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Lussemburgo (Stato)

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(Groussherzogtom Lëtzebuerg; Grand-Duché de Luxembourg). Stato dell'Europa occidentale (2.586 km²). Capitale: Lussemburgo. Divisione amministrativa: cantoni (12). Popolazione: 483.799 ab. (stima 2008). Lingua: lussemburghese (ufficiale), francese, tedesco. Religione: cattolici 95,2%, protestanti 1,1%, altri 3,7%. Unità monetaria: euro (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,956 (9° posto). Confini: Belgio (N e W), Germania (E), Francia (S).. Membro di: Benelux, Consiglio d'Europa, EBRD, NATO, OCDE, ONU, OSCE, UE e WTO.

Generalità

Piccolo Stato dell'Europa occidentale, il Lussemburgo è stato conteso dalle potenze limitrofe sin dai tempi della sua costituzione (X secolo). Dopo alterne vicende di annessioni e divisioni territoriali, il Lussemburgo si è costituito in Granducato (1815) acquisendo la piena indipendenza nel 1867. Paese a vocazione europeista, il Lussemburgo ha partecipato direttamente ai grandi eventi politico-economici del continente, dapprima promuovendo l'istituzione del Benelux, quindi facendosi attivo membro di quella che sarebbe diventata l'Unione Europea, che proprio a Lussemburgo, la capitale del Granducato, ha posto la sede di vari organi comunitari. Dopo aver affrontato con successo la transizione da un'economia industriale (fondata sul settore siderurgico) a un'economia orientata al settore terziario, il Lussemburgo è oggi uno dei Paesi più stabili e più ricchi del mondo, potendo contare sulla solidità dei settori bancario e finanziario e sull'afflusso di considerevoli investimenti esteri grazie a una legislazione bancaria e tributaria favorevole.

Lo Stato

In base alla Costituzione del 17 ottobre 1868, più volte modificata, il Lussemburgo è una monarchia costituzionale ereditaria. Capo dello stato è il granduca (o la granduchessa) della casa di Nassau. Il potere esecutivo è formalmente prerogativa del granduca che nomina anche i membri del governo ma nella pratica è affidato a un Consiglio dei ministri che è responsabile davanti alla Camera dei deputati. A quest'ultima, i cui 60 membri sono eletti a suffragio universale e diretto per 5 anni, spetta il potere legislativo. Organo consultivo è invece il Consiglio di Stato, di nomina granducale. Il sistema giudiziario prevede una Corte suprema e una Corte amministrativa, i cui giudici sono nominati a vita dal sovrano. Da un punto di vista amministrativo, il Granducato di Lussemburgo si divide in dodici cantoni riuniti in tre distretti. Il sistema di difesa del Paese fa riferimento a un esercito di volontari e a una gendarmeria. La storia dell'istruzione in Lussemburgo inizia con la costituzione dello Stato. La scuola primaria, gratuita e obbligatoria dai 6 ai 15 anni d'età, prevede già dal secondo anno lo studio della lingua francese e della lingua tedesca. L'istruzione secondaria si svolge nei licei, istituti che permettono l'accesso agli studi superiori, o nelle scuole professionali.

Territorio: geografia fisica

Il territorio del Lussemburgo, che si identifica in larga misura con le alteterre che formano lo spartiacque tra la Mosa e la Mosella, può essere morfologicamente distinto in due regioni: quella settentrionale, vasta ca. un terzo del totale, forma l'Ösling (o Eisling), quella meridionale, il Gutland.. Alto in media sui 400-500 m (è la zona più elevata del Paese), solcato da numerosi corsi d'acqua, tributari della Sûre (Sauer), l'Ösling occupa una porzione del massiccio delle Ardenne, le cui fitte macchie boscose si alternano, nell'estremo nord, a vaste aree a lande e brughiere. A sud si estende il Gutland, il “buon Paese”, prolungamento del bassopiano della Lorena, caratterizzato da pianure leggermente ondulate, ampie vallate fitte di colture e di abitati e da un ricco sottosuolo: nell'estremità sudoccidentale affiorano infatti quei minerali di ferro sui quali il moderno Lussemburgo ha fondato la sua prosperità. I principali fiumi che attraversano il Paese sono l'Alzette e la Sûre, quest'ultimo è un affluente della Mosella che segna per 40 km il confine orientale con la Germania. Il clima è di tipo continentale, con estati fresche (medie di 16 °C) e inverni rigidi con medie sotto lo zero: le precipitazioni, che si aggirano sui 700 mm annui, sono più accentuate nei mesi estivi. Rispetto all'Ösling, il Gutland presenta inverni meno rigidi (medie di gennaio di 2 °C) e temperature medie estive sui 18-19 °C.

Territorio: geografia umana

Lo stanziamento dell'uomo nel Lussemburgo è attestato sin dal Neolitico; in seguito il Paese subì gli influssi della popolazione celtica dei Treveri, entrando decisamente nella storia con i Romani che vi fecero passare alcune delle loro grandi arterie che dal Reno raggiungevano la Gallia. Il popolamento del Lussemburgo rimase però a lungo piuttosto scarso; alla fine del secolo scorso il Lussemburgo contava poco più di 200.000 ab., ma la nascita della grande industria siderurgica e il generale slancio dell'economia furono accompagnati da un notevole sviluppo demografico (nel 1930 si contavano già 300.000 abitanti). Da un punto di vista demografico, comunque, il Lussemburgo si caratterizza essenzialmente per l'elevata percentuale di stranieri che vi risiedono (soprattutto portoghesi, francesi, italiani e belgi). Essi rappresentano più di un terzo del totale della popolazione, ma si prevede che nel futuro possano superare la quota del 50%. Le ragioni di fondo che spiegano questa situazione non sono da ricercare soltanto nell'afflusso di immigrati, ma sono ravvisabili anche nel differenziale tra il tasso di crescita della popolazione di origine lussemburghese, che si attesta su valori molto bassi, e quello degli stranieri: tra il 1990 e il 1995 la popolazione straniera è cresciuta del 17% mentre quella lussemburghese soltanto dell'1%. Il Paese ha una discreta densità media (187 ab./km²) e un tasso di urbanizzazione che dell'82%, con forti squilibri nella distribuzione demografica, in quanto la popolazione si concentra soprattutto nella regione centromeridionale. Sempre all'industrializzazione è legata la nascita dei primi veri centri urbani. Lussemburgo, la capitale, che accoglie ca. un quinto della popolazione, è costruita su di una piattaforma di roccia fortificata, alla confluenza del fiume Pétrusse nell'Alzette. Importante città industriale, finanziaria e politica, è sede di importanti organismi internazionali: ospita infatti la sede della Corte di giustizia delle comunità europee e della Banca europea per gli investimenti. Sono grossi centri industriali, legati all'attività mineraria, Esch-sur-Alzette, Differdange, Dudelange e Pétange, tutti nel Lussemburgo sudoccidentale.

Territorio: ambiente

Nonostante le modeste dimensioni, il Lussemburgo è un Paese fortemente industrializzato e il consumo pro capite di energia elettrica è tra i più elevati al mondo. A causa delle notevoli emissioni di sostanze inquinanti il problema ambientale si pone in tutta la sua gravità soprattutto per quanto riguarda la problematica delle piogge acide che minacciano le ampie aree forestali che occupano un terzo della superficie del Paese, nonché l'inquinamento atmosferico e idrico dei centri urbani. Per salvaguardare l'ambiente, il 16,6% del territorio è stato posto sotto tutela mediante l'istituzione di parchi e zone protette, tra cui il Parco Naturale dell'Our, situato nella regione delle Ardenne, e il Parco Naturale Upper-Sûre. Ricche di foreste di latifoglie, zone umide, torbiere e canneti, queste aree protette preservano un raro patrimonio sia floristico (orchidee, giunchi, carici) sia faunistico (cicogne nere, martin pescatori, beccaccine, lontre, tassi, gatti selvatici e pipistrelli). Il Lussemburgo ha ratificato accordi internazionali sull'ambiente in materia di inquinamento atmosferico, biodiversità, cambiamento climatico, desertificazione, specie in via di estinzione, rifiuti tossici e nocivi, abolizione dei test nucleari e protezione dell'ozonosfera.

Economia

Rimasto per secoli un Paese agricolo piuttosto povero, il Lussemburgo è, con un PIL di 54.973 ml $ USA (2008) e con oltre 113.044 $ USA di reddito annuo pro capite (2008), uno degli Stati più ricchi del mondo. Rispetto agli altri Paesi dell'UE, inoltre, il Lussemburgo è uno dei pochissimi a non avere difficoltà nel rispettare i parametri economici stabiliti dal Trattato di Maastricht: modestissimo è il disavanzo del bilancio statale; il rapporto tra debito pubblico e PIL è pari al 6,1%, contro una media europea del 7,3%, mentre il tasso di inflazione è tra i più bassi d'Europa (3,4% nel 2008). L'inizio della trasformazione economica del Lussemburgo risale al 1878, quando l'applicazione del processo Thomas di defosforazione consentì di utilizzare i minerali di ferro ad alto contenuto di fosforo, dei quali il Paese possedeva cospicui giacimenti. Anche la vicinanza dei bacini carboniferi belgi e tedeschi favorì il sorgere di una fiorentissima industria siderurgica che, a partire dagli anni Settanta del XX secolo, è stata investita da una crisi: la produzione di ghisa, acciaio e ferroleghe è andata via via declinando, con una conseguente riduzione di manodopera occupata. Il Paese tuttavia ha da tempo saputo trovare un altro pilastro per la propria economia: grazie a una legislazione fiscale molto vantaggiosa nei confronti dei capitali esteri (sebbene riveduta in senso restrittivo nei processi d'integrazione comunitaria), si sono moltiplicate le fittizie società straniere – soprattutto europee ed americane – con sede nel Lussemburgo, tanto che il Paese ha ricevuto una censura dall'OCSE, nel 2000, per sospette operazioni di riciclaggio delle banche locali. Il Lussemburgo è oggi una potenza finanziaria e bancaria internazionale, dove i servizi costituiscono il vero volano dell'economia: nell'insieme le attività terziarie interessano oltre la metà della popolazione attiva (contro meno di un terzo di occupati nell'industria) e contribuiscono per l'83,7% alla formazione del prodotto interno lordo. L'agricoltura riveste ormai un ruolo piuttosto marginale, partecipando in minima parte alla formazione del reddito nazionale (0,4%); orzo, avena e patate sono coltivati nel Lussemburgo settentrionale, mentre nelle regioni meridionali oltre al frumento è diffusa la frutticoltura: mele, prugne e anche produzione di uva lungo la Mosella. Discreta importanza ha anche la coltivazione dei fiori, specie delle rose. Quanto all'allevamento, che è condotto con metodi moderni e razionali, prevalgono i bovini, che consentono una notevole esportazione di carni e latticini. Le risorse del sottosuolo sono limitate ai minerali di ferro (in via però di progressivo esaurimento) così da costringere il Paese a notevoli importazioni del minerale (gran parte proveniente dalla Francia). La produzione di energia elettrica è per quasi la metà di origine termica, ottenuta con combustibili d'importazione. Abbastanza diversificato è il settore manifatturiero, che comprende concerie, pelletterie, fabbriche di pneumatici, stabilimenti tessili, cementifici, manifatture di tabacchi, industrie alimentari (caseifici, birrifici) e chimiche (fertilizzanti, materie plastiche ecc.). Ben inserito nel sistema stradale e ferroviario d'Europa, il Lussemburgo si avvale di una sviluppata rete interna di comunicazioni: la rete ferroviaria si estende per 274 km (2002), quella stradale per 2873 km (di cui 125 km di autostrade). La capitale, nodo di tutte le comunicazioni dello Stato, è sede di un aeroporto internazionale. Dal 1964 la canalizzazione della Mosella ha dato al Lussemburgo un accesso diretto alla navigazione sul Reno mediante il porto fluviale di Mertert: il completamento dell'opera ha quindi favorito nel 1988 l'istituzione di un libero registro offshore per le imbarcazioni. Data la struttura economica del Paese, il commercio estero ha una funzione determinante: le esportazioni riguardano prevalentemente i prodotti dell'industria siderurgica, seguiti da materie plastiche, tessuti e fibre tessili, mentre le importazioni consistono soprattutto in minerali di ferro, combustibili, veicoli e macchinari. Attivi sono gli scambi con la Germania, la Francia e il Belgio, sebbene la bilancia commerciale denunci da qualche anno un modesto passivo. Da segnalare, infine, la notevole attività del Lussemburgo in materia di accordi commerciali ed economici: oltre all'unione doganale con Belgio e Paesi Bassi (Benelux) risalente al 1958, il Lussemburgo è stato membro fondatore della Comunità Economica Europea (ora Unione Europea) e negli anni Ottanta ha partecipato alla stesura del Trattato di Maastricht, primo Stato membro a possedere tutti i requisiti per aderire all'UE. Altra importante voce del bilancio economico lussemburghese è costituita dal turismo: fonte d'attrazione, oltre alla capitale, sono la valle della Mosella, rinomata per la sua produzione di vini bianchi, dolci e fruttati, e le montagne delle Ardenne, ricche di valli tortuose, fiumi, pianori ricoperti da vegetazione e castelli. Nei primi anni del Duemila, lo sviluppo economico ha mostrato alcuni segnali di rallentamento e negativi sono stati i riflessi sull'occupazione anche se, nel complesso, la disoccupazione registra il tasso più basso a livello europeo (4,4% nel 2008). Sebbene questi fattori negativi non compromettano la generale stabilità dell'economia lussemburghese, la politica economica del governo è attenta nel circoscriverne gli effetti, nel timore che possano derivarne aumenti nel deficit di bilancio e nel debito pubblico. L'estrema cautela nella gestione della politica economica è anche strettamente connessa con la stretta dipendenza delle entrate dello Stato dal settore finanziario (tasse sulle società e sul reddito dei lavoratori), caratterizzato da una forte volatilità, a causa anche della progressiva armonizzazione delle regole dei mercati finanziari nella UE. In questa ottica, le prospettive di ulteriore sviluppo per il Lussemburgo dipendono dalla capacità del governo di diversificare la sua economia: un processo del resto già avviato negli ultimi anni con il sostegno alla ricerca per lo sviluppo e l'applicazione di nuove tecnologie nel settore delle comunicazioni.

Storia

Amministrato dai Romani come parte della Gallia Belgica, il Lussemburgo fu esposto dopo il 400 d. C. alla penetrazione germanica. Compreso nel regno franco dell'Austrasia Merovingica nell'alto Medioevo, fu incluso col Trattato di Verdun (843) nella Lotaringia. Nel sec. X il Lussemburgo diventò un'entità relativamente indipendente, nell'ambito del Sacro Romano Impero, per merito del conte Sigefredo. Un suo discendente, Corrado, assunse il titolo di conte del Lussemburgo (ca. 1060), e i successori, tra cui alcuni imperatori, estesero ulteriormente il loro possedimento, specialmente con un'accorta politica matrimoniale. Divenuto ducato nel 1354, il Lussemburgo passò sotto l'influenza borgognona (1411) e fu acquistato da Filippo il Buono di Borgogna (1441), che si era reso signore dei Paesi Bassi. Ritornato agli Asburgo alla spartizione della Borgogna (1506), il Lussemburgo subì dal 1555 la dominazione degli Spagnoli. Occupato dalle truppe francesi di Luigi XIV dal 1684, venne restituito alla Spagna col Trattato di Rijswijk (1697) e continuò a fare parte dei Paesi Bassi spagnoli fino al 1714, quando con il Trattato di Rastadt fu ceduto insieme al Belgio dagli Asburgo spagnoli a quelli austriaci. Invaso dalle truppe repubblicane francesi (1795), il Lussemburgo diventò amministrativamente un dipartimento della Francia sotto Napoleone. Fu al Congresso di Vienna (1815) che il Paese fu attribuito a solo titolo personale, come granducato, a Guglielmo I re dei Paesi Bassi. Il nuovo Stato, giuridicamente indipendente, in unione solo personale con il re olandese, e incorporato nella Confederazione Germanica, fu reso poi sia di fatto sia di diritto parte del Regno dei Paesi Bassi, come sua 18a provincia; quando le province belghe si ribellarono al governo olandese, la maggior parte del Lussemburgo si unì a esse nella lotta (1830-31) e nel novembre 1831 le potenze divisero il Paese in due regioni, la maggiore delle quali fu attribuita al Belgio (l'odierna provincia del Lussemburgo), mentre la minore restò a Guglielmo, pur con la presenza di una guarnigione prussiana, fino al 1867, quando nel Trattato di Londra fu sancita la neutralità del Lussemburgo e la sovranità su di esso venne assegnata al ramo di Nassau. Alla morte di Guglielmo III, senza erede maschio, il Paese passò al duca Adolfo di Nassau (1890), con cui ebbe fine l'unione del Lussemburgo con i Paesi Bassi. Nel 1912 ebbe inizio la successione in linea femminile con la granduchessa Maria Adelaide che, favorevole agli imperi centrali, non si oppose durante la prima guerra mondiale alla violazione della neutralità del Lussemburgo da parte dei Tedeschi. Terminato il conflitto, la granduchessa fu costretta ad abdicare in favore della sorella Carlotta (1919), che modificò la Costituzione secondo principi più democratici. Invaso nuovamente dai Tedeschi durante la seconda guerra mondiale, dopo la liberazione da parte degli alleati il Lussemburgo abbandonava lo stato di neutralità aderendo al Patto Atlantico (1949) e divenendo membro fondatore della NATO. Data vita all'Unione doganale del Benelux (1947) con Belgio e Paesi Bassi, nel 1957 il Lussemburgo entrava a far parte anche della Comunita europea. Nel 1964 la granduchessa Carlotta abdicava in favore del figlio Jean di Borbone. Il governo retto dal Partito cristiano-sociale (PCS) di centro destra, che dal 1919 deteneva la maggioranza assoluta in Parlamento, nel 1974 vedeva alla sua guida per la prima volta una formazione di centro sinistra, composta dal Partito socialista (POS) e dal Partito democratico (PD). Recuperata la maggioranza nel 1979, il PCS ritornava al governo per mezzo di alleanze con il PD e il POS. Le dimensioni territoriali dello Stato e, soprattutto, la sua florida condizione economica, determinavano anche nei decenni successivi un tranquillo andamento della vita politica interna nella quale si confrontavano le due maggiori forze, il Partito cristiano-sociale (PCS) e il Partito socialista (POSL), cui si aggiungeva la presenza dei liberali (DPS) e dei Verdi. A conferma di un quadro politico all'insegna della più grande stabilità, i cristiano-sociali e i socialisti davano generalmente vita a una collaudata coalizione di governo reiteratasi nel tempo senza particolari scosse. Nel corso degli anni Novanta, infatti, l'unica novità di rilevo era rappresentata dalle dimissioni del primo ministro Jacques Santer che, accettata la più prestigiosa nomina di presidente della Commissione esecutiva dell'Unione Europea (gennaio 1995), veniva sostituito da un altro cristiano-sociale, Jean-Claude Juncker. A seguito delle elezioni del giugno 1999, si costituiva un nuovo gabinetto formato da cristiano-democratici e liberali, sempre guidato da Jean-Claude Juncker. Intanto il secondo millennio si chiudeva con l'abdicazione del granduca Jean (ottobre 2000) in favore del figlio Henri, il più giovane sovrano costituzionale.

Cultura: generalità

Regione di passaggio e di transizione, il Lussemburgo deve gran parte della sua identità culturale ai contributi dei Paesi limitrofi e all'influenza subita in particolare dalle due grandi civiltà con cui nel corso della storia è entrato in contatto: la romana e la germanica. Particolare la natura della letteratura che, caratterizzata dal multilinguismo, presenta opere scritte in lingua lussemburghese, francese e tedesca: tre letterature dunque, ognuna delle quali può vantare una tradizione plurisecolare. Tra gli autori che hanno contribuito al successo della letteratura in lingua nazionale, i cui esordi gli storici della letteratura collocano nel XIX secolo, vi sono Michel Rodange, Guy Rewenig e Roger Manderscheid. Da sottolineare, ai fini di una presa di coscienza culturale nazionale, anche l'apporto di autori stranieri famosi che il Lussemburgo nel corso della storia ha ospitato, come Victor Hugo, Racine, Goethe, Michelet, Gide, Chateaubriand e Claudel. Lingua ufficiale è il lussemburghese, una specie di dialetto di origine germanica con elementi linguistici francesi e olandesi, utilizzato soprattutto nelle comunicazioni quotidiane. Molto diffusi anche il francese (lingua dell'amministrazione e dei tribunali) e il tedesco (nel commercio e nella stampa). Il Lussemburgo è sede di importanti musei, testimonianza sia del patrimonio storico-culturale del Paese sia delle espressioni artistiche contemporanee. Il più importante è senza dubbio il Museo nazionale di storia e arte, situato nella capitale, che oltre a fornire materiale documentario sulla storia del Lussemburgo è spesso promotore di importanti esposizioni artistiche.

Cultura: tradizioni

Tra le tradizioni più diffuse e coinvolgenti in Lussemburgo ci sono il Carnevale, che debutta tradizionalmente il giorno della Candelora (il 2 febbraio), il Bürgsonndeg (il giorno dei falò), che si svolge la settimana seguente, e la festa nazionale, che viene celebrata il 23 giugno. La domenica delle Palme, in alcuni luoghi, i contadini piantano dei rami di bosso benedetto nei campi seminati, mentre Ognissanti è un giorno di festa familiare in cui si va ad assistere alla benedizione della tomba di famiglia. Il giorno di san Bartolomeo (24 agosto), comincia nella capitale la Schueberfouer, che da semplice fiera mercantile (fondata nel XIII secolo) si è trasformata in un parco di divertimenti. A E della capitale, la città di Echternach festeggia la Pentecoste con una singolare processione danzante in onore di san Willibrord, le cui spoglie sono conservate nella basilica della città. Al suono di una polka, i pellegrini, che si tengono uniti afferrando i lembi di fazzoletti bianchi, procedono per le vie della città facendo tre passi avanti e due indietro, impiegando anche parecchie ore prima di raggiungere la chiesa del santo patrono. Nello stesso fine settimana la città di Wiltz, nelle Ardenne, celebra la sua annuale Festa delle ginestre con sfilate e variopinti carri allegorici. Da segnalare anche le “feste del vino” nella valle della Mosella, dove ogni villaggio celebra quasi tutte le fasi del processo di vinificazione durante la stagione delle feste che va da agosto fino a novembre. Le abitazioni tipiche del Lussemburgo, costruite in legno e pietra, sono quelle caratteristiche di tutte le regioni montuose e ricche di foreste dell'Europa centrale: spesso agli alloggi familiari si accompagnano anche granai e stalle. Di rilievo la produzione dell'artigianato locale che mostra chiare influenze tedesche (porcellane, articoli in legno, riproduzioni di armi e armature). § La cucina tradizionale lussemburghese è di origine contadina e mostra parecchie affinità con la gastronomia sia tedesca sia francese. Tra i piatti tipici vi sono lo Judd Mat Gaardebou'nen (maiale affumicato condito con fave), l'Haam am Hée (prosciutto cotto nel fieno), le Quenelles (fegatini di vitello con crauti e patate bollite) e il Trèipen (sanguinaccio con salsicce e purè di patate). La birra è la bevanda preferita dai lussemburghesi, ma ottimi sono anche i vini provenienti dalla valle della Mosella.

Cultura: arte

L'abbazia di Echternach, fondata alla fine del sec. VII, fu un importante centro religioso, culturale e artistico dell'epoca carolingia e ottoniana, e soprattutto scrittorio (evangeliari e codici miniati dei sec. VIII e X-XI). Tra i sec. X-XIV sorse nella regione, al confine tra Germania e Francia, un gran numero di forti e di castelli, le cui rovine caratterizzano ancora oggi il paesaggio del Lussemburgo (a Larochette, Lussemburgo, Beaufort, Clervaux, Vianden, Septfontaines, Brandebourg). L'architettura risentì precocemente dello stile gotico della Francia settentrionale. In seguito all'annessione alla Borgogna (1441) la scultura fu influenzata dal realismo dell'arte borgognona (Compianto di Cristo, nella chiesa di Septfontaines). Modeste nel Lussemburgo le testimonianze dello stile rinascimentale (Palazzo Granducale a Lussemburgo). Nel Sei e Settecento vi fu una ripresa dell'attività edilizia (ricostruzione dell'abbazia di Echternach, 1752; Orangerie nel parco di Echternach, 1761-65), secondo il gusto francese, a cui si ispirano anche le realizzazioni architettoniche dei secoli successivi.

Bibliografia

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