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tèca

sf. [sec. XVI; dal latino theca, dal greco thekē, deposito, scrigno, dalla radice di tithénai, collocare].

1) Custodia, astuccio di materiali vari, per contenere oggetti fragili o preziosi, e in particolare reliquie (in tal caso è sinonimo di reliquiario). Spesso è fine opera di oreficeria, talora con parti in cristallo per lasciare visibile il contenuto. Anche piccolo ciborio per portare il viatico agli ammalati o per conservare l'ostia consacrata.

2) In anatomia, termine generico per indicare rivestimenti di varia forma e natura, membrane ecc., che circondano o ricoprono visceri: teca cranica, lo stesso che scatola cranica; teca follicolare, membrana connettivale che avvolge il follicolo di Graaf.

3) In zoologia, rivestimento, guscio, membrana che circonda un intero organismo o parte di esso come si verifica in alcune amebe, CelenteratiIdrozoi e Madreporari, ricci di mare, graptoliti, ecc.

4) In botanica, porzione terminale dello sporangio dei Muschi, detta anche capsula o urna, in cui si differenziano una parete esterna, una massa di tessutoarchesporiale che dà origine alle spore e una porzione assile sterile (columella). La deiscenza avviene per fessurazione della parte o si manifesta per distacco di un opercoloapicale. Oppure, loggia che costituisce metà dell'antera, ognuna delle quali è divisa in due sacche (o loculi), all'interno delle quali maturano i granelli pollinici.