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rock

v. intr. inglese (dondolare) e s., usati in italiano come sm. e agg. Genere di musica popolare che ha inglobato vari stilemi legati alla tradizione afroamericana (come il rhythm and blues, boogie woogie), ai quali si aggiungono influssi folk e country. Il termine esteso rock and roll (propr., dondola e rotola), indica solo la prima forma di rock, nata all'inizio degli anni Cinquanta per reazione alla canzone melodica. Accolto con scandalo, in breve il rock and roll diventa popolare a livello internazionale grazie a brani come Rock around the clock (1953) di Bill Haley & His Comets; Maybellene e Johnny B. Goode (1955) di C. Berry; Tutti frutti (1955) di Little Richard. E. Presley è tra gli esponenti più rappresentativi del primo rock and roll e proprio il suo stile musicale ha ispirato numerosi artisti, anche europei. A partire dagli anni Sessanta, alcuni gruppi inglesi (tra cui Yardbirds, Beatles, Rolling Stones, Who) hanno contribuito a evolvere e a innovare il rock, dando vita alla cosidetta British invasion. Ne è nato uno stile nuovo, il beat, che ha assorbito elementi derivanti dalla musica jazz, classica, elettronica, etnica. Nel corso degli anni Sessanta si è sviluppato anche un rock di matrice folk, grazie ai lavori di J. Joplin e, soprattutto, di B. Dylan, tra i primi a gettare le basi della canzoni di protesta, intrisa di impegno civile. Un'ulteriore evoluzione è stata realizzata da J. Hendrix (che ha immesso nel rock la linfa del blues e le sonorità elettriche delle chitarre) e da F. Zappa, il cui stile risente degli influssi della musica nera e delle avanguardie colte (J. Cage). Il boom del rock (1967-74) è testimoniato sia dai numerosi festival-raduno organizzati negli Stati Uniti (Newport; Woodstock) e in Europa (Wight), sia dal profondo impatto che ha avuto sui costumi sociali. Soprattutto negli anni Settanta, le composizioni rock si trasformano in ampie suite a programma, illustrate da una sontuosa grafica di copertina, mentre i concerti divengono spettacoli grandiosi e stravaganti. In seguito, i condizionamenti derivanti dall'uso di droghe sono confluiti nel rock. Ne è nato uno stile musicale di carattere psichedelico, come dimostrano le produzioni dei Jefferson Airplane (Surrealistic Pillow, 1967; Crown of Creation, 1968), dei Grateful Dead (Anthem of the Sun, 1968; Live/Dead, 1969) e dei primi Pink Floyd (The Piper at the Gates of Dawn, 1967). La scena musicale britannica degli anni Settanta contribuisce a dare notevoli slanci al rock, arricchendolo di nuove sonorità. Varie formazioni (King Crimson, Emerson, Lake and Palmer, Jethro Tull) danno infatti origine a quel filone chiamato progressive, caratterizzato da arrangiamenti complessi e da lunghe composizioni, in cui sono centrali le tastiere (organo hammond; mellotron). Parallelamente, gruppi come i Cream, Led Zeppellin, Deep Purple sviluppano un sound definito hard rock, antesignano dell'heavy metal. Alla fine degli anni Settanta, le sperimentazioni e l'atteggiamento di ribellione del rock si attenuano. Fanno eccezione le prime produzioni dei Genesis, D. Bowie, L. Reed e B. Eno e il fenomeno punk. Nel corso degli anni Ottanta, l'innovazione e la ricerca musicale vengono ulteriormente diluite, anche per effetto della cultura edonistica, che si impone attraverso la diffusione dei videoclip. Il rock pur avendo perso l'energia tipica degli anni Settanta, rimane vivo attraverso i lavori di B. Springsteen, U2, Tom Waits, Patti Smith e a tratti diventa intimista e cerebrale (Tim Buckley, L. Cohen). Viva e vitale è la corrente nera del rock, rappresentata dal reggae giamaicano (il cui vate è B. Marley) e dal rap. Altri generi musicali sono stati influenzati dal rock. È il caso del jazz, che ha adottato ritmi scanditi e strumenti elettrici (M. Davis, G. Evans,K. Jarrett). Alla fine del XX secolo si sono sviluppate nuove tendenze: dal grunge (Nirvana; Pearl Jam) a forme di contaminazione tra rock e musica etnica (P. Gabriel).

Bibliografia

J. Hopkins, The Rock Story, New York, 1970; M. Maffi, La cultura underground, Bari, 1972; R. Bertoncelli, Pop story, Roma, 1973; D. Salvatori, Contro l'industria del rock, Roma, 1973; idem (a cura di), I poeti del rock, Roma, 1975; Autori Vari, Il grande rock, Novara, 1993.