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Finlàndia

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(Suomen Tasavalta; Republiken Finland). Stato dell'Europa settentrionale (338.435 km²). Capitale: Helsinki. Divisione amministrativa: province (6). Popolazione: 5.451.270 (stima 2013). Lingua: finnico e svedese (ufficiali), lappone, russo. Religione: protestanti 75,3%, non religiosi/ atei 22,1%, ortodossi 1,1%, altre religioni 1,5%. Unità monetaria: euro (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,879 (24° posto). Confini: Norvegia (N), Russia (E-SE), Svezia (NW), golfo di Finlandia (S), golfo di Botnia (W);. Membro di: Consiglio d'Europa, Consiglio nordico, EBRD, OCDE, ONU, OSCE, UE e WTO.

Generalità

La Finlandia, situata interamente al di sopra del 60° parallelo, è una delle regioni più settentrionali d'Europa. La sua collocazione tra la Russia, con cui confina a E, e la Svezia, dalla quale è parzialmente separata dal golfo di Botnia, ricopre un ruolo determinante nella vicenda storica del Paese. Infatti la Finlandia, abitata originariamente da Lapponi e Finni (da questo popolo deriva il nome Fin-landia, mentre il toponimo in lingua finlandese, Suomi, sembra derivare dal termine suo, “palude”, e fa riferimento al carattere umido e acquitrinoso del territorio), subisce l'occupazione svedese a partire dall'anno 1157, per passare poi, senza soluzione di continuità, sotto il controllo russo in seguito alla pace di Nystad, nel 1721. Queste occupazioni hanno lasciato un segno profondo sul Paese che, anche dopo l'indipendenza conseguita nel 1917, ha mantenuto nel tempo stretti legami con entrambi i popoli vicini. Se le relazioni con l'Unione Sovietica non sono state sempre facili, caratterizzate dall'espansionismo territoriale del grande vicino (costato alla Finlandia la perdita delle regioni della Carelia e della penisola di Kola, nel 1947) e da un rapporto “di amicizia, collaborazione e mutua assistenza” non privo di tensioni e prevaricazioni ai tempi della guerra fredda; quelle con gli svedesi si contraddistinguono per un comune sentimento di appartenenza geografica a una stessa area “scandinava”, che ha portato le due nazioni, assieme alla Norvegia, a dare vita al Consiglio nordico, unione che ha consentito alla Finlandia di partecipare, anche nel secondo dopoguerra, ai programmi di sviluppo e di ricerca provenienti dall'Occidente nonostante l'ingerenza dell'alleato russo. Di derivazione tipicamente scandinava sono inoltre l'efficienza con cui il Paese ha saputo superare le difficoltà degli anni Quaranta; la determinazione con cui ha saputo ottenere il massimo dalla propria economia nonostante le condizioni ambientali estreme; il potenziamento dei settori dell'istruzione della ricerca, e l'elevatissimo livello di vita che riesce a garantire ai propri cittadini. Con queste caratteristiche non è stato difficile per la Finlandia, dopo il crollo del blocco comunista e la perdita dell'importante partner sovietico, volgersi all'Unione Europea e dimostrare di avere tutti i requisiti per entrare rapidamente a farne parte (1995).

Lo Stato

In base alla Costituzione del 17 luglio 1919, più volte modificata, la Finlandia è una Repubblica di tipo parlamentare . Capo dello Stato è il presidente della Repubblica, eletto per 6 anni a suffragio universale, che gode di ampi poteri in politica estera. Il potere legislativo spetta al Parlamento, unicamerale, i cui 200 membri sono eletti per 4 anni a suffragio universale con il sistema proporzionale; quello esecutivo spetta al Consiglio di Stato formato dal primo ministro e dai ministri nominati dal presidente della Repubblica. Il governo deve avere la fiducia del Parlamento. I corpi che compongono le forze armate sono: Esercito, Marina, Aviazione e Guardia di frontiera. Il servizio militare è obbligatorio. Il sistema giudiziario è basato sul diritto svedese. La frequenza scolastica è obbligatoria dai 7 ai 16 anni.

Territorio: morfologia

Geologicamente il territorio finlandese costituisce una sezione dello scudo Baltico, l'imbasamento archeozoico che forma il sostrato di tutta la penisola scandinava. Interessati dall'orogenesi caledoniana durante il Paleozoico – era in cui si ebbero anche manifestazioni vulcaniche – e successivamente penepianati dall'erosione, i rilievi non subirono ulteriori dislocazioni, ma furono profondamente modellati dai ghiacci che durante l'era quaternaria ricoprivano interamente la Scandinavia. Gli antichi rilievi talora vengono in superficie con lievi gibbosità e profili arrotondati; più frequenti però sono le coperture dei recenti strati sedimentari, fluviali e glaciali, spesso di notevole spessore. I ghiacciai ritirandosi determinarono la formazione di potenti apparati morenici; in particolare nel corso di una prolungata sosta durante la fase di ritiro si depositarono i due cordoni chiamati Salpausselkä e distanti l'uno dall'altro una ventina di chilometri, che cingono a S interamente il Paese. La Finlandia si presenta perciò morfologicamente come un vastissimo penepiano, privo di veri e propri rilievi, con superfici che per la maggior parte hanno altezze inferiori ai 200 m; predominano l'uniformità dei paesaggi e la marcata impronta glaciale, derivata, oltre che dai rialzi morenici (tipiche le colline a forma di dorso di balena, i drumlins), dai moltissimi laghi d'origine glaciale che costellano il territorio. Si possono tuttavia distinguere tre principali regioni morfologiche: la Lapponia, la cosiddetta “piattaforma lacustre”, la pianura costiera. A N si stende la Lapponia, che, situata in media oltre i 400 m di altezza, è la zona più elevata del Paese. Essa presenta nude cime isolate, i tunturit, che raggiungono quote di oltre 600 m, come il Paistunturit (640 m) e il Pallastunturi (807 m), culminando a 1324 m nell'Haltiatunturi, massima cima della Finlandia, all'estremità nordoccidentale del Paese. La piattaforma lacustre – il nome deriva chiaramente dalle migliaia di laghi che occupano gran parte del territorio (le acque interne occupano nel loro insieme una superficie pari al dieci per cento del Paese) – corrisponde alla porzione centromeridionale della Finlandia. Si tratta di una distesa pianeggiante chiusa a S dalle morene del Salpausselkä, a N da quelle del Suomenselkä, in cui particolarmente si evidenziano i cordoni morenici, alti in genere qualche decina di metri, che separano i laghi come dighe naturali: spesso si sviluppano per alcuni chilometri e sono utilizzati come vie di comunicazione. La pianura costiera infine è una fascia, larga in media 40 km, che borda a S e a W la piattaforma lacustre, al di là del Salpausselkä; il territorio è pressoché interamente piano, segnato appena dai solchi scavati dai fiumi nel tratto terminale del loro corso. La Finlandia si affaccia sui golfi di Botnia e di Finlandia con una costa fittamente articolata, fronteggiata da ca. 75.000 isole, tra cui l'arcipelago delle Åland. La complessa morfologia costiera e insulare è il risultato di un lento processo di emersione, tuttora in corso (si calcola che il terreno si innalzi di 1 m ogni secolo lungo la riva settentrionale del golfo di Botnia, di 40 cm lungo il golfo di Finlandia) e destinato a protrarsi sin quando il suolo, fortemente compresso dai ghiacci quaternari, avrà raggiunto il livello originario.

Territorio: idrografia

Il 10% della superficie territoriale è occupato da bacini lacustri, la cui presenza si ricollega, oltre che all'azione glaciale, alla scarsa permeabilità dei suoli. Il numero, variamente calcolato, si aggira tra i 50.000 e i 60.000; i più estesi sono il Päijänne, il Saimaa (che forma, con numerosi bacini comunicanti, un complesso lacustre di 4400 km²), l'Inari, l'Oulu, il Kalla. A eccezione dell'Inari, situato in Lapponia, sono tutti localizzati nell'area centro-meridionale, dove ca. un quinto del suolo è ricoperto da bacini lacustri. Il contorno dei laghi è assai vario, ma per lo più allungato; gli spartiacque sono in genere appena accennati, sicché i vari bacini possono facilmente essere posti in comunicazione tra di loro. Mancano invece fiumi di un certo rilievo; tra i principali sono il Kemi, che attraversa in parte la Lapponia e sbocca nel golfo di Botnia presso l'omonima città, e il Kymi, che sfocia nel golfo di Finlandia all'altezza della città di Kotka. I corsi d'acqua hanno caratteri giovanili, formando spesso rapide e cascate, assai importanti per lo sfruttamento idroelettrico; le portate sono abbondanti all'epoca delle piogge autunnali e dello scioglimento primaverile delle nevi, mentre d'inverno l'estendersi dei ghiacci rallenta notevolmente il flusso delle acque.

Territorio: clima

Posta in gran parte nell'area subartica, la Finlandia ha un clima fortemente condizionato dagli influssi continentali e in modesta misura da quelli oceanici. Rilevanti sono perciò le escursioni termiche, soprattutto nelle regioni interne. Gli inverni sono rigidi e lunghi (in Lapponia la stagione invernale dura da ottobre a maggio); assai breve è per contro la primavera, che in pratica coincide con il mese di maggio. In giugno inizia il periodo estivo, che si protrae sino a tutto il mese d'agosto. Caratteristiche del periodo estivo sono le notti molto luminose, le cosiddette notti bianche: nell'estremo N per oltre due mesi il sole rimane costantemente al di sopra dell'orizzonte. Umido e nebbioso è infine l'autunno e a partire da ottobre comincia a nevicare in tutto il Paese, fatta eccezione per la più mite area sudoccidentale, dove le nevicate riprendono a novembre. Il mantello nevoso ricopre poi interamente il territorio finlandese per un periodo compreso in media tra i 5 e i 7 mesi l'anno, con variazioni da zona a zona. L'isoterma estiva dei 15° C interessa gran parte del Paese; notevoli differenze secondo la latitudine registrano invece le medie invernali, che passano dai –5,6° C di Helsinki ai –13/–15° C di Kuopio (i dati si riferiscono al mese di gennaio); mentre in Lapponia non è raro raggiungere i –40° C. Le precipitazioni, non molto copiose, sono pressoché uniformemente distribuite nel corso dell'anno, con massimi in autunno. I valori più bassi si hanno in Lapponia.

Territorio: geografia umana

La perdurante occupazione del suolo da parte dei ghiacci fece sì che l'insediamento umano in Finlandia si verificasse con notevole ritardo rispetto ad altre aree europee, specie quelle mediterranee. Solo a partire dal sec. IV d. C. si ebbero considerevoli migrazioni di popolazioni finniche, provenienti dall'Estonia le quali, varcato il golfo di Finlandia, si installarono nella fascia meridionaledel Paese; la zona settentrionale divenne invece il dominio dei Lapponi (popolo di etnia abbastanza affine in quanto appartenente anch'esso alla grande famiglia ugro-finnica), mentre gruppi svedesi occuparono tratti della costa sudoccidentale. A lungo gli stanziamenti (fatta eccezione per i Lapponi) rimasero limitati alle aree costiere, e furono piuttosto scarsi anche in tali zone: si calcola infatti che il Paese ospitasse solo 300.000 ab. alla metà del sec. XVI e ca. 420.000 nel 1750. Con il successivo sfruttamento agricolo e forestale di regioni via via più interne, la popolazione prese ad aumentare con un ritmo piuttosto rapido. Gli anni successivi al 2000 sono caratterizzati da un accrescimento naturale molto modesto (1,5‰ nel 2003), che si perde nel fenomeno dell'emigrazione verso l'estero. La Finlandia rimane, con 16,1 ab./km², uno dei Paesi meno densamente abitati d'Europa; la popolazione è assai variamente distribuita (ma in stretta relazione con le condizioni climatiche e quindi con le maggiori o minori possibilità agricole), passando dai 166 ab./km² nell'Uusimaa (2013) zona in cui sorge la capitale, ai 2 ab./km² della Lapponia (Lapin). Sino alla metà del sec. XX gli stanziamenti ebbero carattere prevalentemente rurale – l'urbanesimo infatti, per gli sviluppi relativamente recenti dell'economia industriale, si è affermato con relativo ritardo; costituito per la maggior parte da fattorie sparse, piuttosto che da veri e propri villaggi. Date le modalità con cui si svolse il popolamento del Paese, le più antiche città sono situate sulla costa; tra i centri dell'interno, localizzati nella piattaforma lacustre, hanno raggiunto un considerevole sviluppo quelli posti su vie naturali di comunicazione, corrispondenti in genere a cordoni morenici. La maggiore città della Finlandia è la capitale Helsinki, che ospita più del 10% della popolazione totale. Si tratta di una moderna metropoli divenuta, grazie alla favorevole posizione sul golfo di Finlandia, il massimo centro economico (industriale e portuale), oltre che culturale e politico, del Paese. La città storicamente più importante è Turku, capitale sino al 1812, anch'essa dotata di un porto assai attivo. Situata al punto d'incontro tra il golfo di Botnia e quello di Finlandia, è lo sbocco della parte più fertile e popolata dello Stato. Tra gli altri numerosi centri portuali si annoverano Vaasa e soprattutto Oulu, che raccoglie i prodotti di un retroterra molto ampio ed è sede di numerosi impianti per la lavorazione del legname, così come Pori e Kotka. La maggiore città dell'interno è Tampere; notevole importanza hanno anche Lahti, nodo di comunicazioni terrestri e di vie d'acqua interne, e Kuopio, il principale centro lacustre. Rovaniemi infine è la “capitale” della Lapponia.

Territorio: ambiente

La foresta boreale di conifere, la taiga, che si estende su quasi il 70% del suolo finlandese e presenta una vegetazione composta da pini, abeti rossi e betulle, costituisce la cifra dominante del paesaggio. Le foreste di latifoglie (con querce, olmi, aceri ecc.), sono invece frequenti sulla fascia costiera, dove il clima è più mite. Procedendo verso N, la taiga lascia spazio alla prateria artica, la tundra, costituita da bassi arbusti, muschio e licheni. Il più grande mammifero che abita le foreste finlandesi è l'orso bruno; altri esponenti tipici della fauna locale sono l'alce, la volpe, la lince e il porcospino. Le renne vengono allevate nella zona settentrionale del paese, popolata anche da molti castori. In Finlandia si possono trovare più di 300 specie diverse di uccelli, tra cui fagiani di monte, gru e falchi pescatori. Il fringuello e l'usignolo sono le specie più diffuse nelle foreste. Nonostante un aspetto incontaminato, la grande estensione dei boschi e la presenza di laghi e fiumi che lascia immaginare un'idilliaca situazione ambientale, lo sviluppo industriale del Paese ha comportato una notevole crescita dei livelli d'inquinamento. Innanzitutto l'impatto delle cartiere sull'ambiente è molto forte, e contribuisce alla contaminazione delle acque interne di laghi e fiumi, considerate tra le più inquinate di tutta l'Unione Europea. Inoltre la profonda dipendenza dell'economia dalla produzione di legname lascia prevedere che ampie porzioni della zona boschiva siano destinate in breve tempo alla deforestazione. Nonostante l'intensità dello sfruttamento boschivo, in Finlandia sono allestite ampie aree in cui il patrimonio forestale viene salvaguardato e protetto, le leggi sulla caccia tutelano la fauna, le analisi delle acque, dell'aria e dei terreni si susseguono per monitorare al meglio le condizioni ecologiche dell'ambiente. Notevole è la presenza sul territorio di parchi nazionali, riserve e aree protette (15,1%). In Finlandia esistono 37 parchi nazionali, di cui il più grande è Lammenjoki, in Lapponia. Sempre in Lapponia si trovano anche i Parchi di Pallas-Ounastunturi e Urho Kekkonen. Nel sud del Paese i parchi Koli e Patvinsuo offrono foreste e laghi incontaminati, torbiere e fiumi abitati dai castori. In alcuni parchi marini sono ospitate le foche grigie e altre specie ormai rare o minacciate di estinzione. Esiste anche un'area, suddivisa tra Svezia e Finlandia, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO è costituita dalla Höga kusten (costa svedese che si affaccia sul Golfo di Botnia) e dall'Arcipelago Kvarken Finlandese (2000).

Economia: generalità

Nonostante l'ambiente naturale poco favorevole e la posizione geografica piuttosto emarginata rispetto al resto dell'Europa, la Finlandia presenta un quadro economico molto avanzato. Lo sviluppo industriale è avvenuto interamente nel corso del secolo appena trascorso, in particolare nel secondo dopoguerra, in quanto le complesse vicende storiche dei periodi precedenti, nei quali il Paese era stato terra di conquista da parte di svedesi e russi, non avevano permesso di procedere a una complessiva organizzazione dell'economia e dei commerci. Dopo l'indipendenza i finlandesi hanno potuto dimostrare la straordinaria capacità di sfruttare al massimo le limitate ricchezze naturali di cui il Paese dispone. La vivacissima dinamica industriale postbellica ha interessato soprattutto i settori del legno e metalmeccanico, che negli anni Ottanta, epoca di grande movimento di prodotti e capitali, hanno fatto registrare i maggiori successi. La recessione degli anni Novanta ha assestato un colpo violento alle fortune economiche finlandesi. Inoltre il crollo del blocco comunista e la disgregazione dello storico partner sovietico hanno causato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro (con il tasso di disoccupazione passato rapidamente dal 3 al 20%) e un sensibile aumento del deficit. L'intervento governativo ha avuto un ruolo fondamentale nel miglioramento di questa situazione, con l'applicazione di forti tagli alla spesa pubblica, investimenti nella ricerca tecnologica e sostegni allo sviluppo delle imprese private. Inoltre l'ingresso dello Stato nell'Unione Europea, avvenuto nel 1995, ha permesso al Paese di ricevere sussidi dall'Unione e di stringere nuove relazioni commerciali. La capacità di ripresa è stata così rapida che già nel 1999 la Finlandia presentava i requisiti richiesti per l'adozione della moneta unica. Nel 2008 il Paese ha fatto registrare un PIL di 273.980 ml $ USA, ripartito tra il 3% del settore primario, il 31,6% del secondario e il 53,7% del terziario, e l'inflazione si è assestata intorno al 3,9% (2008). Si trova inoltre ai primi posti delle classifiche riguardo alla qualità della vita e alla competitività internazionale.

Economia: agricoltura, allevamento e foreste

L'agricoltura, che interessa una piccola parte della superficie territoriale (meno dell'8% del totale del territorio è occupato da campi e pascoli) e della popolazione attiva, cerca di supplire con l'elevata meccanizzazione e la razionalizzazione delle colture alle evidenti difficoltà climatiche. Lo sviluppo del settore è in parte frenato dalla prevalenza di aziende di limitata estensione. Nonostante ciò il Paese ha conseguito l'autosufficienza per quel che riguarda i prodotti agricoli, almeno per quelli di base. Le aree produttive nordiche, anche oltre il Circolo Polare Artico, sono coltivate a orzo (esteso su ca. un quarto dell'arativo) e a patate; a latitudini inferiori si trovano l'avena, utilizzata largamente per l'alimentazione del bestiame, e il frumento; in progresso è la produzione della barbabietola da zucchero, che occupa i terreni migliori. Molto curato è anche l'allevamento del bestiame, in special modo di quello bovino, che produce quantitativi percentualmente altissimi di latte, burro e formaggi, e di quello suino. In Lapponia hanno particolare importanza le renne, per il pascolo e il mantenimento delle quali gli allevatori lapponi sono garantiti da leggi particolari. Anche l'allevamento di animali da pelliccia riveste una certa importanza. Una ulteriore risorsa è rappresentata dalla pesca, sia di mare sia lacustre; prevale nel pescato l'aringa del Baltico, mentre minori sono i quantitativi di trote e salmone. La Finlandia ha ricchissime risorse forestali, che si estendono su gran parte del territorio (in proporzione è lo Stato europeo che possiede la più ampia superficie boschiva) che alimentano anche una fiorente industria della cellulosa e della carta. Tra le specie prevale il Pinus silvestris, che serve soprattutto per il legno da taglio e da segheria; seguono l'abete rosso, che trova impiego nell'industria della carta, e la betulla, utilizzata per i compensati.

Economia: risorse minerarie e industria

Varie sono le risorse del sottosuolo e taluni minerali sono relativamente abbondanti; in primo luogo le piriti di ferro e di rame, poi zolfo, piombo, nichel, oro, argento, titanio, vanadio, cobalto, mercurio, amianto. La Finlandia è uno dei primi produttori europei di cromite e zinco. Grave è però l'insufficienza di fonti energetiche per la sempre maggior richiesta di energia da parte dell'industria: la produzione elettrica è solo per meno di un quarto di origine idrica; ben quattro quinti della domanda deve essere soddisfatta attraverso l'importazione, che avviene principalmente dall'ex Unione Sovietica. L'attività industriale ha ricevuto un impulso veramente rimarchevole solo a partire dal secondo dopoguerra; dapprima si sono sviluppate le industrie connesse con l'utilizzazione del legname, quindi soprattutto i settori metallurgico e meccanico, benché facciano uso di materie prime in gran parte d'importazione. L'industria più importante rimane quella del legno, favorita dall'abbondanza delle acque che, oltre a facilitare il trasporto dei tronchi (la Finlandia possiede una rete di ca. 40.000 km di corsi d'acqua adatti alla fluitazione), alimentano le numerosissime segherie. Particolare prodotto è il compensato, di cui la Finlandia è il massimo esportatore mondiale; notevole sviluppo presenta anche la fabbricazione delle case di legno. Parimenti prospera l'altra grande branca relativa allo sfruttamento delle risorse forestali, quella della pasta di legno, della cellulosa e della carta. Considerevoli sono le produzioni dell'industria siderurgica (ghisa e acciaio), metallurgica (che lavora alluminio, rame, piombo, zinco ecc.) e meccanica (cantieri navali, impianti per la produzione di carta, fabbriche di motori e di materiale ferroviario, impianti petroliferi ecc.). Ben rappresentate sono anche le industrie tessili (specie il cotonificio, con materia prima d'importazione, e il lanificio), quelle chimiche (acido solforico, soda caustica, acido nitrico, fibre tessili artificiali ecc.) e petrolchimiche. Notevole lo sviluppo di attività industriali in vari altri settori, dall'alimentare (zuccherifici, complessi molitori, caseifici) ai birrifici e alle manifatture dei tabacchi, dai cementifici alle fabbriche di pneumatici, del cuoio ecc.; buoni contributi all'esportazione danno infine l'industria del vetro e quella delle porcellane. Di elevato livello tecnologico sono i settori dell'elettronica e, ancor più, delle telecomunicazioni (la Nokia, nata nel sec. XIX per lo sfruttamento delle foreste, è ai primi posti al mondo per la telefonia mobile).

Economia: servizi

Per le comunicazioni e i trasporti sono largamente utilizzate le vie d'acqua interne; laghi e fiumi, unitamente a numerosi canali, tra cui il canale Saimaa, che raccorda l'omonimo lago con il golfo di Finlandia, formano una rete navigabile di oltre 6000 km. Sviluppate rispetto all'entità della popolazione sono le reti ferroviaria e stradale, che collegano il Paese con la Svezia e la Russia; le linee si svolgono principalmente in senso meridiano, mentre meno sviluppati sono i raccordi tra E e W. Date le distanze, funzione importante hanno i servizi aerei, assicurati da varie società, tra cui la Finnair, compagnia di bandiera, e la SAS (Scandinavian Airlines System); gli aeroporti di maggior traffico sono quelli di Helsinki, Oulu, Vaasa, Turku e Kuopio. Sono i porti però, in specie Helsinki e Kotka, i punti nodali delle comunicazioni del Paese (benché d'inverno si debba spesso ricorrere ai rompighiaccio), fulcri di quegli scambi internazionali che sono alla base dell'economia finlandese. Soddisfacente la bilancia commerciale: alle esportazioni del legname e dei suoi derivati, si aggiungono i macchinari, navigli e altri mezzi di trasporto, tessuti e generi d'abbigliamento, prodotti chimici, ferro, acciai speciali e minerali non ferrosi. S'importano, invece, in prevalenza combustibili, materie prime d'interesse industriale, macchinari, manufatti vari. Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, il crollo dei regimi comunisti dell'Europa dell'Est e la stessa disgregazione dell'URSS hanno avuto ripercussioni negative sul commercio della Finlandia, che intratteneva con questi Paesi intensi scambi, provocando una caduta delle esportazioni, un aumento notevolissimo del tasso di disoccupazione e del deficit pubblico. Tutto ciò ha accelerato l'avvicinamento della Finlandia alla UE, all'interno della quale il Paese ha potuto trovare nuove possibilità commerciali. I Paesi dell'Unione Europea, infatti, contribuiscono per circa la metà delle esportazioni della Finlandia e per oltre la metà delle importazioni: la Germania, la Svezia e gli altri Paesi dell'Unione Europea (oltre agli Stati Uniti) sono i principali partner commerciali, anche se la Finlandia conserva ottime relazioni commerciali con i Paesi baltici e la Russia. Posta, infatti, in una particolare situazione geopolitica, al margine tra l'Europa occidentale. e la ex area socialista, la Finlandia ha impostato un programma economico volto a trarre vantaggio dalla sua posizione di complementarità con i Paesi dell'Europa orientale (da cui riceve materie prime), cercando di privilegiare questo mercato con cui è strutturalmente connessa più che con qualsiasi Paese occidentale, pur tuttavia senza trascurare la vasta area dell'Europa occidentale. Il turismo, ben organizzato e dotato di ottime infrastrutture, è in crescita soprattutto in Lapponia, anche per gli sport invernali, nella zona dei laghi e nelle isole Åland. I visitatori, provenienti soprattutto da Germania, Svezia, Russia, Stati Uniti e Regno Unito, nel 2002 sono stati 2.875.000.

Storia: dalle origini all'istituzione della Repubblica

Anticamente abitata dai Lapponi, e poi dai Finni, intorno al 1157 la Finlandia fu invasa dal re svedese Erik IX il Santo che cercò di diffondervi il cristianesimo. L'invasione svedese suscitò l'immediata ostilità russa e solo nel 1323 Svezia e Russia definirono i loro confini con il Trattato di Nöteborg. Nel sec. XVI due fatti ebbero un grande peso nella vita finlandese: la decisione del vescovo di Åbo, Mikael Agricola, di celebrare la messa in finnico, favorendo la conoscenza dei libri sacri e stimolando così la letteratura, e la diffusione del protestantesimo, che ebbe l'avvio con Gustavo Vaga. Nel 1581 la Finlandia, eretta a granducato, fu a lungo contesa tra Svezia, Polonia, Russia e Danimarca; nel 1617 Russia e Svezia conclusero la Pace di Stolbovo per il quale la Russia cedeva una parte dei territori. La dominazione svedese fu particolarmente pesante sotto Gustavo II Adolfo (1611-32), che esercitò forti pressioni anche sugli ambienti culturali finlandesi affinché la lingua svedese divenisse quella predominante. Carlo XI (1660-97), invece, approvò la formazione di una borghesia agraria nazionale. Dopo l'invasione russa degli inizi del sec. XVIII, con la Pace di Nystad (1721) e con la Pace di Åbo (1743) i territori orientali della Finlandia passarono alla Russia e il 17 settembre 1809, con la Pace di Hamina, l'annessione fu completata. I regni di Alessandro I e di Nicola I furono caratterizzati da una politica autoritaria nei confronti della Finlandia e dal tentativo di sostituire la lingua, la cultura e i costumi russi a quelli finnici e svedesi. Nel 1863 Alessandro II concesse la riconvocazione della Dieta finlandese: il suo successore, Alessandro III, però, si trovò a dover affrontare i movimenti panslavisti e autonomisti che la riconvocazione della Dieta aveva suscitato. Il 15 febbraio 1899 Nicola II revocò la Dieta; successivamente anche l'esercito (1901) e la Costituzione (1903) finlandesi furono aboliti. Nel 1904 i nazionalisti uccisero in un attentato i capi della reazione per cui il 20 luglio 1906 Nicola II dovette rinunciare alla sua politica repressiva e convocare una Dieta straordinaria che, l'anno successivo, approvò la riforma elettorale, introducendo il sistema proporzionale e il suffragio universale. Nelle elezioni del marzo 1907 il Partito socialdemocratico ottenne il 40% dei suffragi. Nel 1910, per timore del propagarsi delle idee separatiste e l'acuirsi delle istanze sociali, la Dieta fu di nuovo sciolta e allo scoppio della prima guerra mondiale (1914) la Russia abolì completamente l'autonomia finlandese e annunciò l'annessione della Finlandia. La Rivoluzione russa costituì però un forte stimolo per i movimenti separatisti e il 6 dicembre 1917 la Dieta proclamò la Repubblica indipendente di Finlandia . La presenza all'interno del Paese di un forte e organizzato partito marxista determinò una crescente tensione che culminò nella guerra civile dell'inverno 1918: i bolscevichi furono aspramente repressi dalle forze bianche del generale Mannerheim, coadiuvato da un corpo militare del generale tedesco Rüdiger von der Goltz. Nel 1919 fu eletto il primo presidente della Repubblica, K. J. Ståhlberg.

Storia: l'età contemporanea

Allo scoppio della seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica chiese alla Finlandia una rettifica del confine in Carelia e la concessione di basi militari sulla costa meridionale finnica. Al rifiuto del 30 novembre 1939 i Sovietici risposero con l'invasione della Finlandia che con dieci divisioni comandate da Mannerheim contrastò valorosamente le truppe nemiche, ma il 2 marzo 1940 cadde la strategica fortezza di Viipuri (Vyborg) e le due nazioni belligeranti accolsero la mediazione degli Stati Scandinavi che portò alla Pace di Mosca del 12 marzo 1940. Come conseguenza di questi accordi fu stabilita una linea di frontiera corrispondente all'incirca a quella stabilita nel 1721 col Trattato di Nystad. Il clima di acceso malcontento che si determinò in Finlandia nel periodo successivo alla Pace di Mosca fu accentuato dalla presenza nel Paese di ca. 400.000 profughi, in grande maggioranza privi di occupazione, provenienti dai territori ceduti all'URSS. Prevalsero così in Finlandia posizioni politiche sempre più apertamente favorevoli a perseguire una politica di intesa con la Germania in funzione antisovietica e, quando i nazisti attaccarono l'Unione Sovietica, ebbero al loro fianco una Finlandia desiderosa di rivincite che parvero a portata di mano nel clima creato dai fulminei successi militari tedeschi. Un elemento che giocò a favore delle forze finlandesi fu l'impegno con cui i Sovietici dovettero battersi sul fronte tedesco, che li portò a sguarnire le linee che fronteggiavano le divisioni finlandesi. Quando vennero però a mutare gli iniziali equilibri delle forze che partecipavano alla seconda guerra mondiale e quando si delineò il contrattacco sovietico contro i Tedeschi, la Finlandia si vide sempre più isolata e sottoposta a un'accresciuta pressione militare. Mentre all'interno del Paese riprendevano vigore e credibilità le posizioni neutraliste, fu firmato a Mosca nel settembre 1944 un armistizio che in pratica confermava i termini degli accordi del 1940. In più la Finlandia fu gravata di un debito di 300 ml $ USA a favore dell'URSS. Questo trattato fu opera di Mannerheim (divenuto presidente della Repubblica nello stesso settembre 1944) e di Paasikivi, premessa alla dichiarazione di guerra alla Germania del marzo 1945. In questo stesso mese si svolsero nuove elezioni che videro l'affermazione delle forze di sinistra e che facilitarono le successive tappe della distensione con l'URSS. Nel 1946 Paasikivi succedette a Mannerheim nella carica di presidente della Repubblica e l'anno successivo la Pace di Parigi non apportò mutamenti ai precedenti accordi tra Finlandia e URSS; nel 1948 Stalin e Paasikivi conclusero un patto d'amicizia, cooperazione e assistenza. Il principale frutto della politica di Paasikivi fu la restituzione da parte dell'URSS, avvenuta nel 1955, del territorio di Porkkala, una zona vicina a Helsinki ceduta nel 1947 per cinquant'anni ai Sovietici che vi rinunciarono prima della scadenza dei termini previsti. Nel 1956 a Paasikivi succedette un altro uomo politico a tendenza neutralista: U. Kekkonen, confermato alle successive scadenze (1962, 1968, 1974, 1978). Negli anni Sessanta la Finlandia in politica estera rinsaldò le basi del proprio neutralismo, mentre all'interno giunse nel 1966 alla formazione di un governo a direzione socialdemocratica con l'appoggio comunista. Nel 1973 la Finlandia firmò un accordo con la CEE analogo a quello che la legava al COMECON. Dal 1975 il Paese è stato governato da coalizioni, con o senza la partecipazione del Partito comunista. Nel 1981 Kekkonen si dimetteva dalla presidenza della Repubblica; nuovo presidente diveniva nel gennaio 1982 Mauno Koivisto del Partito socialdemocratico. Dopo la scissione del Partito comunista (agosto 1985), diviso fin dal 1968 tra una corrente eurocomunista maggioritaria e una minoritaria stalinista, le elezioni del marzo 1987 segnavano la flessione dei suoi consensi e la sconfitta del governo socialdemocratico. Forti progressi riscuoteva il Partito conservatore, che ritornava così a impegni ministeriali dopo ventotto anni, ottenendo, per la prima volta dal 1945, la guida del Paese. Alle elezioni del febbraio 1988 Koivisto veniva rieletto presidente della Repubblica, con un'ampia maggioranza di voti, a conferma della sua capacità di garantire libertà di scelte interne ed esterne al Paese. Infatti, pur avendo rinnovato nel 1983 il patto d'amicizia, cooperazione e assistenza con l'URSS del 1948, nel quadro della distensione internazionale la Finlandia si sentiva libera, ancor prima del crollo dei regimi comunisti dell'Est europeo culminato, nel 1991, nella disgregazione della stessa Unione Sovietica, di assumere scelte proprie, esemplificate dall'adesione in qualità di membro effettivo all'EFTA (1986), a cui era associata sin dal 1961, e al Consiglio d'Europa (maggio 1989). A seguito delle elezioni legislative del marzo 1991 veniva formato un governo di coalizione non comprendente alcun partito della sinistra, guidato da M. Esko Aho, leader del Partito di centro. Nel 1994 si tenevano le prime elezioni con designazione diretta del presidente, vinte dal socialdemocratico Martti Ahtisaari. Il Paese il primo gennaio 1995 aderiva all'Unione Europea. Nello stesso anno Paavo Lipponen, leader socialdemocratico formava un nuovo governo che proseguiva la linea di austerità già intrapresa dal precedente, e riotteneva il sostegno popolare alle consultazioni del 1999. Nell'anno successivo, veniva per la prima volta eletta alla carica di capo dello Stato una donna, Tarja Halonen, anch'essa esponente del Partito socialdemocratico. Nel 2003 Anneli Jaatteenmaki del Partito di centro veniva eletta a capo dell'esecutivo, ma poco dopo era costretta a dimettersi in seguito ad accuse per i metodi utilizzati in campagna elettorale. Le succedeva Matti Vanhanen, dello stesso schieramento. Nel gennaio 2006 si svolgevano le elezioni presidenziali, vinte nuovamente da T. Halonen. Nel marzo 2007 si sono svolte le elezioni legislative che hanno assegnato al KESK, partito di area centrista del primo ministro Matti Vanhanen la vittoria con il 23,1% dei voti, superando di misura le due altre principali formazioni del paese: i conservatori della Coalizione nazionale con il , il 22,3% e il Partito socialdemocratico con il 21,4%. Nel 2008 ex presidente Martti Ahtisaari riceveva il premio Nobel per la pace. Nel giugno del 2010 Mari Kiviniemi, già leader del Partito di centro, veniva eletta capo del governo. Alle elezioni legislative dell'aprile del 2011 il partito della premier uscente perdeva consensi (15,8%), mentre il partito conservatore, Coalizione nazionale, era il più votato (20,4%); seguivano il Partito socialdemocratico (19,1%) e il partito di ultradestra, Veri Finlandesi (19%). Nel gennaio del 2012 l'ex ministro delle finanze, il conservatore Sauli Niinistö, vinceva le elezioni presidenziali con il 62,7% dei voti, sconfiggendo al ballottaggio il liberale Pekka Haavisto. Nell'aprile del 2015 si svolgevano le elezioni politiche vinte Partito di Centro Finlandese con 49 seggi; Juha Sipilä diventava primo ministro.

Cultura: generalità

Le vicende culturali della Finlandia sono influenzate principalmente da due tipi di fattori: quelli climatici e quelli storici. Dal punto di vista storico pesa sicuramente la recente indipendenza del Paese, e il fatto che prima del 1917 esso sia sempre stato sotto il controllo dei due potenti confinanti Svezia e Russia. D'altra parte anche le manifestazioni estreme del clima in queste zone non hanno potuto non ripercuotersi sulle tendenze artistiche e culturali del paese, in campo sia letterario, sia delle arti figurative, sia più generalmente nel folclore. La dominazione danese, subita a partire dal 1157, ha contribuito alla diffusione del cristianesimo e dello stile gotico in architettura (che si alterna al più sobrio aspetto delle chiese in legno, speso dipinte e ornate all'interno di sculture anch'esse lignee, presenti nei villaggi più isolati e lungo le coste), nonché a un egemonia delle lingue svedese e latina a discapito della lingua finlandese. Non a caso infatti, bisogna aspettare l'avvento della Riforma (il sovrano svedese Gustavo Vasa si convertì al luteranesimo nel 1527) per avere le prime testimonianze scritte della lingua locale, che fino a quel momento era stata esclusivamente orale. Tuttavia, a parte rare eccezioni, tutte le manifestazioni letterarie antecedenti la fine della dominazione svedese, sono nella lingua dell'occupante. Nel XIX sec. nascono nel Paese i primi sentimenti di autodeterminazione, anche se politicamente non avviene che un passaggio dal predominio svedese a quello russo. In questo clima di rivalsa nazionale, si colloca l'opera di Lönnrot, che con la stesura del Kalevala, sorta di poema epico nazionale nato dalla raccolta di racconti orali e leggende tradizionali provenienti da tutto il Paese, costituisce una sorta di Omero finnico. Il Kalevala verrà musicato prima della fine del XIX sec. da Jan Sibelius, il più famoso artista finlandese in ambito musicale. Anche dal punto di vista architettonico le successive dominazioni influenzano le realizzazioni artistiche della Finlandia. Con l'arrivo dei russi si diffonde lo stile ortodosso, con influssi decorativi bizantini o art nouveau, che richiama l'architettura dei grandi palazzi e delle cattedrali edificate in Russia e nell'Europa orientale. Bisogna aspettare il Novecento per avere le manifestazioni più indipendenti dell'arte finlandese, sia in architettura con le opere di Alvar Aalto e di Eliel Saarinen, sia in letteratura, con varie opere e narratori che costituiscono una chiara espressione del genio locale. Tra i “prodotti” tradizionali finlandesi esportati con grande successo nel mondo è d'obbligo menzionare i vari sport invernali (primo tra tutti lo sci di fondo); gli oggetti di design, specie nel campo dei manufatti in cristallo e porcellana, i prodotti in legno, i mobili; la sauna. In Finlandia l'origine dell'istruzione è tradizionalmente legata alla chiesa luterana e attualmente il Paese, con il 99% dell'alfabetizzazione, un sistema scolastico molto avanzato e un altissimo consumo pro capite di quotidiani e libri, è considerato tra i più “colti” del mondo. La più antica università è quella di Helsinki, fondata nel 1640. Tra i più moderni centri, Espoo (1908) e Oulu (1959) godono di fama internazionale per la ricerca in campo scientifico e tecnologico. In Finlandia si trovano anche sei siti importanti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO tra i quali la Fortezza di Suomenlinna (1991), l'antica città di Rauma (1991), la settecentesca chiesa Petäjävesi (1994) e il mulino in legno di Verla (1996).

Cultura: tradizioni

Paese capace di innovazioni che incidono profondamente nel costume della società, con soluzioni contraddittorie ma di rilevante modernità, la Finlandia conserva parimenti numerose sopravvivenze dell'antica cultura popolare, espressione di un arcaico e solenne mondo contadino arricchita da elementi provenienti dalle vicine popolazioni indeuropee, germaniche, baltiche e slave. Spicca in tale patrimonio il vasto repertorio dei canti tradizionali e delle danze popolari (stigare, tantoli, kinkkaliepakko, räisälä sappo), accompagnate dal kantele, un flauto di corteccia di salice o da un violino a tre corde (jouhi-kantele). Notevole è il patrimonio narrativo, che comprende fiabe, proverbi, indovinelli, leggende e soprattutto i runos, canti epici tradizionali molti dei quali sono stati raccolti nel Kalevala di Lönnrot. Alla rigidità del clima e alla severità dell'ambiente naturale si ricollegano anche la predilezione per le prove atletiche che richiedono prestanza fisica, come le lunghe marce a piedi o con gli sci (la Finlandia è la patria dello sci di fondo), e il sentimento profondo della natura che anima il rito nazionale della sauna, compiuto almeno una volta alla settimana in piccole cabine collegate agli appartamenti, presso strutture pubbliche o, tradizionalmente, entro un apposito capanno (mokki), solitamente collocato sulle rive di uno dei numerosi laghi, nei quali immergersi dopo la sauna, per un'abluzione tonificante. L'edificio della sauna è parte integrante del complesso che forma la tradizionale casa rurale (pörte), composta di vari edifici in legno con tetto a due spioventi, pianta rettangolare e immancabili cornici bianche alle finestre. Nel calendario annuale, che ha subito (come gli abiti regionali) l'influenza svedese, il Natale e il solstizio d'estate sono le ricorrenze più sentite, celebrate con canti e danze, pranzi e libagioni. Fuochi e falò si accendono nella festa di san Giovanni e a Pasqua. I lapponi sono contraddistinti da costumi autonomi, conservati intatti anche nelle fasce di più aggressiva urbanizzazione. Tra gli aspetti culturali e folclorici di questa popolazione si ricordano la tradizionale religione sciamanica, le cui cerimonie sono accompagnate dal suono rituale del tamburo; le lavvu, tipiche abitazioni costituite da uno scheletro di legno di betulla ricoperto da pelli di renna o di lana intessute; i numerosi oggetti dell'artigianato locale (duodji), tra cui coltelli, gioielli d'argento, pullover e cappelli di lana; cibi quali carne di renna essiccata, aringhe, salmone e marmellate. Tra le più importanti città lapponi è Rovaniemi, posta sul Circolo Polare Artico e conosciuta dai bambini di tutto il mondo per essere il luogo dove si trova la casa di Babbo Natale (Santa Claus). Molto diffuse sono le lavorazioni artigianali del legno, del metallo e dei tappeti. Gli studi di folclore hanno in Finlandia una tradizione illustre: oltre al già citato E. Lönnrot, si segnalano J. e K. Krohn e A. Aarne. A Helsinki il Museo Nazionale raccoglie, con cimeli storici, un vasto materiale di interesse etnografico; un museo folcloristico all'aperto è nell'isoletta di Seurasaari. § La cucina, ricca di piatti a base di pesce, sia di mare sia d'acqua dolce (come il kalakukko, vero piatto nazionale consistente in un pasticcio di pesce e di carne, e il siika, salmone crudo e leggermente salato), comprende altre pietanze tipiche come il talkkuna (pappa di cereali non cotti inzuppati nel latte cagliato), il karjalan (misto di carni), la poronkieltä (lingua di renna con salsa di limone) e altri piatti a base di cacciagione. Si fa largo consumo di aringhe, di funghi, di verdure e legumi (nella breve estate), di dolci, marmellate e conserve fatte in casa. Il latte cagliato e la birra di malto sono le bevande più diffuse; seguono il sidro, il Prunus artico (una specie di ginepro), il mesimarja e il lakka, liquori estratti da lamponi, more e mirtilli.

Cultura: letteratura

I più antichi testi risalgono al periodo della Riforma e sono opera del vescovo protestante Mikael Agricola (1510-57), che redasse un Abbecedario (1543) e una traduzione del Nuovo Testamento (1548). Per il resto del Cinquecento, del Seicento e del Settecento le uniche espressioni letterarie sono scritti di carattere religioso e didattico, privi di ogni pretesa artistica. Soltanto nei primi decenni dell'Ottocento, con la fine della dominazione svedese (1809) e il passaggio della Finlandia sotto il governo zarista, in quel clima romantico che favorì il risveglio delle coscienze nazionali e il recupero del patrimonio del passato, Elias Lönnrot (1802-84) raccolse in un'opera sistematica quella poesia popolare, ricca di leggende mitiche e magiche, che si tramandava oralmente da secoli. Nacque il Kalevala, l'epopea nazionale finnica, che aprì la strada alle successive ricerche del patrimonio popolare. La lettura del Kalevala stimolò il primo grande scrittore finnico, Alexis Kivi (1834-72), autore del romanzo I sette fratelli, rappresentazione popolaresca di epico respiro, in cui si nota una sensibilità per i problemi etici che è caratteristica peculiare di questa letteratura. Negli anni tra il 1870 e il 1880 si sviluppò una narrativa realista che ebbe come principali esponenti Minna Canth (1844-97), autrice di drammi di denuncia sociale e anche nella vita pratica animatrice della campagna femminista per la parificazione dei diritti della donna; e Juhani Aho (1861-1921), la cui narrativa, sotto l'influsso dei francesi (Maupassant, Daudet, Bourget) si arricchì di sfumature psicologiche ed erotiche. Scrittore realista, profondamente cristiano, fu anche Arvid Järnefelt (1861-1932), che rifacendosi alle idee umanitarie di Tolstoj predicò una rivoluzione sociale incruenta. Tematiche populiste svilupparono Kauppis-Heikki (1862-1920), che con arguto umorismo caratterizzò situazioni e personaggi della regione del Savo, Teuvo Pakkala (1862-1925) che descrisse il povero ambiente della periferia di Oulu, Santeri Alkio (1862-1930) che affrontò problemi sociali legati all'ambiente contadino. Un'indagine prevalentemente storica condusse invece Santeri Ivalo (1866-1937) nei suoi numerosi romanzi e racconti. Intorno al 1895 si delineò un neoromanticismo che si espresse originalmente nella lirica di Eino Leino (1878-1926). I suoi Versi di halka (halka sono i falò che si accendono in primavera per festeggiare l'arrivo della nuova stagione) cantano un mondo eroico e magico nel quale sembra rivivere lo spirito del Kalevala.. A Leino si affiancarono i poeti Larin Kyösti (1873-1948), autore di liriche popolareggianti di semplice musicalità; Otto Manninen (1872-1950), lirico di raffinata ed ermetica sensibilità, il classicheggiante e cerebrale Veikko Antero Koskenniemi (1885-1962), che fu anche apprezzato saggista. La narrativa neoromantica ebbe il suo più valido rappresentante in Johannes Linnankoski (1869-1913), che nei romanzi Il canto del fiore rosso e I fuggiaschi diede una vigorosa rappresentazione, in chiave psicologica, delle condizioni del popolo finlandese. Al periodo di transizione fra il neoromanticismo e un nuovo realismo, che si affermò pienamente solo dopo l'indipendenza nazionale (1917) e l'affrancamento dalla russificazione della cultura, appartennero il romanziere Volter Kilpi (1874-1939), che da un estetismo neoromantico ispirato da Nietzsche passò a una realistica descrizione della vita e degli abitanti della sua terra; Joel Lehtonen (1881-1934) che seguì una evoluzione analoga a quella di Kilpi e nel romanzo Putkinotko diede un'epica e anticonformistica rappresentazione del contadino finlandese, contrabbandiere e distillatore d'acquavite; Ilmari Kianto (1874-1970) che nel romanzo Giuseppe lo straccione (1924) presentò quel singolare tipo di proletariato, rappresentato da contadini-boscaioli, che vive di espedienti nelle sterminate lande della Finlandia. Accanto a essi, tre scrittrici: Maila Talvio (1871-1952), con romanzi imperniati sul conflitto tra peccato e innocenza, sensualità e purezza o dedicati alla condizione del proletariato e all'ambiente della media borghesia; Maria Jotuni (1880-1943), scrittrice soprattutto di novelle nelle quali fonde il comico al tragico; Aino Kallas (1878-1956), autrice intellettuale, che con eleganza ricercata trattò soggetti tratti dalla storia e dal folclore dell'Estonia. La nuova generazione si raccolse attorno alla rivista Tulenkantajat (Portatori di fuoco), portavoce delle correnti letterarie che vanno sotto l'etichetta comune di “modernismo”. Interpreti di questo clima spirituale furono, tra i poeti, Uuno Kailas (1901-33), uno dei più grandi poeti finlandesi, autore di liriche metafisiche, di insistente e disperata confessione dell'angoscia esistenziale; Katri Vala (1901-44), morta in sanatorio come Kailas e come lui sensibile interprete del sentimento tragico della vita; Aaro Hellaakoski (1893-1952), che sperimentò forme e contenuti innovatori nella denuncia delle convenzioni sociali e dell'ipocrita mentalità borghese. Si ricordano inoltre le poetesse Elina Vaara (1903-80), Saima Harmaja (1913-37), Helvi Hämäläinen (1907-98), autrice anche di romanzi di denuncia sociale; il folclorista Martti Haavio (1899-1966), noto come lirico con lo pseudonimo di P. Mustapää, Yrjö Jylhä (1903-56), Kaarlo Sarkia (1902-45). Nella narrativa emersero Frans Eemil Sillanpää (1888-1964), premio Nobel nel 1939, autore di romanzi e novelle nei quali la vita umana si compenetra con quella della natura; Mika Waltari (1908-79), che ottenne risonanza mondiale con una serie di romanzi storici a sfondo esotico. Romanzi ispirati alle condizioni di vita del proletariato urbano e rurale scrissero Toivo Pekkanen (1902-57), Unto Seppänen (1904-55), Martti Merenmaa (1896), Pentti Haanpää (1905-55). Nel teatro si fecero notare la fantasia scenica e l'intellettualismo di Lauri Haarla (1890-1944), il gusto per la descrizione d'ambienti salottieri e cittadini di Erkki Kivijärvi (1882-1942), la satira politica di Ilmari Turja (1901-98). Drammi scrissero anche narratori come Unto Seppänen, Toivo Pekkanen e l'eclettico Mika Waltari. A partire dagli anni Cinquanta si assiste a un radicale mutamento nella lirica, ad opera di poeti come Helvi Juvonen (1919-59), Eeva Liisa Manner (1921-1995) e soprattutto Paavo Haavikko (n. 1931), il cui virtuosismo stilistico e sperimentale gli ha permesso di conquistare la posizione di un classico del modernismo finnico. Con Pentti Saarikoski (1937-83), enfant terrible della letteratura finnica, dotato traduttore di classici antichi e moderni e audace sperimentatore formale, l'impegno politico fa irruzione anche nella lirica. La forza eversiva della raccolta Che succede realmente? (1962) è intesa a spezzare i modi e i rapporti consueti della cultura tradizionale, instaurando una tendenza che sarà seguita da Väinö Kirstinä (n. 1936), Jyrki Pellinen (n. 1940) e Pentti Saaritsa (n. 1941) mentre Juani Peltonen (1941-98) si avvicina al modello romantico-fantastico. Da ricordare sono pure Gaj Westerberg (n. 1946) e Tommy Tabermann (n. 1947). Il ripensamento della storia alla luce della nuova posizione geopolitica, la guerra e le nuove condizioni sociali furono i temi dominanti della prosa degli anni Cinquanta, in cui occupò una posizione preminente Väinö Linna (1920-92) col romanzo Milite ignoto (1949), che condivise lo stile epico-realistico di Paavo Rintala(1930-99) e di Eeva Joenpelto (n. 1921), acuta osservatrice della società nel primo periodo dell'autonomia nazionale. Nel decennio successivo si consolidò anche il filone della letteratura operaia nato nel dopoguerra: le vicende si collettivizzarono, il linguaggio si colorò di espressioni colloquiali, i rapporti tra gli uomini, condizionati dalle necessità quotidiane e dalle ragioni del potere, vennero svelati nella loro durezza dalle opere di Alpo Ruuth (n. 1943), Lassi Sinkkonen (1937-76) e soprattutto Hannu Salama (n. 1936), che per il romanzo La danza di mezza estate (1964) venne processato per blasfemia. Se la crisi della classe media, già presente nelle opere di Eila Pennanen (1916-94), trovò validi interpreti in Kerttu-Kaarina Suosalmi (n. 1921), Antti Tuuri (n. 1944) o Eeva Kilpi (n. 1928), autrice tra l'altro di Il periodo della Guerra d'Inverno (1989), non perse interesse il filone narrativo più tradizionale, quello legato alla terra e alla vita contadina. La fuga dalle campagne, l'ambivalenza dei sentimenti, tra nostalgia e rifiuto, verso il passato, sono presenti nei sei volumi de I campi fioriscono (1971-89) di Eino Säisä (1935-1988), e nella vasta opera autobiografica di Kalle Päätalo (1919-2000). Al di fuori di un preciso orientamento sono da ricordare alcuni degli scrittori più originali della nuova generazione, come Timo Mukka (1944-73) o Daniel Katz (n. 1938). Particolarmente originali le opere di Arto Paasilinna, caratterizzate da vicende esilaranti spesso ambientate nella natura nordica. In decisa rottura con la tradizione epico-realistica si pose Morte di un personaggio di romanzo (1985) di Matti Pulkkinen (n. 1944), uno dei libri più discussi del decennio a causa della complessa tecnica compositiva a collage e della oscura visione dell'uomo, condivisa da Esa Sariola (n. 1951) in Alla mia morte (1987). Il problema del male è indicato dalla critica come tematica principale anche di altri nuovi scrittori, tra cui Pirkko Saisio (n. 1949), Hannu Aho (n. 1949), Annika Idström (n. 1947) e Olli Jalonen (n. 1954). Lasciti delle culture giovanili metropolitane si avvertono nei frammenti in prosa di Rosa Liksom (n. 1958), ricchi di una inusuale forza visionaria e poetica.

Cultura: letteratura in lingua svedese

La letteratura in lingua svedese orientale, o di Finlandia, è meno ricca di quella in lingua finnica. Gli svedesi costituiscono una minoranza assoluta della popolazione finlandese e la loro lingua fu preferita dalle classi colte e dai nobili. Non fa meraviglia quindi che essa sia stata usata anche da autori come Creutz (1731-85), Franzen (1772-1847), o addirittura dal romantico poeta nazionale J. L. Runeberg (1804-77), autore del ciclo di ballate Racconti dell'alfiere Stål, dei poemetti I cacciatori di alci e La sera di Natale, da Snellman (1806-81) che fu il vessillifero dello spirito nazionale finnico e uno dei più convinti assertori della lingua finnica come mezzo di alta espressione artistica ispirata al ricco patrimonio popolare. La querelle tra filofinnici e filosvedesi non impedì, fortunatamente, a questi ultimi di mantener viva la propria tradizione artistica e a numerosi autori finnici di esprimersi anche in lingua svedese. Ne è esempio il poeta e narratore K. A. Tavaststjerna (1860-98) col suo Tempi duri, di vigoroso realismo. Tra i più fecondi autori in svedese vanno citati: T. Topelius (1818-98) per i suoi idillici canti sulla natura, le vivaci rievocazioni storiche dei Racconti del chirurgo militare e la raccolta Letture per bambini (storie, leggende, poesie) tradotta anche in finnico; J. Ahrenberg (1847-1914) ed Elena Westermarck (1857-1938). Forti oppositori della russificazione e propugnatori della libertà furono al principio del secolo M. Lybeck (1864-1925), poeta, drammaturgo e romanziere, H. Procopé (1868-1927), A. Mörne (1876-1946) e il poeta-soldato B. Gripenberg (1878-1947). Con la letteratura politica e patriottica e sociale fiorirono anche moralisti come J. Hemmer (1893-1944) e cantori della natura. Nella Botnia orientale nacque una scuola regionalista che ebbe il suo massimo esponente in E. Zilliacus (1878-1961). Figura isolata, anche per il carattere introverso e pessimista, è R. Schildt (1888-1925), autore di splendidi racconti sulla guerra civile tra rossi e bianchi. Un alito di rinnovamento nella letteratura della Finlandia venne con i nuovi temi dell'espressionismo, introdotto nel mondo di lingua svedese dalla poetessa E. Södergran (1892-1923), iniziatrice della poesia moderna finlandese. L'espressionismo venne teorizzato da H. Olsson (1893-1978) e propagandato dalla rivista Quosego, che raccolse intorno a sé H. Parland (1908-1930), E. Diktonius (1896-1961), R. R. Eklund (1895-1946) e altri. Nuove scuole consentirono poi l'affermazione di S. Salminen (1906-76) col romanzo realistico Katrina e il filone che ne seguì, mentre dal realismo si staccava M. Tuominen (1913-67) con acute analisi retrospettive. E se T. Colliander (1904-89) impronta la sua opera al sentimento del peccato e della redenzione, numerosi contemporanei gli contrappongono il romanzo collage, i temi erotici. Il modernismo lirico, validamente sopravvissuto fino agli anni Cinquanta, grazie soprattutto alla vitale originalità di G. Björling (1887-1960), trova nuove forme nei versi di Solveig von Schoultz (1907-96), che anche nelle sue magistrali novelle (Il tempo dei fiori, 1958) trae spesso motivo dalla personale esperienza di conflitto tra ruoli femminili inconciliabili. La loro eredità, unita alla ricerca di un equilibrio formale nutrito di tutti i classici della letteratura (esempio ne è Marginalia alla poesia greca e romana, 1985) confluisce nell'opera di Bo Carpelan (n. 1926), che occupa una posizione centrale nel panorama letterario finnosvedese. Un attacco frontale al modernismo estetizzante viene portato dalla rivista FBT, espressione della nuova sinistra negli anni Sessanta, diretta dal poeta C. Andersson (n. 1937). Intorno ad essa si riuniscono molti nomi della nuova generazione poetica tra cui C. Kihlman (n. 1930), Ralf Nordgren (n. 1936) e Gösta Ågren (n. 1936), entrambi autori anche di notevoli opere in prosa. Diversamente fondata è la critica sociale di L. Huldén (n. 1926), i cui versi di grande musicalità hanno conquistato un pubblico vario e numeroso. La vitalità della lirica contemporanea sembra trovare conferma nell'opera di Tua Forsström (n. 1947), salutata già nel 1979 come il nuovo astro della poesia finnosvedese. La raccolta Leopardo della neve(1987) si fonda come le precedenti sul gioco di contrasti, attenuati tuttavia da una costante preoccupazione conciliatoria. Considerata più tradizionalista, provinciale e chiusa in se stessa rispetto a quella della Svezia, la prosa finlandese di espressione svedese, accanto ad autori più legati alla tradizione e al regionalismo come G. Stenuius (n. 1909) e O. Parland (n. 1912), presenta tendenze via via sempre più innovative. M. Alopaeus (n. 1918) con le sue raffigurazioni del ceto medio svedo-finlandese, percorso da pregiudizi sociali e religiosi, e Anna Bondestam (1907-95) con le sue analisi dei rapporti tra le due comunità nazionali sullo sfondo di problemi comuni come l'urbanesimo, hanno aperto la strada a un gran numero di scrittrici la cui posizione e identità, anche attraverso l'esperienza del femminismo, è andata costantemente rafforzandosi. Tra queste, portatrici delle più grandi novità sono state W. Stürmer (n. 1929) e Marta Tikkanen (n. 1935), autrice di alcuni dei romanzi più letti in tutta l'area scandinava. Una posizione a parte occupa la scrittrice e illustratrice Tove Jansson (1914-2001) celebre in tutto il mondo per i suoi libri per bambini. Ricordiamo inoltre W. Chorell (n. 1912), H. Tikkanen (1924-84), Jörn Donner (n. 1933) e L. Salmén (n. 1952).

Cultura: arte

A cominciare dalla seconda metà del sec. XII, con la conquista svedese e la cristianizzazione, furono edificate in Finlandia le prime chiese romaniche, dapprima in legno, poi, dagli inizi del sec. XIII, in pietra. Alla fine del sec. XIII si diffuse lo stile gotico, secondo i modelli dell'architettura svedese e tedesco-settentrionale. Di questo periodo sono la chiesa di S. Enrico (l'apostolo della Finlandia) a Nousiainen (ca. 1286-90), con due navate e due absidi, e la cattedrale di Turku, costruita in gran parte in mattoni, a tre navate di uguale altezza (ca. 1286-92). A Viipuri (Vyborg), Turku , Hämeenlinna, sorsero alla fine del Duecento castelli romanici costituiti da un muro di cinta con torri e da un edificio interno di abitazione. Nei sec. XIV e XV lo stile gotico raggiunse la sua massima diffusione. Le chiese, dapprima in pietra con soffitti di legno, ebbero in seguito volte a crociera e a stella di mattoni (come anche i timpani delle facciate). Si ricordano la chiesa di S. Croce ad Hattula (ca. 1320-50), tutta di mattoni e quelle di Töfsala, Parainen, Lohja, Isokyrö, Hollola, Ulvila, Korppoo; i conventi di Rauma e Naantali. In puro stile gotico tedesco è il completamento del castello di Hämeenlinna (metà del sec. XIV). Le chiese, soprattutto dalla fine del sec. XV, vennero decorate con affreschi di influsso sia baltico (chiesa di Ingå) sia svedese e ornate di statue lignee di produzione locale e di sculture importate dalla Svezia, da Lubecca, da Amburgo e in seguito anche da Anversa. Con la Riforma l'arte sacra attraversò un periodo di ristagno. Continuò invece l'attività edilizia profana (ammodernamento del castello di Turku in forme rinascimentali) e si realizzarono fortificazioni di città. Più intensa l'attività costruttiva nel sec. XVII, sia nel campo dell'architettura civile sia in quella religiosa. Secondo criteri tardorinascimentali furono elaborati nel sec. XVII i piani di ben quindici nuove città. Il Seicento vide anche la rinascita della pittura sacra di tipo popolare (chiese di Tornio, Saloinen, Pyhämaa). Nel sec. XVIII, soprattutto nei castelli, prevalse lo stile francese con tetti a mansarda e forme classicheggianti (castelli realizzati da C. Hårleman, 1700- 83), mentre l'architettura religiosa fu caratterizzata da semplici chiese parrocchiali di legno erette dai cosiddetti “maestri popolari”, con campanili policromi (Keuruy, 1756; Petäjävesi, 1763; Lappee, 1792). Alla fine del sec. XVIII, nel periodo gustaviano, si diffuse lo stile neoclassico secondo modelli francesi (chiesa rotonda di Hämeenlinna, dell'architetto francese J.-L. Desprez, 1795-98; palazzo della Corte d'Appello di Vaasa, 1780-87) e svedesi (accademia di Turku, di C. Ch. Gjörvell, 1802-16). Con l'annessione da parte della Russia, all'influsso svedese e francese si sostituì quello russo. La capitale passò da Turku a Helsinki (1812), dove dal 1814 fu attivo l'architetto tedesco C. L. Engel (piano regolatore della città universitaria, biblioteca, palazzo del governo e numerose chiese), legato al gusto “impero” di Pietroburgo. Dopo la fase eclettica (1840-90) si affermò in Finlandia una corrente nazionale ispirata all'architettura medievale e all'Art Nouveau (L. Sonck, A. Lindgren, E. Saarinen nei suoi primi edifici), quindi un precoce funzionalismo, il cui massimo rappresentante fu Saarinen (stazione di Helsinki, 1906-14). Dopo il trasferimento di Saarinen negli Stati Uniti (1923) si fronteggiarono la tendenza classicheggiante rappresentata da J. S. Sirén (Parlamento di Helsinki, 1925-31) e la tendenza funzionale, che trovò in Erik Bryggman (1891-1956) e in Alvar Aalto (sanatorio di Paimio, 1928-33; biblioteca di Viipuri, 1927-35) interpreti di statura europea. Alla generazione successiva appartengono numerosi architetti e urbanisti come V. Rewell, J. Järvi, A. Blomstedt, A. Ervi. Nel campo della pittura, dopo il neoclassicismo del primo Ottocento si affermò una scuola di paesaggio influenzata dall'Accademia di Düsseldorf (W. Holmberg). Intorno al 1880 gli artisti finlandesi cominciarono a formarsi a Parigi, risentendo dell'impressionismo e del postimpressionismo (A. Edelfelt). Con l'inizio del sec. XX le arti figurative hanno conosciuto un periodo di fioritura, trovando punti di riferimento col simbolismo e le avanguardie europee. Personalità eminente è quella di Akseli Gallén-Kallela, membro del movimento “Die Brücke” ed eccellente grafico. Altri artisti hanno operato nell'ambito dell'espressionismo, del surrealismo, dell'astrattismo (Väinö Aaltonen). La scultura ha acquistato importanza soprattutto con W. Runeberg e J. Takanen. Particolarmente elevato è il livello dell'arte industriale, soprattutto dopo il 1930 e nel secondo dopoguerra. In Finlandia un posto tra le più importanti espressioni artistiche va riservato al design, di cui i finlandesi sono considerati maestri a livello internazionale e che spazia dalla progettazione di oggetti d'arredo e per interni, alle creazioni in vetro, ceramica e legno, alla grafica e alla moda.

Cultura: musica

A causa dell'isolamento dai grandi centri europei, per molto tempo la musica finlandese si espresse, oltre che nel canto religioso (cattolico e protestante), in una ricca tradizione folclorica, legata alle saghe e alle leggende nazionali, di cui sono importanti testimonianze i canti e le ballate del ciclo del Kalevala e i canti lirici popolari del Kanteletar, tutti ampiamente utilizzati in seguito dai compositori finlandesi. Nella seconda metà del sec. XVIII Åko (attuale Turku) fu il primo centro a organizzare concerti, nei quali si produssero anche noti solisti stranieri. Il primo importante musicista finlandese fu il clarinettista e compositore B. H. Crusell (1775-1838), attivo però in Svezia. L'impulso decisivo allo sviluppo della vita musicale fu dato dall'amburghese F. Pacius (giunto a Helsinki nel 1834): attivissimo organizzatore, egli compose fra l'altro la prima opera a soggetto finlandese (La caccia del re Carlo) e l'inno nazionale del Paese. Formatisi in scuole tedesche, M. Wigelius e R. Kajanus (1856-1933) furono validi esponenti del gusto nazionalistico in voga nel secondo romanticismo. A cavallo tra il sec. XIX e il XX si pose Jan Sibelius (1865-1957), di gran lunga il maggior compositore finlandese e l'unico che abbia goduto di una continua fortuna anche nei Paesi stranieri con grande tradizione musicale. Tra i compositori successivi sono da ricordare: Yrio Kilpinen (1892-1959), Uuno Klami (1900-61), Tauno Pylkkanen (1918-80), Joonas Kokkonen (1921-96).

Cultura: danza

Un primo gruppo di ballerini comparve a Helsinki all'apertura del Teatro dell'Opera, nel 1879. Una vera compagnia stabile si affermò però solo negli anni Venti, sotto la direzione di George Gé, proveniente dal Mariinskij Teatr di San Pietroburgo. In Finlandia, la scuola di San Pietroburgo ha sempre esercitato una grande influenza. La prima compagnia del Paese è il Balletto Nazionale della Finlandia, con un repertorio classico e moderno di stile internazionale, erede di quel primo gruppo di ballerini del Teatro dell'Opera, cui è annesso. Qualche sperimentalismo si è però affacciato sulle scene, con la nascita, anche, di giovani gruppi di ricerca.

Cultura: teatro

Il primo teatro in muratura di Helsinki fu inaugurato nel 1860, ma vi si recitava soprattutto in svedese, e solo 13 anni dopo sorse un Teatro finnico professionale animato dal drammaturgo K. Bergbom, divenuto poi Teatro nazionale e trasferitosi nel 1902 nella sede attuale. Dal 1867 agisce anche un Teatro svedese, considerato anch'esso teatro nazionale. Il Paese dispone di una trentina di teatri con attori professionisti in finlandese e di alcuni destinati agli spettacoli in svedese, oltre a più di 6000 compagnie amatoriali: cifre notevoli se poste in rapporto alla popolazione.

Cultura: cinema

Nato nel 1907, il cinema finlandese rimase a lungo soggetto alla cultura svedese. La nascita (1934) del consorzio produttivo Suomen Filmiteollisuus preparò un risveglio, che si ebbe con i film di Risto Orko (Gli attivisti, 1940), Nyrki Tapiovaara (Il cammino di un uomo, 1940, dal romanzo autobiografico di F. E. Sillanpää) e Valentin Vaala (Uomini nella notte estiva, 1948, da un altro libro dello stesso scrittore). Consolidatosi su una media di 20-30 film annui e ponendosi per valore al secondo posto tra i Paesi nordici, il cinema finlandese raggiunse il successo internazionale con La renna bianca (1952), prodotto, diretto e fotografato da Erik Blomberg, sceneggiato e interpretato dalla moglie Mirjami Kuosmanen, entrambi già noti dal 1940 per aver collaborato a Il cammino di un uomo.. Negli anni Cinquanta si affermarono registi quali Matti Kassila (Triste settimana, 1953; Tempo di mietitura, 1956) ed Edvin Laine (che ha portato sullo schermo i romanzi di Väinö Linna, da Soldati ignoti, 1955, ad Akseli e Elina, 1970). Invece Jörn Donner si fece un nome in Svezia prima di rientrare in patria per un'attività di produttore, regista e interprete (Profili di donna e Anna, 1970; L'uomo non può essere violentato, 1978). Intanto si era messa in luce a Helsinki una nouvelle vague con Maunu Kurkvaara (Rakas o La più cara, 1961), Risto Jarva (Diario di un operaio, 1968), Jaakko Pakkasvirta (Rivolta d'estate, 1970), mentre Sakari Rimminen con Il castello dei sogni ed Erkko Kivikoski con Uno sparo in fabbrica vinsero il gran premio alla Mostra del film d'autore di San Remo nel 1972 e nel 1973. In questo decennio Risto Jarva proseguì le sue indagini sociali in Quando i cieli cadono (1972) e Guerra di un uomo (1975), contro i miti del successo, e con la favola ecologica L'anno della lepre (1977). Ambientati nella campagna del buon tempo antico erano invece La terra è un canto di peccato (1974) e Niente male per un uomo (1977) di Rauni Mollberg. Tra le successive realizzazioni si sono segnalate, di Jaakko Pakkasvirta, Il poeta e la musa (1978) e il cupo ma suggestivo Il segno della bestia (1982) e, di Pirjo Honkasalo e Pekka Lehto, Nove strade per arrivare a Helsinki (1982) e il film antinucleare 250 grammi (del letale plutonio), presentato a Venezia nel 1983. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta si sono affermati i due fratelli Kaurismaki, Mika, e soprattutto Aki (Ariel, 1988; La fiammiferaia, 1989; Ho affittato un killer, 1990; Vita da Bohème, 1992; Tatjana, 1994 e Nuvole in viaggio, 1996); L’uomo senza passato, 2002; Le luci della sera, 2006; Miracolo a Le Havre, 2011).

Bibliografia

Per la geografia

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