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tessùto

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Lessico

sm. [sec. XIV; propr., pp. di tessere].

1) Il prodotto ultimo della tessitura: tessuto di canapa, di cotone; tessuto impermeabile; negozio di tessuti. Per estensione, anche di prodotti non ricavati da fibre tessili: tessuto di vetro.

2) Fig., insieme di elementi costitutivi, concreti o astratti, disposti in un certo ordine e più o meno strettamente connessi tra loro; intreccio, trama: il tessuto agrario di un terreno; il tessuto stilistico di un romanzo; un tessuto di menzogne, di vicende storiche.

3) In biologia, complesso delle strutture cellulari che formano gli organi dei Metazoi (tessuti animali) e delle Cormofite (tessuti vegetali) dei quali determinano le caratteristiche morfologiche e funzionali.

Industria

Il tessuto è costituito da un sottile strato di prodotti tessili, quasi sempre filati, intrecciati fra di loro; è flessibile in ogni senso, morbido e dotato di una certa elasticità. Secondo il tipo di filato impiegato e l'uso cui sono destinati, i tessuti possono variare di compattezza, solidità, spessore e aspetto. Secondo la tecnica impiegata per la loro fabbricazione, si hanno tessuti ad adesione, tessuti non tessuti e tessuti a intreccio; questi ultimi, che rappresentano la quasi totalità dei tessuti fabbricati, si suddividono in tessuti a intreccio di fili rettilinei e a intreccio di fili curvilinei. I tessuti ad adesione sono quelli realizzati per feltratura e sono costituiti generalmente di fibre di lana opportunamente pressate e strofinate; ne fanno parte feltri per cappelli, stoppini oliatori, ovatte per imbottiture ecc. I tessuti non tessuti sono ottenuti con fibre di varia origine, rese compatte e stratificate con l'aggiunta di ingredienti collanti; fanno parte di questa categoria i tappeti no woven, molto utilizzati nella pavimentazione di ambienti. I tessuti a intreccio di fili rettilinei hanno i punti di legatura formati da fili paralleli orizzontali (trama) che si incrociano ad angolo retto con una seconda serie di fili paralleli verticali (ordito); sono fabbricati sui telai meccanici di tessitura e vengono impiegati per la confezione di vestiti, per biancheria da casa, arredamento, tappeti, tendaggi, tessuti per usi industriali, camiceria, coperte ecc. Vengono denominati tessuti a liccio quando, per la loro fabbricazione, data la limitatezza e la semplicità del disegno da eseguire, è sufficiente il diverso intercalarsi dei fili di catena comandati appunto dai licci, con la trama portata attraverso questi fili dalla navetta o da altro organo del telaio. Vengono denominati tessuti operati quando l'ampiezza del disegno è più grande e le difficoltà di esecuzione maggiori, per cui sono necessari, per la fabbricazione, telai dotati di apparecchiatura Jacquard. I tessuti si suddividono anche in tessuti semplici, che sono costituiti da due soli elementi, un ordito e una trama, che si intrecciano secondo un'armatura fondamentale (tela, saia o raso); tessuti derivati, costituiti anch'essi da una sola trama e un solo ordito, ma con intreccio derivato da una delle tre armature fondamentali; tessuti composti, quando per la loro fabbricazione occorrono più serie di orditi o più serie di trame; tessuti ad armature combinate, ottenuti con opportune disposizioni del rapporto d'armatura e con effetti caratteristici. I tessuti composti comprendono una gamma molto estesa di intrecci e di tipi. I principali sono: tessuti a doppia faccia per ordito, costituito da due orditi, uguali o no, combinati insieme e legati entrambi da una sola trama che si intreccia ora con uno ora con l'altro e forma con essi le due facce esterne del tessuto; tessuti a doppia faccia per trama, dove si ha un solo ordito intrecciato con due serie di trame; tessuto doppio, costituito almeno da quattro elementi, due orditi e due trame; tessuti imbottiti, costituiti da tessuti a doppia faccia, o doppi, ai quali si aggiungono elementi supplementari (trama o catena o ambedue); il filato di imbottitura può essere interno al tessuto e quindi invisibile, oppure all'esterno e allora viene posto al rovescio e generalmente garzato; tessuti a coste, che presentano righe in rilievo di diversa dimensione e nel senso della catena; tessuti a facce alternate, che si ottengono col passaggio dal diritto al rovescio e viceversa degli elementi che costituiscono tessuti doppi o a doppia faccia. Altri tipi di tessuti molto diffusi sono i broccati, i pieghettati, le garze, i tessuti a spugna, le tele ecc. I tessuti a fili curvilinei, detti comunemente tessuti a maglia, hanno i punti di legatura formati da boccole e sono utilizzati per maglieria, camiceria, tendaggi ecc. Possono essere considerati tessuti anche le reti.

Arte

Le più antiche testimonianze dell'arte tessile, le cui origini appaiono in alcune civiltà (Egitto, Grecia) connesse con la religione e il mito, sono da ricercarsi nelle arti figurative, avendo i reperti carattere assolutamente eccezionale: le tele neolitiche di Catal-Hüyük, i lini del Faiyûm (ca. 5000 a. C.), i frammenti palestinesi di Gassul (ca. 3000-1000 a. C.) e i frammenti di Thutmose II e di altre tombe egiziane sono poca cosa in confronto all'abbondanza di notizie che le arti figurative dell'antico Egitto, della Mesopotamia, dell'Assiria, della Grecia e di Roma ci forniscono sulle antiche tecniche, sul costume, sui tipi di decorazione. Soltanto a iniziare dai primi secoli d. C. i reperti permettono di abbozzare una storia artistica del tessuto. Fin dall'età tardoromana e bizantina (sec. III-VII) Alessandria d'Egitto fu centro importantissimo di produzione di tessuti di pregio, in lino e lana, nella cui decorazione appaiono dominanti gli influssi ellenistici, documentati dalla prevalenza di motivi naturalistici e di soggetti mitologici (frammenti di Londra, Victoria and Albert Museum; Berlino, Staatliche Museen; Lione, Musée Historique des Tissues), mentre nei tessuti usuali prevale la decorazione geometrica e a fasce contrastanti; intorno al sec. V i tessuti Copti proposero tematiche religiose e policromie vivacissime. A Bisanzio, centro commerciale in cui confluivano i tessuti orientali, siriaci e persiani, caratterizzati dal ricco repertorio decorativo d'origine sassanide, fiorì, a partire dall'età giustinianea (sec. VI), l'arte tessile della seta, prerogativa delle manifatture imperiali e largamente debitrice, per la decorazione, alle tradizioni orientali: animali araldici, cavalieri, scene di caccia, in un repertorio immutato fino agli anni intorno al 1000. I tessuti islamici ebbero come principale centro di diffusione, a iniziare dal sec. X, le manifatture di Baghdad (tirāz), creatrici di un nuovo repertorio decorativo destinato a influenzare largamente le manifatture di Sicilia, fiorentissime sotto la dominazione normanna (sec. XI-XIII), e di Spagna, entrambe caratterizzate dalla presenza di animali araldici (vesti del Tesoro dei Normanni, Vienna, Schatzkammer; piviale della cattedrale di Toledo). Le Crociate e i rapporti commerciali tra l'Oriente e le Repubbliche marinare incoraggiarono l'apertura di manifatture a Genova, Lucca, Venezia (sec. XIII-XIV), cui altre se ne aggiunsero (sec. XV) a Ferrara, Mantova, Firenze, Napoli, Milano, Verona. Tra il Quattro e il Cinquecento l'Italia si affermò indiscussa dominatrice nel campo dei tessuti pregiati con la sua produzione di diaspri, broccati, velluti, rasi, lampassi, la cui decorazione si fece gradatamente più libera e armonica accogliendo motivi di fiori, stelle, nastri, larghi reticoli di fronde e volute con uccelli o i tipici motivi del loto, del melograno, della pigna. L'evoluzione verso una maggiore scioltezza e varietà compositiva si accentuò nel Sei e Settecento, insieme alla sempre più netta distinzione tra tessuti da parati o da tappezzeria e da abbigliamento. Con il Seicento diviene comunque assai difficile seguire la produzione delle sempre più numerose manifatture; ha caratterizzato il secolo l'ascesa delle tessiture seriche lionesi e di altre città francesi (Nîmes, Bourges, Tours, Saint Maur), che giunsero nel secolo successivo a rappresentare il vertice della qualità, dell'originalità decorativa e della moda, anche grazie all'attività in questo campo di artisti come Lassalle, J. Bérain, J. Pillement; bouquets di fiori, ghirlande alternate a fasce ondulate, cineserie e altri soggetti esotici furono imitati anche in Italia, dove Venezia è rimasta famosa per le sue sete impalpabili (ganzi) e dove le manifatture di Torino, Milano, Genova, Firenze continuarono la loro attività. La diffusione della scoperta di J. Jacquard e la crescente industrializzazione hanno reso la produzione ottocentesca, dopo le ultime innovazioni decorative dell'Impero, assai varia nei tipi di tessuti e nella decorazione e orientata, secondo le esigenze della società moderna, verso la creazione di tessuti semplici e di poco pregio ma di ampia diffusione.

Biologia: generalità

Sulla base di criteri morfologici, embriologici e funzionali, si distinguono quattro gruppi fondamentali di tessuti animale: il connettivale o trofomeccanico, l'epiteliale o di rivestimento, il muscolare o contrattile, il nervoso. I tessuti si differenziano durante lo sviluppo embrionale dai foglietti germinativi; pur non essendo assolutamente specifica, la loro origine è ectodermica per gli epiteli e il tessuto nervoso, mesodermica per i connettivi e il tessuto muscolare; origine mista dai tre foglietti hanno gli endoteli. I tessuti a sostanze fondamentali hanno composizione chimica, forma e funzione differenti, anche nelle singole specie animali; sono caratterizzati dalla quantità della sostanza (detta fondamentale) presente tra le cellule che li costituiscono; sulla base della maggiore o minore presenza di tale sostanza intercellulare tali tessuti, più noti in istologia umana come tessuti connettivali, sono distinti in tessuti di sostegno (connettivo propriamente detto, tessuto osseo, tessuto cartilagineo), nei quali essa risulta abbondante, e in tessuti cellulari (tessuto adiposo, tessuto coroide, tessuto endoteliale ecc.) a costituzione essenzialmente cellulare; tra i connettivi sono classificabili anche quelli a funzione esclusivamente trofica, quali il sangue e la linfa, detti anche tessuti circolanti. I tessuti epiteliali, o epiteli, sono caratterizzati dalla presenza di cellule che sono tra loro in stretto contatto, dalla mancanza di vasi sanguiferi e di sostanza intercellulare; distinti, secondo la loro disposizione e la forma degli elementi cellulari, in epiteli pavimentoso, cubico, cilindrico, prismatico, semplice, pluristratificato, essi hanno essenzialmente funzione di rivestimento (epiteli di rivestimento, che ricoprono la superficie corporea o le cavità interne dell'organismo) o di secrezione (epiteli ghiandolari) così detti perché capaci di produrre secreti o perché costituenti ghiandole. Il tessuto muscolare e il tessuto nervoso sono caratterizzati: il primo, dalla capacità delle sue cellule di contrarsi, il secondo, dalla possibilità di trasmettere eccitazione ad altri tessuti. Negli animali superiori, il tessuto muscolare viene distinto in striato e liscio, in base alle caratteristiche morfologiche delle sue fibre, e in volontario e involontario, in base ai meccanismi di stimolazione nervosa. Sulla base della durata della vita delle cellule loro costituenti, i tessuti possono essere classificati inoltre in tessuti a elementi labili, stabili e perenni. I primi, costituiti da cellule indifferenziate, dalla vita breve (da pochi giorni a qualche settimana), sono caratterizzati dalla capacità di rinnovare continuamente gli elementi cellulari morti; appartengono a tale tipo di tessuti gli epiteli di rivestimento e il sangue. I tessuti stabili (fra i quali i connettivi, il muscolare liscio, taluni epiteli ghiandolari) sono costituiti da cellule che, raggiunta la differenziazione al termine dell'accrescimento, cessano di moltiplicarsi, tendendo a conservarsi stabilmente; in caso di lesioni possono riacquistare però la capacità di riprodursi per riparare o sostituire la parte di tessuto morto. I tessuti perenni sono costituiti da cellule che si differenziano precocemente, durante lo sviluppo embrionale, accrescendosi poi di volume, ma non più di numero nelle successive fasi di sviluppo corporeo, incapaci quindi di sostituire gli elementi cellulari distrutti o danneggiati; sono perenni i tessuti nervoso e muscolare striato. Per i tessuti in istologia umana, vedi alle singole voci.

Biologia: tessuto merisistematico

Sebbene qualche alga e fungo posseggano strutture assimilabili ai tessuti, questi sono tipici delle Cormofite nelle quali appaiono caratterizzati da una specializzazione funzionale delle singole cellule, condizionata da rapporti tridimensionali con le cellule vicine. Si distinguono due grandi gruppi di tessuti: meristematici, in cui le singole cellule mantengono la loro capacità di divisione, e adulti, in cui le cellule vanno incontro a un processo di differenziamento e contemporaneamente perdono la loro capacità di divisione. A loro volta i tessuti meristematici vengono distinti in primari e secondari, mentre i tessuti adulti, in base alle funzioni che svolgono, vengono distinti in parenchimatici, di sostegno, di conduzione, protettivi o di rivestimento. I tessuti meristematici sono i responsabili dello sviluppo e dell'accrescimento, sia in lunghezza sia in diametro, del corpo del vegetale. Possono derivare dalle strutture dell'embrione e localizzarsi nelle porzioni apicali del fusto e dei rami o della radice e costituiscono allora i meristemi primari, che continuano a essere attivi per tutta la vita del vegetale. Questi meristemi si caratterizzano per le dimensioni relativamente piccole delle cellule, per la presenza di un nucleo relativamente grande e per l'assenza di un vacuolo ben sviluppato. I meristemi secondari, quali il cambio e il fellogeno, derivano da cellule parenchimatiche che riacquistano la proprietà di dividersi e sono essenzialmente responsabili dell'incremento diametrico del corpo del vegetale. Sono caratterizzati da cellule a parete molto sottile, anche se con vacuolo ben differenziato, e disposizione regolare e sono prive di spazi intercellulari.

Biologia: tessuto parenchimatico

Sono i più diffusi nei vegetali, specialmente negli organi giovani, e sono caratterizzati da cellule generalmente un po' allungate, prismatiche, a parete relativamente sottile, priva di depositi secondari diversi dalla cellulosa, con spazi intercellulari. Secondo le funzioni che svolgono si distinguono parenchimi clorofilliani a cellule ricche di cloroplasti, parenchimi di riserva devoluti all'accumulo di materiali nutritivi, distinti in amiliferi, albuminiferi, oleiferi ecc., in base al tipo di materiale accumulato, parenchimi acquiferi nelle cui cellule si accumula acqua, parenchimi aeriferi in cui gli spazi intercellulari si dilatano notevolmente favorendo la circolazione dei gas nell'interno del corpo del vegetale. Secondo poi la posizione in cui vengono a trovarsi, si distinguono parenchimi fogliari, corticali, midollari ecc.

Biologia: tessuto di sostegno

Si possono considerare derivati da parenchimi le cui cellule vanno incontro a processi di ispessimento a livello della parete. Si distinguono collenchimi, a parete celluloso-pectica, e sclerenchimi, a parete lignificata. In questi ultimi, distinti in sclereidi e fibre, la lignificazione delle pareti provoca una notevole riduzione degli scambi con le cellule vicine e la conseguente morte del protoplasma.

Biologia: tessuto di conduzione

Vengono distinti in legnosi o xilematici e in liberiani o floematici. Si tratta in entrambi i casi di cellule di conduzione più o meno impilate e con strutture differenziate a livello delle pareti. Nel legno o xilema si hanno tracheidi o vasi chiusi e trachee o vasi aperti, entrambi caratterizzati da ispessimenti lignificati più o meno diffusi sulle pareti. Nel libro o floema si hanno nei gruppi più primitivi cellule cribrose e in quelli più evoluti vasi cribrosi, caratterizzati da una parete cellulosica su cui si differenziano perforazioni o cribri che facilitano il passaggio dei materiali.

Biologia: tessuto di protezione

Si possono ricordare le epidermidi con i loro differenziamenti (cuticole), stomi, peli e il sughero o fellema, caratteristico delle strutture secondarie; entrambi i tipi di tessuti sono caratterizzati da una netta stratificazione delle cellule e dall'assenza di spazi intercellulari.

Biologia: tessuto conduttore

Porzione di parenchima dello stilo o cordone di cellule differenziato sulla parete interna del canale stilare, entro il quale, grazie alla parziale lisi delle cellule, penetra e si sviluppa il budello pollinico prodotto dal granulo pollinico in germinazione.

Bibliografia

Per l'industria tessile

J. A. Colui, Traité de tissage, Suresnes, 1951; Fabbricazione dei tessuti di lana emezzalana, Biella, 1952; G. Sacchi, Tessuti operati, Milano, 1955; L. Tonelli, Tecnologia tessile, Milano, 1956.

Per l'arte orientale

T. Oez, Turkish Textiles and Velvets, Ankara, 1950; E. Kühnel, L. Waslinger, Catalogue of Dated Tiraz Fabrics Umayad, Abbasid, Fatimid, Washington, 1952; A. Gejer, Oriental Textiles in Sweden, Copenaghen, 1961; A. Camuffo, A. Comacchio, Strategia e organizzazione nel tessile abbigliamento, Padova, 1990.

Per la biologia

M. Aron, P. P. Grassé, Précis de biologie animale, Parigi, 1966; Ogilvie, Testo atlante di istologia patologica, Padova, 1968; G. Porter, Introduzione alla struttura submicroscopica delle cellule e dei tessuti, Padova, 1969; W. Bloom, Don W. Fawcett, Trattato di istologia, Padova, 1970; R. V. Kristie, I tessuti dell'uomo e dei mammiferi, Milano, 1988.