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Sassònia (regione storica)

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regione storica dell'Europa centrale, oggi interamente compresa nella Germania. È formata dalla Sassonia propriamente detta (a SE), corrispondente nelle sue grandi linee all'antico territorio del regno di Sassonia, e dalla Sassonia-Anhalt(a NW).

Storia

"Per la cartina storica vedi il lemma del 17° volume." La regione, il cui nome deriva dalle popolazioni germaniche dei Sassoni che vi furono dislocate e forzatamente cristianizzate (Dieta di Paderborn, 777), si enucleò politicamente come ducato, affidato ai Liudolfingi nella persona di Ottone (880 d. C.). Nel sec. XI il ducato, forte anche di una vigorosa mobilitazione contadina, si schierò contro l'imperatore Enrico IV. Fu poi oggetto di colonizzazione cistercense, spesso contrastata dalla volontà di autonomia dei contadini. Divisa sotto Enrico il Leone (1129-95) dalla Vestfalia, la parte orientale della regione, con il nome di Sassonia, passò alla casa di Anhalt. Al 1355 risale l'acquisto della dignità elettorale, con cui la signoria passò alla famiglia Wettin (1422) che alla fine del secolo la divise nei due rami: Sassonia elettorale alla linea ernestina, Sassonia ducale alla linea albertina; a quest'ultima passò la dignità elettorale nel 1547. Gli ernestini Federico III il Saggio e Giovanni il Costante protessero la nascente Riforma; la linea albertina seguì una politica religiosa moderata e consolidò il principato favorendo l'equilibrio delle classi sociali. All'inizio del Seicento la Sassonia ottenne ampliamenti territoriali e si sviluppò economicamente specie nel settore tessile (lino), uscendo relativamente indenne dalla guerra dei Trent'anni. Seguì un periodo di declino politico, quando l'elettore Augusto II (1694-1733) trascinò la Sassonia nell'acquisto della Polonia, di cui egli fu re dal 1697. I contrasti che coinvolsero i paesi baltici, la Russia e opposte fazioni della nobiltà polacca, le guerre del Nord (1654-60 e 1700-21) e la guerra dei Sette anni esaurirono le forze della Sassonia, la cui economia inoltre venne colpita dalla concorrenza doganale della Prussia: il Paese, in grande sviluppo politico ed economico, finì per annettersi anche la Sassonia del Nord per decisione del Congresso di Vienna (1815). Così Federico Augusto I, re dal 1806, pagò l'alleanza con Napoleone, che le sue stesse truppe avevano rifiutato disertando dopo la battaglia di Lipsia. La Sassonia partecipò attivamente alle conquiste liberali dell'Ottocento, ottenendo l'uguaglianza religiosa (1818), una Camera rappresentativa (1831) e altre riforme civili dopo il 1848. Schieratasi nuovamente contro la Prussia nel 1866, la Sassonia fu costretta a entrare nella confederazione germanica del Nord nel 1866, quindi nel II Reich (1871). Una notevole diffusione del socialismo alla fine dell'Ottocento, pur contrastata da riforme elettorali censitarie, si tradusse in forti lotte contro gli agrari e per la pace (1917). Trasformata in Land della Repubblica di Weimar, la Sassonia ebbe nel 1923 un governo socialcomunista che fu abbattuto dall'esercito, ma il movimento rivoluzionario fu definitivamente sconfitto solo dall'avvento del nazismo (1933). Devastata nel corso della II guerra mondiale e occupata da truppe sovietiche, la Sassonia nel 1946 entrò a far parte della Repubblica Democratica Tedesca. La Sassonia-Anhalt, costituita nel 1945 dalla fusione dell'antica provincia prussiana di Sassonia e del territorio dell'Anhalt, divenne Stato federato nel 1947. Dal 1952 al 1990, in seguito alla ristrutturazione politico-amministrativa della Repubblica Democratica Tedesca, i due Stati federati di Sassonia e di Sassonia-Anhalt furono divisi rispettivamente nei distretti di Dresda, Karl-Marx-Stadt e Lipsia e in quelli di Halle e Magdeburgo; solo con la riunificazione della Germania, la Sassonia e la Sassonia-Anhalt sono state ricostituite in Länder. Dal 1990 è un Land della Germania unificata.

Arte

Un primo periodo di grande e autonoma fioritura artistica si ebbe in Sassonia intorno al Mille, e di esso è testimonianza la chiesa di S. Michele a Hildesheim, città che fu tra i più importanti centri artistici dell'impero ottoniano e sede di una celebre scuola d'oreficeria. In età romanica, centro della cultura sassone fu Braunschweig, dove il duca Enrico il Leone ricostruì in forme tardoromaniche (1173-95) il duomo ottoniano, nel quale si trovano alcuni notevolissimi esempi di scultura e pittura del sec. XIII. Anche Hildesheim mantenne però importanza, specie nel campo della bronzistica e della miniatura. Meno interessante il periodo gotico, che solo nella sua ultima fase conobbe manifestazioni originali (castello di Meissen, 1471-85); notevoli le case borghesi tardogotiche di Braunschweig e Hildesheim (sec. XVI). La Riforma e il rafforzarsi del potere dei principi nel sec. XVI influenzarono sensibilmente le manifestazioni dell'arte, facendo della corte di Dresda il principale centro culturale della regione. Interessata a un grande programma di rinnovamento edilizio, la città vide sorgere tra l'altro il castello rinascimentale, il palazzo municipale (1549-50) e i Giardini della Duchessa (1590). In età barocca, mentre l'architettura religiosa della regione rimase in genere di livello modesto, assai vasta fu la costruzione di residenze principesche, in particolare a Dresda, dove M. D. Pöppelmann realizzò, nel grande complesso dello Zwinger, di influsso francese, il più grande capolavoro del rococò in Germania. Agli inizi del Settecento, inoltre, fu fondata a Dresda la prima manifattura di porcellana dura europea, che venne trasferita nel 1710 a Meissen, nome col quale divenne poi nota la raffinata produzione di porcellana di Dresda. Successivamente l'arte in Sassonia rientrò nei più vasti ambiti tedesco ed europeo.