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Budapest

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Capoluogo della contea di Pest; costituisce un'unità amministrativa autonoma, la Grande Budapest di 525 km² suddivisa in 23 distretti; 115 m s.m., 1.697.343 ab. (2005); è capitale dell'Ungheria.

Generalità

Situata su entrambe le rive del Danubio, poco distante dal confine cecoslovacco, là dove il fiume divide l'Ungheria in due sezioni nettamente distinte (a E la pianura dell'Alföld, a W le ondulate distese del Dunántúl), Budapest rispecchia nella sua topografia il duplice volto del Paese. Grande capitale di un piccolo Stato, accogliendo un quinto dell'intera popolazione dell'Ungheria, Budapest ne è in effetti la sola importante città, accentrando, oltre a quella politica, la vita economica, artistica e culturale del Paese. Budapest è infatti sede di varie università (Eötvös Loránd, di Scienze Mediche, di Scienze Agricole, di Scienze Economiche, Università Tecnica), di musei e biblioteche, del Teatro dell'Opera e del Conservatorio di musica Franz Liszt. La riva del Danubio e il Castello di Buda sono Patrimonio Mondiale dell'Umanità secondo l'indicazione dell'UNESCO (1987).

Urbanistica

Dall'originaria fortificazione romana alla città medievale, all'ampliamento neoclassico fino a quello, gigantesco, più recente, Pest si è sviluppata radialmente, a semicerchi concentrici successivi con asse sul Danubio e con struttura regolare. Buda, sulla collina, ha avuto invece uno sviluppo nettamente inferiore, dovuto sia all'originaria destinazione a residenza reale sia all'irregolarità del terreno. Nel 1808 l'arciduca Giuseppe istituì una commissione per l'attuazione di un vasto programma edilizio che nei decenni successivi conferì alla città di Buda un'impronta neoclassica di tipo italiano-francese. Nello stesso periodo Pest cominciò ad allargarsi oltre il limite della città neoclassica (corrispondente al Grande Ring) e si formarono vere e proprie città satelliti (Úipest, Rákospalota, Kipest). Nel 1973, quando fu istituita l'unione amministrativa collegando i centri di Buda e Óbuda, sulla sponda destra, e di Pest su quella opposta, Budapest contava 300.000 ab.; alla fine del secolo erano già oltre 700.000 e 1.050.000 nel 1941 (ma 1.700.000 nell'intera conurbazione). Di pari passo con l'incremento demografico si ebbe quello urbanistico, verificatosi soprattutto attorno a Pest, dove vennero eretti anche imponenti complessi monumentali, degni del rango della nuova capitale. Nello stesso tempo la città è andata svolgendo un processo di uniformazione dei tre centri da cui è nata; una radicale trasformazione si è avuta però solo dopo la seconda guerra mondiale, nel corso della quale fu distrutto o gravemente danneggiato il 70% degli edifici. La ristrutturazione urbanistica, iniziata con il piano regolatore di P. Granasztói, ha operato da un lato un decongestionamento del centro storico e dei quartieri più vecchi, con l'edificazione di vaste aree residenziali periferiche dove è stata gradatamente trasferita la popolazione, dall'altro ha mirato alla creazione di tutte quelle infrastrutture d'ordine sociale che nella Budapest d'anteguerra erano alquanto carenti. Decentrate risultano altresì le nuove industrie, installate per lo più nei numerosi sobborghi aggregati a Budapest nel 1950: tra i principali sono Csepel, Újpest, Rákospalota, Pesterzsébet e Köbánya, sulla riva sinistra, Budafok sull'altra. Il settore terziario si presenta tuttora decisamente concentrato, sotto l'aspetto spaziale, nel “distretto centrale degli affari”, per quanto riguarda sia le attività direzionali e amministrative, sia quelle commerciali di rango medio-superiore. Ciò determina una forte competizione per l'uso del suolo e fenomeni di congestione del traffico assimilabili alle grandi città dell'Europa occidentale.

Storia

Nella storia della città si distinguono vari periodi. Prima dell'invasione tartara (1241) si ritrovano già due nuclei della futura Budapest: quelli di Òbuda e di Pest. La prima, che occupava gran parte della città romana di Aquincum, si impose come centro della vita pubblica e religiosa – residenza reale e sede di un importante capitolo e di una prepositura di istituzione reale –; la seconda, le cui origini risalgono al sec. XI e che consisteva in quella che oggi è la città interna, fu la villa ditissima, abitata in prevalenza da mercanti. Al cessare del pericolo tartaro, per motivi di difesa, la vita pubblica e commerciale venne concentrata su un colle della riva destra del Danubio, che costituì il nucleo principale di Buda. Qui fu costruita nei sec. XIII-XIV una fortezza per la residenza dei re, seguita da chiese e palazzi per la borghesia cittadina, che tentò di assicurarsi una posizione sicura e facilmente difendibile. Di fronte al rilievo assunto così da Buda, l'importanza di Òbuda e di Pest lentamente venne meno. Durante l'occupazione turca (1541-1686) Buda fece registrare una completa decadenza. Solo nel Settecento, quando Maria Teresa d'Asburgo vi ricostruì il palazzo reale, e nel 1777, quando vi venne trasferita da Nagyszombat l'università, istituita da Péter Pázmány, tornò a rifiorire ancora una volta come centro della vita pubblica. Contemporaneamente iniziò il nuovo sviluppo anche di Pest – nel 1784, l'università ebbe lì la sua nuova sede – che raggiunse particolare fioritura nel sec. XIX. Nell'Ottocento, infatti, Pest divenne sede del Museo Nazionale, dell'Accademia delle Scienze, delle due Camere, di importanti biblioteche e archivi. Alla metà del secolo (1840-49) fu costruito il primo ponte stabile sul Danubio (il Ponte a Catene) per collegare le due città, che si unirono amministrativamente nel 1873, inglobando anche Óbuda. Nel sec. XX, la capitale continuò sulla linea di sviluppo. Assediata Pest dai tedeschi e Buda dai sovietici tra il 25 dicembre 1944 e il 12 febbraio 1945, Budapest fu in gran parte distrutta dai bombardamenti e dagli incendi. Nel 1956 vi ebbe luogo una rivolta contro il regime sovietico salito al potere nel 1947, che provocò una sanguinosa rappresaglia e gravi danni al centro cittadino. Alla caduta del comunismo, con l'istituzione della Repubblica d'Ungheria (1989) e il ritiro delle truppe sovietiche (1991), Budapest ebbe una lenta ripresa da cui uscì notevolmente ampliata e ristrutturata.

Arte

Buda fu la prima capitale europea ad accogliere il linguaggio rinascimentale. Del periodo anteriore all'invasione turca, resta ben poco: la chiesa della Vergine (nelle forme architettoniche gotiche del Duecento, ampliata successivamente nello stile tardogotico da Mattia Corvino), la chiesa della Maddalena (sec. XIII), l'abside gotica e i due tabernacoli rinascimentali (1507) della parrocchiale di Pest. Dopo il decadimento della città con l'avvento del dominio turco (cui si devono, peraltro, numerosi edifici, alcuni dei quali ancora in buone condizioni), Budapest rifiorì nel Settecento con gli Asburgo. Maria Teresa fece ricostruire il palazzo reale in forme barocche; Giuseppe II istituì l'università. Di questo periodo restano alcuni blocchi di palazzi soprattutto sul Lungodanubio di Pest e, ormai isolati, i monumenti più importanti, tra cui spiccano gli edifici costruiti dall'architetto viennese Michael Pollack, formatosi a Milano presso il fratello Leopold. L'aspetto attuale di Pest è eclettico e risale al rinnovamento edilizio dell'ultimo quarto dell'Ottocento . Le prime manifestazioni dello stile razionale sono l'Emporium di Béla Lajta (1912-14) e alcuni quartieri costruiti fra le due guerre (quartiere Lipót).

Musei

Nel Museo Nazionale Ungherese, fondato nel 1802, sono rappresentate l'arte preistorica, l'arte egizia antica (oggetti funerari, stele, rilievi), l'arte greca (statue, vasi, terrecotte) dal periodo classico all'ellenistico; la sezione staccata costituita dal Museo di Aquincum ospita le antichità provenienti dalla città romana. Il Museo di Belle Arti, che comprende la collezione Esterházy, possiede quadri di importanti maestri italiani (Sassetta, Crivelli, Raffaello, Boltraffio, Correggio, Tiziano, Tintoretto ecc.), spagnoli (El Greco, Murillo, Zurbarán, Velázquez), tedeschi (Holbein, Dürer, Cranach), francesi, olandesi e fiamminghi (J. L. David, P. Christus, H. Memling, Van Dyck); molto vasta la raccolta di pittura e scultura ungheresi. Ricche sono pure la collezione d'arte europea dei sec. XIX e XX e quella di opere grafiche dal sec. XV al XX, che comprende tra l'altro studi di Leonardo per la Battaglia di Anghiari. § Incorporata nel Museo Nazionale, con funzione di biblioteca nazionale, si trova l'importante Biblioteca Széchény, ricca di ca. 25.000 manoscritti e 700.000 volumi. La biblioteca universitaria possiede oltre 500.000 volumi e alcuni manoscritti provenienti dalla biblioteca di Mattia Corvino.

Economia

Situata in un punto in cui il Danubio, non troppo largo (300-500 m), costituisce un importante passaggio facilmente difendibile, dopo la riunificazione Budapest prese a svilupparsi in modo assai rapido, divenendo in breve un grande centro commerciale e nodo delle comunicazioni ferroviarie e stradali, oltre che scalo della navigazione sul Danubio, sul quale intanto erano stati gettati numerosi ponti. L'industrializzazione della città che si ebbe a partire dalla seconda metà del sec. XIX era inizialmente basata sulla trasformazione dei prodotti agricoli: alla vigilia della prima guerra mondialeBudapest era uno dei massimi centri granari e molitori del mondo. Successivamente presero a svilupparsi altri settori: tessile, metalmeccanico, meccanico di precisione, chimico e petrolchimico, cartario, della gomma, del vetro e del cuoio, e naturalmente alimentare (birrifici, conservifici, distillerie). Il processo di rilocalizzazione industriale che ebbe luogo nel dopoguerra, esteso all'intero Paese, ha ridotto l'incidenza di Budapest da oltre il 50% degli addetti nazionali a ca. il 30%, ma ha conferito al settore secondario della capitale un carattere maggiormente selettivo e innovativo dal punto di vista tecnologico (elettronica, ingegneristica ecc.). Budapest conserva inoltre la sua importanza commerciale, attestata anche dall'annuale Fiera merceologica internazionale, in quanto, oltre a essere uno dei maggiori nodi ferroviari dell'Europa centrale, dispone di un buon porto fluviale e dell'aeroporto internazionale di Ferihegy. Di una certa importanza è l'attività turistica.

Curiosità

Budapest è nota per la ricchezza di sorgenti termali sfruttate fin dal Cinquecento; tra i bagni più antichi ci sono le Terme di Király, con una cupola a lucernario del 1570; le Terme di Széchényi, nei pressi del parco cittadino; i grandiosi bagni termali del Gellért Hotel, lussuoso albergo Art Nouveau sull'omonima collina; a N del ponte di Elisabetta, le Terme di Rudas, bagno turco con piscina ottagonale e grande vetrata. Capitale dell'opera e della danza, con una stagione che dura quasi tutto l'anno, Budapest ospita diversi festival, tra cui il più seguito è il Budafest, Festival estivo dell'opera e del balletto.

Bibliografia

Per la storia

Tanulmányok Budapest multjából, vol. I-XV, Budapest, 1932-63; B. O. Kelényi, La vecchia Pest e Buda, Budapest, 1942; C. Bernadac, A Budapest si muore, Roma, 1976.

Per l'arte

L. Gerö, A budai vár helyreállitasa, Budapest, 1951; A. Pigler, Orszagos Szepmuvesti Museum, 2 voll., Budapest, 1954; M. Horler, F. Pogany, Budapest müemlékei, 2 voll., Budapest, 1956-61; K. Garas, Il Museo di Budapest, Milano, 1961; A. C. De Bragi, Budapest nel contesto neoclassico europeo, Milano, 1977.