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schèletro

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Lessico

sm. [sec. XVII; dal greco skeletós, da skéllein, disseccare].

1) Apparato preposto al sostegno e/o alla protezione del corpo degli animali, nei quali permette il mantenimento della forma caratteristica e l'effettuazione di movimenti funzionali. Fig., esser magro come uno scheletro; sembrare uno scheletro e simili, detto di persona magrissima.

2) Per estensione, struttura di sostegno, intelaiatura, armatura: scheletro di una nave, di un edificio. Anche ossatura, schema essenziale, canovaccio di un'opera letteraria o di altra opera dell'intelletto: lo scheletro di un romanzo, di un discorso.

Anatomia

In senso funzionale sono da considerare scheletro anche le colonne di liquidi contenuti in cavità del corpo, come l'acqua della cavità gastrale dei Poriferi e del celenteron dei polipi dei Celenterati, il liquido celomatico o pseudocelomatico degli invertebrati ecc. Infatti il portamento del corpo delle spugne (in parte) e dei polipi (totalmente) è dovuto proprio al sostegno della colonna d'acqua interna, il cui volume può essere regolato e sulla quale la muscolatura del corpo può agire per far compiere al corpo movimenti più o meno ampi. Altrettanto vale per i celomi e gli pseudocelomi: il turgore dei loro liquidi permette al corpo di non appiattirsi, di flettersi, allungarsi, accorciarsi ecc. (v. anche locomozione). Gli scheletri più comunemente intesi come tali sono costituiti da formazioni rigide singole o multiple, e nel secondo caso spesso combinate fra loro, e differiscono nei diversi gruppi animali non solo per l'architettura generale ma anche per la diversa costituzione chimica: infatti, gli scheletri esterni sono formati in prevalenza di sostanze organiche, quali chitina, conchiolina ecc., a volte unite a sali di calcio; gli scheletri interni invece presentano una componente organica (osseina, sostanze proteiche ecc.) e una inorganica (carbonato e fosfato di calcio, silice ecc.). Le forme dello scheletro variano, si può dire, da specie a specie anche se sono chiaramente riconoscibili i caratteri propri degli ordini e delle classi; soltanto pochi Metazoi mancano completamente di scheletro (per esempio Platelminti e alcuni Molluschi). scheletro, oltre ad assolvere le funzioni di sostegno e/o rivestimento, può svolgere, insieme con il sistema muscolare, funzioni motorie (per esempio negli arti): tali funzioni possono essere presenti tutte contemporaneamente, oppure soltanto in parte o anche variamente prevalere le une sulle altre. In animali come i Radiolari, i Poriferi, gli Antozoi, i Crinoidi, gli Oloturoidei ecc., si può dire che lo scheletro ha unicamente funzione di sostegno. L'importanza di questa funzione, unitamente a quella locomotoria, appare maggiore negli animali terrestri rispetto agli acquatici, in rapporto al minor potere di sospensione dell'aria in confronto all'acqua. Infatti la mole e il peso sono fattori influenti sullo sviluppo di scheletri più o meno robusti e massicci. Scheletri puramente protettivi si trovano in alcuni Protozoi (Tecamebe, Foraminiferi), nei polipi degli Idrozoi, negli Anellidi tubicoli, nei Molluschi, nei Brachiopodi, negli Echinoidi ecc., sotto forma di capsule, conchiglie, case, tubi. Nei Vertebrati hanno funzione eminentemente protettiva la scatola cranica, la gabbia toracica e, in alcuni casi, le placche ossee cutanee (per esempio nei Chelonii). Scheletri con funzione locomotoria, composti da elementi uniti tra loro da articolazioni più o meno mobili si trovano tipicamente negli Artropodi, in alcuni Echinodermi (Asteroidi, Ofiuroidi), nei Vertebrati. In rapporto alla localizzazione nel corpo animale e all'origine, lo scheletro può essere esterno (esoscheletro) o interno (endoscheletro). L'esoscheletro è un rivestimento esterno cuticolare, a volte anche di notevole spessore, prodotto dall'ectoderma: è caratteristico degli Artropodi, di alcuni Anellidi e costituisce la conchiglia di molti Molluschi. L'endoscheletro è invece situato internamente all'organismo, ricoperto da altri tessuti ed è di origine mesodermica. In molti Invertebrati si presenta costituito da elementi isolati di forma varia (scleriti), calcarei (Antozoi) o silicei (Spugne silicee) sparsi nei tessuti molli. Endoscheletri si trovano nei Radiolari, nei Poriferi, negli Antozoi, nei Cefalopodi e, tipicamente, nei Vertebrati. Con il nome particolare di dermascheletro si definiscono formazioni che originano nello spessore del derma: tipico esempio è il dermascheletro degli Echinodermi, ma anche nei Vertebrati parte dello scheletro è costituita da simili ossa cutanee (ossa craniche di rivestimento, scudi ossei di Pesci, Rettili e Mammiferi). Nei Metazoi, in particolare nei Vertebrati, le singole parti dello scheletro sono tra loro variamente congiunte, formando articolazioni, e offrono ai muscoli punti d'inserzione. Nei Primati lo scheletro risulta costituito dallo scheletro assile, comprendente le ossa del cranio, la colonna vertebrale e lo scheletro toracico, e dallo scheletro appendicolare, comprendente le ossa degli arti superiori e inferiori, con i cintiscapolare e pelvico.