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arredaménto

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Lessico

Sm. [sec. XIX; da arredare].

1) L'arredare.

2) L'insieme dei mobili, arredi, decorazioni, che rendono atti all'uso una casa, un ufficio, ecc.

Storia: culture primitive

Nelle culture primitive ed etnologiche l'arredamento delle abitazioni fisse si identifica per lo più con la struttura architettonica dell'interno: nicchie, rialzi, ripostigli, panche perimetrali con funzione di letto e sedile sono infatti incorporati o ricavati nello spessore delle pareti, mentre scarsi sono gli elementi mobili. Nelle tende o nelle capanne dei popoli nomadi l'arredamento è invece caratterizzato da elementi mobili che fungono da divisori e giacigli: stuoie, tralicci, pelli, coperte e talvolta tappeti.

Storia: civiltà preelleniche

Nelle più antiche civiltà dell'Asia anteriore e del Mediterraneo l'arredamento è improntato alla decorazione più o meno ricca delle strutture architettoniche interne, ricoperte di pitture (Egizi, Cretesi), di ceramiche smaltate (Assiri e Babilonesi), di stoffe; limitati sembrano invece essere stati i mobili, talvolta preziosi, come nel caso della Mesopotamia, dove reperti archeologici del sec. VIII a. C. attestano l'estrema raffinatezza e l'abilità tecnica di una produzione, evidentemente, non d'uso comune, ma limitata a un'élite di altissimo rango. Per quanto riguarda l'Egitto, la pittura, i rilievi decorativi e i ricchi corredi funerari permettono di ricostruire le sfarzose abitazioni dei notabili e dei reali: pareti ricoperte con stucchi, dipinti, soffitti lignei decorati, mobili di struttura semplice ma in materiali preziosi, tappeti, stuoie e finissimi oggetti d'uso e di toeletta.

Storia: civiltà classica

Per l'arredamento greco occorre rifarsi alle fonti letterarie, alla pittura vascolare, ad alcuni bassorilievi: dopo gli influssi orientali avvertibili nel periodo arcaico, si va delineando nel sec. V a. C. una ricerca di armonia e di misura differenziata dal fasto dei più antichi popoli mediterranei. La casa privata è arredata con mobili d'uso (letti, sedili e tavolini di fogge diverse) dalla struttura funzionale ed elegante. Verso il sec. III a. C., l'abitazione privata si fa più confortevole e addirittura sontuosa, con pareti dipinte, pitture da cavalletto e sculture come elementi decorativi; al mobilio di questo periodo, più pesante e ornato, si rifaranno i Romani e, prima, gli Etruschi. Per questi ultimi, sono ancora le tombe, con pitture murali e suppellettili, a fornire testimonianze dell'arredamento, caratterizzato da un largo uso di tendaggi policromi e di mobili solidi e abbondantemente decorati in metallo. Agli Etruschi risale anche l'uso del letto da triclinio per banchetti o per il riposo, che diverrà proprio del costume romano. Nella casa romana, agli stretti legami con l'ambiente etrusco fa seguito, dopo il sec. III a. C., la diretta penetrazione del gusto ellenistico, che introduce, accanto agli ambienti e ai mobili di uso comune, quelli di rappresentanza: ancora pareti dipinte, pavimenti rivestiti di mosaici, ricchi mobili con prevalente funzione decorativa (esempi si trovano ad Ercolano e Pompei). Nell'epoca imperiale il fasto si accentua, assumendo caratteri di ispirazione asiatica dopo il sec. IV, col trasferimento della capitale a Bisanzio. Ma, prima, la crescente insicurezza che, a causa della pressione dei barbari alle frontiere, pervade ormai l'Occidente e, quindi, le invasioni barbariche causano un progressivo impoverimento del modo di vivere, che interessa naturalmente anche l'arredamento.

Storia europea: Medioevo e Rinascimento

Dalle scarse notizie delle fonti si può desumere che gli arredi della vita comune fossero andati riducendosi a pochi mobili facilmente trasportabili (cassoni dai molteplici usi, sedili smontabili, ecc.). Testimonianze di poco maggiori si hanno per le residenze palatine dell'Impero carolingio e per quelle feudali, articolate attorno a un unico ambiente con grande camino, nel quale si svolgeva sia la vita di rappresentanza sia quella privata del signore. Prima nell'ambito feudale e poi in quello cittadino si vanno delineando, a partire dal sec. XI, le caratteristiche dell'abitazione privata, i cui arredi, pur scarsi e rudimentali, cominciano a stabilizzarsi e a essere disposti a seconda della finalità dell'ambiente. Nel periodo gotico si ha, specie nell'Europa settentrionale, una crescente raffinatezza negli interni, con rivestimenti in legno, cassoni e credenze intagliati, suppellettili preziose e l'introduzione dell'arazzo con funzione non solo decorativa, ma come elemento divisorio per moltiplicare gli ambienti. Il senso dell'intimità domestica si avverte prima che altrove nelle case della borghesia benestante dell'Europa settentrionale, dove gli arredi gotici continuano a essere in uso quando nell'abitazione italiana è già in atto la trasformazione operata dal Rinascimento. Le dimore cittadine del ceto medio italiano del Quattrocento (in particolare a Firenze), così come i palazzi e più tardi le ville dei nobili, hanno locali ampi e luminosi, talora adorni di affreschi e soffitti lignei a cassettoni, con pochi mobili sobriamente intagliati e intarsiati, che non alterano il sereno equilibrio dell'architettura, cui la loro stessa struttura è ispirata. Il rivestimento ligneo delle pareti talvolta raggiunge un'autentica espressione di arte (studiolo del duca Federico di Montefeltro nel Palazzo di Urbino). L'arredamento rinascimentale italiano più tardo, caratterizzato da una decorazione sempre più ricca, si diffonde in tutta l'Europa dalla seconda metà del Cinquecento, con varianti e aspetti particolari nei diversi Paesi (in Inghilterra, lo stile Tudor).

Storia europea: Barocco

Nel Seicento si attua la differenziazione dei gusti nelle singole zone geografiche e vengono a determinarsi i vari stili dell'arredamento (Luigi XIII, Luigi XIV, William and Mary), per lo più improntati a realizzazioni fastose, specie nelle residenze regali e nobiliari, con profusione di stucchi, affreschi, tessuti e con massicci mobili scolpiti, dorati, imbottiti, intarsiati di materie preziose. È bene però osservare che un profondo divario corre tra questi arredi patrizi e gli interni delle abitazioni borghesi, la cui caratteristica prevalente di comodità è documentata, specie per l'Olanda, da numerosi dipinti coevi. Un rinnovato indirizzo dell'arredamento, già manifestatosi alla fine del regno di Luigi XIV, si afferma durante la reggenza di Filippo d'Orléans, proprio nell'ambito della corte e della nobiltà francese, che preferiscono ormai alla solennità delle grandi residenze la più intima e comoda dimensione di vita degli appartamenti privati nei palazzi cittadini o nei “casini” di campagna. Una completa unità decorativa, scissa da riferimenti con l'architettura esterna, lega le boiseries di tonalità chiare, i numerosissimi, eleganti mobili e mobiletti Reggenza e Luigi XV, le suppellettili, spesso disegnati da un unico artefice e caratterizzati dall'elegante linea mossa e spezzata del gusto rocaille. Gusto che invade ben presto tutta l'Europa; si vedano gli arredamenti delle corti tedesche, lo stile Chippendale in Inghilterra, il barocchetto o rococò italiano.

Storia europea: Neoclassicismo

Verso la metà del sec. XVIII la risonanza delle scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei si riflette anche nell'arredamento, che raccoglie temi decorativi ispirati all'antichità classica, sostituendo gradualmente le sinuosità rocaille con linee diritte. Il gusto neoclassico diffuso in tutta l'Europa si afferma in Francia (stili Luigi XVI e Direttorio), ha un vasto seguito anche in Italia e giunge a espressioni di grande autonomia artistica in Inghilterra con lo stile Adam. Lo stile Impero del periodo napoleonico può essere considerato l'ultima fase dell'arredamento neoclassico: un'interpretazione solenne e un po' rigida dell'antico, con grandi mobili in lucido mogano impreziositi da sobrie applicazioni di bronzi dorati.

Storia europea: età moderna e contemporanea

Seguono nell'Ottocento i vari aspetti del gusto Restaurazione, con un ritorno più o meno felice alle linee ondulate del Settecento e infine, per l'intero arco del secolo, gli eclettici richiami al passato, limitatamente a singoli mobili o a interi ambienti, arredati in stile, talvolta con notevole abilità tecnica e ormai su scala industriale; in ogni caso, denuncianti con evidenza il carattere convenzionale di tali revivals. Come reazione a questo generale indirizzo sorse, nella seconda metà dell'Ottocento, il movimento inglese Arts and Crafts che, su iniziativa di W. Morris, proponeva nuove soluzioni unitarie per l'arredamento, sganciate dall'eclettismo e impostate sulla constatazione concreta della struttura sociale del proprio tempo e dei conseguenti rapporti tra artigianato e industria. Nacquero così mobili, carte da parati, stoffe, prima espressione di un gusto che si diffonderà in seguito sino al primo trentennio del Novecento in tutta l'Europa sotto le varie denominazioni di liberty, floreale, Art Nouveau, ecc. Alle premesse fondamentali delle Arts and Crafts si collegano variamente i successivi movimenti e tendenze dell'arredamento (Bauhaus), i quali, mantenendo fede al presupposto del legame tra architettura e interno, uniformarono gli oggetti di arredamento al rigore dell'architettura razionale, con mobili funzionali dalle linee semplici e geometriche, spesso con l'impiego di materiali nuovi (metallo, vetro, ecc.). Tale evenienza non ha modificato completamente il gusto, diffuso nell'ambiente borghese specialmente nel secondo dopoguerra, per l'arredamento con pezzi antichi o rifatti in stile.

Storia orientale: Iran e India

Le testimonianze di arredi nell'antico Iran sono assai scarse e limitate a suppellettili regali (trono in avorio di un sovrano scita, del sec. VII a. C., rinvenuto nel Kurdistan iranico). § In India la documentazione plastica di Amaravati (sec. I a. C.-III d. C.) rivela aspetti di una società colta, la cui vita sembra svolgersi all'aperto: gli arredi consistono per lo più in tessuti, stuoie, cuscini. Nell'intera area indiana di quest'epoca i mobili sono scarsi o di piccole dimensioni (cassone portatile a pannelli d'avorio e spalliere di sedie e poggiapiedi, pure in avorio, probabilmente appartenenti a un gineceo, provenienti dal tesoro di Begram, nell'Afghanistan, sec. II d. C.). Anche le pitture rupestri di Ajantasec. IV e V d. C.) testimoniano nelle scene di corte un largo uso di tende e baldacchini in tessuti ricamati e con seggi regali finemente lavorati. Alcuni testi sanscriti del sec. V contengono descrizioni precise sulle ricche abitazioni del ceto medio cittadino, costruite in legno e mattoni, con interni decorati da pitture, sculture, tessuti (si vedano anche, per questo periodo, le pitture rupestri di Sīgiriya a Ceylon). Anche l'India risente dell'avvento dell'Islam, che si rifletté a lungo, d'altronde, nella vita e nella civiltà delle amplissime regioni conquistate (si veda, per l'Occidente, la lunga persistenza in Spagna del gusto mudéjar), caratterizzando anche l'arredamento con un'impronta di gusto arabo, evidente, più che negli scarsi arredi, nella spartizione ritmica delle pareti, e nell'ampio uso di tappeti. Al primo influsso islamico si aggiunse in India, a partire dal sec. XVI, la corrente artistica legata all'Impero Moghūl, con edifici e arredi sontuosi a livello regale (pareti adorne di intarsi in marmo e pietre semipreziose), specie nel nord del Paese. Negli ambienti privati, riservati alle signore o anche in taluni saloni di rappresentanza, le pareti venivano intagliate da nicchie a forma di archetti polilobati, di altezza e dimensioni diverse, nelle quali venivano posti ciotole di ceramica o porcellana cinese con fiori e frutta, fiaschette dal tipico collo allungato, oggetti in metallo finemente cesellati. Questa pratica si ritrova anche in alcuni palazzi della Persia safavide (sec. XVI-XVIII) e nell'ottomano Topkapı Sarayi.

Storia orientale: Cina

Le più antiche fonti sull'arredamento cinese sono fornite da specchi di bronzo provenienti dalle tombe del periodo Shang (1776-1111 a. C.) e da modellini di case in argilla della dinastia Han (206 a. C.-220 d. C.). Gli interni, arredati con stuoie e tappeti posti sul pavimento con funzione di sedili, erano suddivisi da pareti mobili in vari ambienti, articolati attorno alla sala principale. Sotto la dinastia T'ang (618-907 d. C.), pilastri e travi si arricchiscono di decorazioni a intaglio e traforo, mentre oggetti laccati e intarsiati riflettono per ricchezza e qualità il raffinato gusto che imperava alla corte, aperta a scambi e contatti internazionali. Con la dinastia Sung (960-1279), le pareti divisorie negli interni divengono fisse e su di esse si appendono le pitture su rotolo, mentre fanno la prima apparizione sedie e tavolini di dimensioni normali. Dopo un ritorno a un arredamento più sobrio in connessione con il diffondersi della setta buddhista Chan (Zen), si ha la grande fioritura artistica dell'epoca Ming (1368-1644), espressa anche nell'arredamento con una ricchissima produzione di mobili-sedie, tavole, armadi (sobriamente decorati a intaglio) di linea pura in armonia con la simmetria rettangolare degli ambienti. La dinastia Ch'ing (1644-1912) è caratterizzata da un nuovo gusto che accentua molto gli elementi decorativi dell'arredamento, tanto da renderlo piuttosto pesante, come si può vedere nelle varie sale dei palazzi imperiali cinesi (Città Proibita, Palazzo d'Estate, palazzo di Shenyang e palazzi di Chengde).

Storia orientale: Giappone

Nell'antico Giappone, una particolare fioritura dell'arredamento si ha con i palazzi e le dimore nobiliari del periodo Heian (794-1185): paraventi in carta e pannelli divisori (elementi tradizionali dell'arredamento nell'Estremo Oriente) sono riccamente dipinti, così come le suppellettili e i pannelli lignei delle pareti; particolarmente importanti nell'arredo i vari prodotti della lacca. Interessante è l'arredamento dei castelli feudali del periodo Momoyama (1573-1603): pavimenti ricoperti con stuoie, elementi divisori mobili e paraventi dipinti, elaborati intagli policromi nei fregi tra pilastri e soffitto, quest'ultimo spesso affrescato. I mobili, come sempre in Giappone, sono in scarso numero e bassi. Nei locali più importanti delle ricche abitazioni vi era una struttura sopraelevata, una sorta di alcova, nella quale erano ricavati scaffali a muro in cui esporre oggetti d'arte e un vano finestra riservato alla lettura. L'amore per gli arredi fastosi si accentua nel periodo Tokugawa (1603-1868), durante il quale i temi e le decorazioni tradizionali vengono riproposti in forme assai appesantite; i mobili di quest'epoca, di esecuzione accuratissima, avranno molto successo anche in Europa.