel settore terziario, privato e pubblico; quest'ultimo sostenuto, come del resto anche gli altri settori occupazionali, da un forte intervento dello stato nell'economia e dalle politiche sociali tipiche di questi Stati. In senso lato, il termine Scandinavia comprende anche la Danimarca (per le affinità linguistico-storico-culturali) e, a volte, anche la Finlandia, ma in quest'ultimo caso è preferibile usare il termine Fennoscandia. In norvegese e in svedese, Skandinavien.

Storia

Si può cominciare a parlare di Scandinavia, come espressione unitaria politica oltre che geografica, con riferimento al sec. VI; fu allora, infatti, che i Danesi, in fase d'espansione, avviarono i primi stabili contatti con altre popolazioni d'origine germanica stanziate in Svezia e in Norvegia. Nel sec. VII quei legami si trasformarono in occupazione della Scania (Svezia meridionale). Nell'arco dei due secoli successivi anche i Vichinghi norvegesi iniziarono migrazioni in altre terre, approdando fra l'altro, verso l'870, in Islanda. Qui i nuovi venuti istituirono un'entità indipendente, con proprio parlamento e organi di governo. Anche Svezia e Norvegia, raggiunta l'unità nazionale, si costituirono in stati sovrani, retti, come la Danimarca, da un monarca. E tutti, fra il 1000 e il 1100, abbracciarono la religione cristiana. Gli Svedesi, per di più, assoggettarono sul finire del sec. XII le tribù dislocate in Finlandia. Le relazioni fra i Paesi scandinavi andarono sempre più intensificandosi, tanto sul piano politico quanto su quello commerciale. L'influenza maggiore veniva sempre esercitata dalla Danimarca, in lotta con la Lega Anseatica per l'egemonia sul Baltico. Una situazione di grave instabilità, dovuta a complicazioni dinastiche, permise alla regina Margherita di Danimarca di assumere nel 1387 la corona di Norvegia e due anni dopo anche quella di Svezia. Il 20 luglio 1397 l'Unione di Kalmar consacrò l'associazione dei tre regni (va precisato che la Norvegia comprendeva allora anche l'Islanda, già annessa nel 1262). L'Unione di Kalmar resistette, con fasi alterne, sino alla seconda metà del XV secolo. Nel 1523, con la rivolta di Gustavo Vasa, la Svezia si staccò definitivamente dall'Unione che, in tal modo, ebbe termine, pur continuando Danimarca e Norvegia a formare un'unica monarchia. Le guerre napoleoniche sconvolsero ancora una volta il quadro. Nel 1809 la Svezia dovette cedere la Finlandia alla Russia, che ne fece un granducato, mantenendolo fino al 1917. Nel 1814, però, la stessa Svezia ottenne la Norvegia dalla Danimarca, che tuttavia conservò l'Islanda, le Fær Øer e la Groenlandia. La Norvegia ottenne l'indipendenza nel 1905. L'Islanda si vide riconosciuto nel 1918 il diritto di considerarsi indipendente, ma in unione personale con la monarchia danese, fino a quando, nel 1944, troncò ogni vincolo istituzionale con Copenaghen e divenne una repubblica. Dopo la seconda guerra mondiale, gli stati scandinavi riannodarono attivamente il discorso della collaborazione creando, nel 1952, un organo consultivo – il Consiglio nordico – per armonizzare appunto i loro programmi economici, culturali e politici. Si trattò tuttavia dell'ultimo atto significativo di politica comune tra i diversi stati: nel 1973 la Danimarca decise di entrare a far parte della CEE, mentre Svezia e Finlandia sono diventati membri effettivi dell'Unione Europea solo nel 1995 dopo un referendum popolare (la Norvegia pur non facendo parte dell'Unione gravita nello Spazio Economico Europeo). Anche in campo economico-monetario le decisioni sono state diverse: solo la Finlandia ha deciso di adottare l'euro come moneta unica europea nel 2001, mentre Danimarca e Svezia hanno optato per il mantenimento della moneta nazionale (la corona danese è legata all'euro senza cambio fisso).