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Camerun

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(Republic of Cameroon; République du Cameroun). Stato dell'Africa centrale (475.442 km²). Capitale: Yaoundé. Divisione amministrativa: province (10). Popolazione: 19.521.600 ab. (stima 2009). Lingua: francese e inglese (ufficiali), bantu, dialetti sudanesi, semibantu. Religione: cattolici 27,4%, animisti/credenze tradizionali 22,2%, musulmani 20%, protestanti 20,2%. Unità monetaria: franco CFA (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,523 (153° posto). Confini: Nigeria (N e W), Ciad (NE), Repubblica Centrafricana (E), Repubblica del Congo, Gabon e Guinea Equatoriale (S), Oceano Atlantico (golfo di Guinea) (W). Membro di: Commonwealth, OCI, ONU, UA e WTO, associato UE.

Generalità

Situato tra la sezione centrale, francofona, del continente e quella occidentale anglofona, si estende dal fondo del golfo di Guinea verso N sino al lago Ciad. Il Camerun, che unisce in un unico Stato i territori che furono oggetto di due distinti mandati coloniali (l'inglese nel settore sudoccidentale, il francese nel resto del Paese) ha confini quasi ovunque artificiali e dettati da ragioni politiche. Furono in particolare i primi colonizzatori tedeschi a fissare i confini della colonia sulla base di un loro disegno espansionistico nell'interno: ciò spiega tra l'altro il singolare “becco d'anatra” verso il bacino del Congo. Dunque l'eredità coloniale tedesca prima, e franco-britannica dopo, ha prodotto nel Camerun indipendente la presenza di due ordinamenti amministrativi (in vigore fino al 1972) e di due lingue ufficiali (inglese e francese), cui bisogna sommare gli elementi di tradizionale distinzione tra N e S, tra costa e interno, tra pianure e altopiani: partecipa infatti sia del dominio equatoriale sia della fascia sudanese delle savane; culturalmente contrappone le genti forestali e bantoidi a meridione a quelle sudanesi del settentrione. Il risultato è eterogeneo, con un popolamento differenziato e un assetto istituzionale poco organico. A queste "difficoltà" si sono contrapposte, sulla strada dello sviluppo, alcune condizioni di segno positivo: il buon livello di scolarizzazione, una dinamica demografica meno esasperata che in altri Paesi, un notevole patrimonio di risorse naturali. Si intravedono perciò le possibilità di una prosecuzione del processo di crescita e diffusione di condizioni di vita più soddisfacenti.

Lo Stato

Indipendente dal 1961 il Camerun è una Repubblica multipartitica a regime presidenziale. Nato con un regime a carattere federale che garantiva ai due ex territori coloniali larga autonomia politica e amministrativa, assemblee e governi propri, con il referendum del 20 maggio 1972 ha assunto un nuovo assetto unitario. Il presidente della Repubblica, capo dello Stato, delle forze armate e del governo, ha ampi poteri esecutivi ed è eletto a suffragio diretto per un periodo di 7 anni. L'Assemblea nazionale è eletta con mandato di 5 anni e nomina i membri della Corte suprema e dell'Alta corte di giustizia, entrambe con sede a Yaoundé. Inoltre sono presenti in tutte le province tribunali di prima istanza. La pena di morte è in vigore. Le forze armate sono divise nelle tre armi tradizionali e accanto a queste sono presenti nel Paese molte organizzazioni paramilitari. Nel campo dell'istruzione il Paese ha subito l'influsso europeo, inglese e specialmente francese e, come si diceva, a partire dall'indipendenza è stato attuato un intenso programma educativo che ha portato a un aumento del livello di alfabetizzazione. Nel 2008 il tasso di analfabetismo era stimato al 24,1%. L'istruzione pubblica è gratuita e sono presenti nel Paese istituti privati e missionari a cui il governo fornisce aiuti finanziari. L'istruzione primaria inizia all'età di 6 anni e dura 6 anni nel Camerun Orientale (dove è obbligatoria) e 7 anni in quello dell'Occidentale. L'istruzione secondaria nel Camerun Orientale si compone di due cicli di 4 e 3 anni; nel Camerun Occidentale sempre in due cicli ma di 5 e 2 anni. L'insegnamento superiore, che era inesistente al momento della dichiarazione d'indipendenza, è iniziato nel 1962 con la fondazione dell'Università statale di Yaoundé, decentrata e suddivisa in cinque campus regionali, ciascuno con differenti indirizzi di studio.

Territorio: morfologia

La maggior parte del territorio si estende sul bacino del Sanaga, vero asse idrografico del Paese di cui attraversa l'intera sezione meridionale, sfociando nel golfo di Guinea non lontano dallo sbocco di un altro più piccolo fiume, il Wouri, denominato dai primi esploratori portoghesi Rio dos Camarãos (fiume dei gamberi), donde il nome Camerun. Ma l'elemento morfologico più caratteristico è costituito dai rilievi che si elevano sul lato occidentale del Camerun e che rappresentano un riferimento orografico fondamentale nel contesto fisico dell'Africa, ricollegandosi agli imponenti massicci del Sahara centrale; essi corrispondono a una grande linea di frattura e di dislocazioni tettoniche (detta “linea del Camerun”), che ha la sua continuazione nelle isole vulcaniche (Bioko, Príncipe, São Tomé) emergenti nel golfo di Guinea. Strutturalmente tali rilievi sono formati da zolle archeozoiche sollevate da grandi horst divisi tra loro da più o meno ampie depressioni; una di queste zolle è anche l'altopiano dell'Adamaua (Adamaoua), che separa il bacino del Sanaga dalla depressione del Benue (Bénoué). Su questa s'incentra la parte settentrionale del Paese dominata dai monti Mandara, ultimo orlo rialzato prima dell'area depressionaria del lago Ciad. Ai perturbamenti da cui hanno tratto origine questi rilievi si collega l'attività vulcanica che, a partire dalla fine del Mesozoico, ha dato luogo a grandi espandimenti basaltici e alla nascita di vulcani, tra cui l'imponente cono del monte Camerun che domina il golfo di Guinea. Il vulcano, che è attivo anche se episodicamente, raggiunge i 4100 m ed è la più alta montagna del Camerun, i cui rilievi si mantengono per il resto su quote modeste, superando di poco i 2000 m nella sezione meridionale e nel massiccio dell'Adamaua; si hanno ovunque forme mature, sia pure con aspetti molto particolari legati alla morfologia vulcanica (è il caso delle spettacolari guglie dei monti Mandara). Il resto del Paese presenta superfici archeozoiche, più o meno movimentate dalle dorsali che separano gli aperti solchi fluviali del bacino del Sanaga. Sulla costa del golfo di Guinea – su cui il Camerun si affaccia per ca. 500 km – si estende la maggiore pianura camerunense, larga ca. 150 km e originata dalle alluvioni del Sanaga e degli altri fiumi (tra cui il Nyong) che scendono direttamente all'Atlantico; pianure alluvionali si hanno nella valle del Benue e nella zona prossima al lago Ciad, i cui depositi sedimentari d'epoche passate si trovano su un ampio raggio intorno a quelli che sono i suoi attuali contorni.

Territorio: idrografia

Al bacino del lago Ciad appartiene, come si è detto, l'appendice più settentrionale del Paese, bagnata dal fiume Logone; il resto è idrograficamente diviso tra il bacino del Niger tramite il Benue e il già ricordato e più ampio bacino del Sanaga, mentre la sezione sudorientale rientra nel bacino congolese, mediante i tributari del Sangha (tra cui il Ngoko, formato dall'unione dei fiumi Boumba e Dja). Questi ultimi fiumi, come in parte lo stesso Sanaga, hanno un regime relativamente costante in quanto alimentati dalle piogge indotte dal clima umido del Camerun meridionale.

Territorio: clima

Dal punto di vista climatico in Camerun hanno notevole incidenza l'esposizione del Paese al golfo di Guinea e la presenza dei rilievi. Le precipitazioni, portate dalle masse d'aria atlantiche secondo il meccanismo di tipo monsonico che s'instaura tra superfici continentali e oceano, si riducono progressivamente verso N (meno di 500 mm annui), dove predominano gli influssi continentali, responsabili della stagione secca, invernale, più o meno prolungata a seconda della latitudine. Nel S invece essa quasi non esiste e gli apporti umidi sono continui, determinando sulla costa, come a Douala, medie di 4000 mm annui e sui ben esposti versanti del monte Camerun il primato africano della piovosità annuale, con 8000-10.000 mm.

Territorio: geografia umana

Il Camerun, vera e propria terra d'incontro di regioni diverse, per di più morfologicamente tormentato, è un mosaico etnico. Le più antiche genti sono rappresentate da pigmoidi che vivono nelle aree forestali meridionali (binga o babinga, gielli o bagielli), in secoli recenti occupate dai bantu fang, il gruppo più numeroso (20%), e dai più frammentati gruppi dei duala (o douala, 15%), dei bafia, dei maka, dei basa. Nella regione delle alteterre, ricche di suoli vulcanici adatti all'agricoltura, vivono i mileke o bamileke (18%), un tempo il gruppo più numeroso, i bamun e i tikar, tutti d'origine bantoide. Il Camerun centrale è abitato da genti paleosudanesi, come i durru, i mbum, i vute, coltivatori di miglio che nell'Adamaua vivono a fianco dei fulbe (10%), popolo pastorale la cui penetrazione, così come quella degli haussa, ha determinato, a partire dal sec. XVII, profondi perturbamenti in tutta la compagine etnica del Paese; nel Camerun settentrionale infine sono genti arabizzate, come i kanuri e i kotoko. Escludendo fang, fulbe, duala e bamileke, le altre etnie costituiscono il 35,8% della popolazione. I primi gruppi venuti a contatto con gli Europei furono quelli della costa; qui sono anche iniziate le attività commerciali e di conseguenza si sono formati i primi importanti centri, tra cui Douala e Limbe e, sui fertili versanti del monte Camerun, Buéa. Più internamente, in una zona dal clima più salubre, è invece sorta Yaoundé, la capitale. Le aree più densamente popolate (la densità media è di 41 ab./km²) sono quelle di origine vulcanica, quindi più fertili, poste nelle zone climatiche meno esposte agli eccessi stagionali. Così si prestano a un fitto insediamento i versanti orientali del monte Camerun, come pure la fascia costiera settentrionale. Un'attrazione è esercitata dall'asse stradale Douala-Yaoundé-Bangui e dalle piantagioni di cotone e arachidi lungo la piana del Benue. Molto forte è lo squilibrio sia demografico sia economico tra il S, più evoluto, e il N del Paese. La popolazione è passata da 2,3 milioni (secondo il censimento del 1935, riguardante però solo la parte francese) agli oltre 14 milioni del 1999, registrando un tasso di incremento assai elevato, ma comune peraltro a gran parte dell'Africa. Essa vive per lo più in villaggi , dove domina ancora un'organizzazione di tipo feudale appoggiata alle chefferies. Gli indicatori sociali forniscono per il Camerun un quadro di singolari contrasti; il tasso di scolarizzazione è elevato, con quasi il 70% della popolazione alfabetizzata, ma la speranza di vita alla nascita lontana da standard medi: nel 2005 era 51 anni per gli uomini, 52 anni per le donne. Negli anni più recenti si è verificato nel S un massiccio processo di urbanizzazione, provocato – tra l'altro – da un rilevante flusso migratorio proveniente dalle popolose aree montuose occidentali. Le aperture commerciali del Paese hanno determinato lungo le strade principali la nascita di numerosi centri di mercato, i più importanti dei quali svolgono anche funzioni amministrative. A parte Douala (maggior porto del Paese e capolinea delle ferrovie e delle strade di penetrazione) e Yaoundé, che sono vivaci città d'aspetto moderno, i principali centri sono: Nkongsamba, Kumba e Bamenda, nelle alteterre sudoccidentale; Edéa, a breve distanza da Douala; Ngaoundéré, nella regione dell'Adamaua; Garoua e Maroua, rispettivamente fulcri della valle del Benue e dell'area settentrionale.

Territorio: ambiente

Il Camerun possiede una straordinaria biodiversità, tanto che sul suo territorio si trova ogni tipo di varietà di flora e di fauna presente nell'Africa tropicale: la vegetazione passa dalla foresta pluviale alla foresta a galleria, alla savana e infine alla steppa. Lungo la fascia costiera si estende la foresta pluviale, che ospita un gran numero di specie arboree, tra cui la palma da olio, il mogano, il bambù, il teak, l'ebano e il caucciù. A questa succedono le mangrovie, che risalgono per notevoli tratti gli estuari fluviali. Progressivamente la foresta pluviale lascia spazio alla foresta a galleria che si estende su una vasta regione lungo il corso dei fiumi e quest'ultima, a sua volta, cede il posto alla savana arborata, che si sviluppa nella zona centrosettentrionale del Paese, sull'altopiano dell'Adamaoua. A N dell'altopiano si trova la savana, caratterizzata da specie arboree sempre più rade per arrivare infine alla steppa vera e propria nei pressi del lago Ciad, dove compaiono le prime estensioni di sole Graminacee. La fauna varia con l'ambiente vegetale: le aree protette sono l'9,9% del territorio. La regione più ricca è quella a N, soprattutto nei parchi nazionali del Bénoué, del Boubandjidah e del Waza (il Camerun possiede 14 pachi nazionali, oltre a numerose altre riserve naturali, fra cui la riserva faunistica di Dja dichiarata patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO nel 1987). Fra i grandi animali della savana qui si possono incontrare: leoni, ghepardi, leopardi, bufali, elefanti, ippopotami, antilopi e kudu, oltre a numerose specie di primati come babbuini, gorilla e scimpanzé. Purtroppo, come in molti altri Paesi del continente africano, la tutela dell'ambiente male si concilia con le esigenze della popolazione locale; infatti la richiesta di carne di animali selvatici, lo sfruttamento commerciale delle foreste, l'avanzamento della desertificazione, l'impoverimento del suolo, l'allevamento intensivo di bestiame, la caccia e la pesca indiscriminate influiscono assai negativamente sul mantenimento della biodiversità del Paese.

Economia: generalità

L'economia del Camerun riveste un ruolo di rilievo nel continente africano dato che nel 2008 faceva registrare un PIL pro capite di 1.115 $ USA (un dato piuttosto alto se confrontato con gli altri Paesi dell'Africa tropicale) e un PIL di 22.223 ml $ USA. Lo sviluppo del Paese si è storicamente basato sul settore agricolo, ma a partire dagli anni Novanta del sec. XX, il governo ha varato riforme tese a diversificare l'economia dando particolare risalto alle risorse minerarie, alle attività industriali e allo sfruttamento degli idrocarburi presenti in quantità significative sul suo territorio. Dal 1985 il Paese fu colpito da una pesante crisi economica causata dalla riduzione dei prezzi internazionali delle materie prime che in quel periodo rappresentavano la sua principale fonte di guadagno: la crisi fece sì che nei successivi dieci anni il PIL pro capite diminuisse del 6,5% quando, nello stesso periodo, la popolazione registrava un incremento annuale del 2,8%. A partire dal 1990, attraverso la promozione di investimenti privati, l'incremento e il miglioramento dell'efficienza produttiva del settore agricolo e lo sviluppo del commercio, il Paese iniziò a registrare una fase di crescita costante. Il Camerun, nel primo decennio del Duemila, gode dell'erogazione degli aiuti del Fondo Monetario Internazionale concessi nell'ottica di ridurre la povertà e di aiutare le riforme economiche avviate dal governo. Anche la Banca Mondiale aiuta il Paese attraverso investimenti in settori quali la sanità (in particolare nella lotta contro l'AIDS), le infrastrutture, l'educazione e lo sviluppo rurale.

Economia: agricoltura, foreste, allevamento e pesca

Il settore agricolo è stato la base dell'economia del Camerun fino agli anni Ottanta del Novecento, poi la sua importanza cominciò a ridursi a causa della crescita del settore petrolifero: se negli anni Settanta il settore primario produceva da solo il 70% del PIL, nel 2008 la quota era scesa a ca. il 20,3%. Tra le colture alimentari primeggiano la manioca, diffusa nel Sud, seguita dal mais, dal riso, dai fagioli e dal miglio. Più vario è il panorama delle colture commerciali. Le più importanti sono il caffè, il cacao, coltivati rispettivamente soprattutto nella zona di Yaoundé e nella fascia costiera meridionale, dove si trovano anche piantagioni delle arachidi e di banane che costituiscono parte dell'export del Paese. Nel N si pratica con successo la cotonicoltura; in scala minore, infine, si coltivano canna da zucchero, tabacco, tè, ananas. § Il patrimonio forestale è ricchissimo (ca il 46% del territorio è coperto da foreste), annoverando essenze pregiate come il mogano, l'ebano e l'okoumé. Quasi tutto il legname viene esportato. § L'allevamento, praticato soprattutto nell'Adamaua dai fulbe, è uno dei meglio organizzati e più produttivi del continente; le carni, specie di bovini, soddisfano il fabbisogno interno e, grazie a moderni impianti di refrigerazione e lavorazione della carne, vengono esportate nei Paesi vicini (Nigeria e Guinea Equatoriale). Si allevano anche ovini e caprini. § Un settore non trascurabile per l'alimentazione interna è infine la pesca, sia marittima sia fluviale, grazie al risanamento della flotta peschereccia voluto dal governo.

Economia: industria e risorse minerarie

Il settore industriale nel 2009 partecipava per ca. il 31,6% alla produzione del PIL. Prevalgono le attività di trasformazione delle materie prime: un grande stabilimento a Edéa sfrutta l'energia elettrica fornita dalla vicina centrale sul fiume Sanaga e lavora la bauxite e l'alluminio dei giacimenti nazionali. Nei pressi di Limbe sorge una raffineria che trasforma gran parte del greggio prodotto nel Paese. Altri comparti significativi sono il chimico, il meccanico, il tessile, il conciario, il cementizio e l'alimentare. Importante la manifattura del tabacco. § Il sottosuolo dà, in modesta misura, cassiterite, oro, argento, titanio; ma rilievo maggiore hanno i giacimenti di ferro, petrolio, bauxite. Sono state accertate anche riserve di gas naturale. Il sottosuolo del Camerun occidentale è notoriamente ricco di petrolio. Le ricerche iniziarono negli anni Cinquanta del Novecento e si concentrarono nel bacino di Douala; negli anni Settanta quando furono scoperti i grandi giacimenti nigeriani nella zona del delta del Niger, le ricerche si spostarono nel bacino del Benue dove vennero aperti numerosi pozzi: a metà del decennio la produzione raggiunse livelli record. Negli anni Novanta si sviluppò anche il capo di Kirbi. Il Paese nei primi anni del Duemila è tra i primi produttori di petrolio dell'Africa subsahariana. Nel 2003 la Corte dell'Aia ha risolto una disputa fra Camerun e Nigeria sulla penisola dei Bakassi, area di notevole interesse estrattivo e nello stesso anno è stato inaugurato l'oleodotto che dal bacino petrolifero di Doba (Ciad) convoglia il petrolio fino al porto di Kribi. Per quanto riguarda l'energia, la già citata centrale idroelettrica di Edéa fornisce ca. il 95% dell'energia prodotta nel Paese.

Economia: commercio, comunicazioni e turismo

I principali partner commerciali sono i paesi dell'Unione Europea (in particolare Spagna, Italia e Francia). Il Camerun importa merci sopratutto dalla Nigeria, dalla Francia, dalla Cina, dal Belgio, dalla Guinea Equatoriale e dalla Germania. Il volume delle importazioni coincide pressoché con quello delle esportazioni e la bilancia commerciale nel 2006 era di poco positiva. § Le infrastrutture migliori risalgono ancora al periodo coloniale, anche se alla fine del XX secolo si è verificata una significativa evoluzione della rete stradale (nel 2004 vi erano ca. 51.000 km di strade di cui però solo 4.313 asfaltate); il sistema dei trasporti è discreto lungo la fascia costiera, ma le regioni del nord rimangono ancora quasi isolate da quelle del sud: mancano adeguati raccordi tra le due parti del Paese. L'arteria stradale principale collega Douala a Garoua e prosegue fino al confine con il Ciad. Il principale asse ferroviario da Douala si spinge sino a Ngaoundéré. Porto attivissimo e ben attrezzato è quello di Douala, al servizio anche del Ciad e della Repubblica Centrafricana; altri sbocchi commerciali sono quelli di Limbe e Kribi. I collegamenti aerei, sia interni sia con i principali Paesi africani e mondiali si servono degli aeroporti di Douala, Yaoundé e Garoua; il Paese occupa, per servizi aerei merci, il secondo posto continentale dopo il Sudafrica.

Storia

I primi contatti del Camerun con gli europei si ebbero quando, nella seconda metà del sec. XV, vi giunsero i navigatori portoghesi, ma solo nel corso del sec. XVII vennero radicati stabilimenti commerciali europei; le popolazioni duala fungevano da intermediario tra i mercanti europei e le popolazioni dell'interno. Verso la fine del sec. XVIII la regione della costa cadde sotto l'influenza britannica e la colonizzazione del territorio ebbe inizio nel 1837 allorquando, intensificatesi le relazioni tra inglesi e indigeni duala, il re di Bimbia cedette ai primi un lungo tratto di costa a N dell'estuario del Camerun. Nel corso dei sec. XVIII e XIX, intanto, la parte centrale e settentrionale del Paese era assoggettata dai fulbe che costituirono l'emirato islamico di Adamaua. Dopo quasi un ventennio (1860) una casa commerciale tedesca stabilì essa pure una sua sede presso l'estuario del fiume Camerun e ciò rese possibile nel 1884 la creazione di una vera e propria colonia tedesca, con a capo il barone von Soden, che estendeva la sovranità della Germania sul protettorato del re Bell e sui territori di altri notabili indigeni. Ulteriori ampliamenti della colonia furono possibili quando la Francia, per ottenere il riconoscimento tedesco sui propri interessi a Conakry, cedette alla Germania (1885) il territorio di Batanga e l'isoletta a W di Kwakwa Kriek; parte dei possedimenti tedeschi passarono poi in mani francesi, ma tornarono sotto controllo tedesco dopo l'incidente di Agadir (1911), come contropartita alla rinuncia delle pretese tedesche sul Marocco. Quantunque i progetti tedeschi sulla colonia fossero assai ambiziosi, si sperava di collegare i territori del Camerun a quelli già sotto controllo germanico in Africa orientale, i risultati furono del tutto effimeri; difficoltà d'ogni sorta (ricordiamo la sommossa indigena del 1904) frustrarono le iniziative dei colonizzatori, che nel corso della prima guerra mondiale (1916) furono costretti ad abbandonare il Camerun. L'ex colonia tedesca venne affidata nel 1922 dalla Società delle Nazioni come mandato in parte ai francesi e in parte alla Gran Bretagna; quest'ultima, che aveva ottenuto solo un sesto del territorio, lo riunì amministrativamente alla Nigeria. Divisioni indigene formate da Leclerc combatterono durante la seconda guerra mondiale in Etiopia, nel Gabon e nell'Africa settentrionale. Nell'immediato dopoguerra, il mandato sul Camerun fu trasformato in amministrazione fiduciaria e poi, sotto la pressione dei leaders indigeni (Douala Manga Bell e Um Nyobè), il Camerun ottenne, nell'ambito della legge-quadro votata in Francia nel 1956, un governo semiautonomo (1957) e poi autonomo (1959). Infine l'ONU fissò per il 1º gennaio 1960 la fine della tutela e la proclamazione dell'indipendenza. In seguito ai risultati del referendum, organizzato sotto il controllo dell'ONU, la regione del Camerun in amministrazione fiduciaria inglese, a eccezione di Adamaua che optò per l'unione alla Nigeria, decise per l'unione alla Repubblica del Camerun in un contesto federale; l'unione si realizzò il 1º ottobre 1961 con la concessione dell'indipendenza alla regione predetta. In pari data venne promulgata la Costituzione della Repubblica Federale. Presieduto da Ahmadou Ahidjo, il governo, fondato su un partito unico di tendenza filoccidentale, l'Union Nationale Camerounaise (UNC, Unione Nazionale Camerunese), dovette affrontare l'opposizione clandestina dell'Union des Populations du Cameroun (Unione delle Popolazioni del Camerun), il cui capo Ernest Ouandié fu arrestato nell'agosto del 1970 e giustiziato nei primi giorni del 1971. Nel 1972, in seguito a referendum popolare, il Paese si diede un assetto unitario. A. Ahidjo, confermato alla presidenza nel 1975 e nel 1980, si ritirò a vita privata nel 1982, cedendo le sue cariche a Paul Biya, primo ministro dal 1975 e numero due del regime. Assunta la carica di presidente del partito nel 1983, l'anno seguente Biya divenne presidente della Repubblica e fu riconfermato nel 1988. In un clima di agitazione interna, nel 1986, l'UNC mutò il nome in Rassemblement Démocratique du Peuple Camerounais (RDPC, Raggruppamento Democratico del Popolo Camerunese), permettendo quindi elezioni a candidati multipli e avviando una più generale liberalizzazione del regime, nonostante la perdurante repressione delle manifestazioni di protesta suscitate dalla politica di austerità. Alla fine del 1990 l'Assemblea nazionale votò una legge che aprì la via al multipartitismo. Le prime elezioni pluralistiche, svoltesi nel marzo 1992, fecero comunque registrare la vittoria dell'ex partito unico del presidente Biya. Le opposizioni, in particolare il Fronte socialdemocratico dello sconfitto John Fru Ndi, avanzarono l'accusa di manipolazioni e brogli, alimentando una vasta protesta nel Nord-Ovest del Paese che fu repressa con la proclamazione dello stato d'emergenza. Nonostante la cooptazione di alcuni esponenti dell'opposizione nel nuovo governo egemonizzato da RDPC, la situazione interna del Camerun continuò a mostrare alcuni segni di turbolenza con l'esplodere di vari scontri, anche tribali, mentre si complicavano i rapporti con la confinante Nigeria che, nel 1993, occupò la penisola di Bakassi (1993). Ulteriori conferme delle difficoltà incontrate dalla giovane democrazia del Camerun si ebbero nel marzo 1996, quando la decisione del governo di sostituire i sindaci liberamente eletti delle più importanti città del Sud-Ovest scatenò violente proteste, poi represse nel sangue; così anche nelle legislative del 1997 quando il partito di governo (RDPC) e quello di opposizione (SDF) si aggiudicarono un ugual numero di seggi: il presidente Biya si insediò stabilmente al potere soffocando con la forza le voci degli oppositori. Di questo clima politico risentì soprattutto la stabilità finanziaria del Camerun, in quanto i programmi di uno sviluppo economico del Paese continuavano a essere ostacolati dalle opposizioni e il contenzioso aperto con la Nigeria per il possesso della ricca penisola di Bakassi rimaneva irrisolto. Biya, che per tutti gli anni Novanta si tenne lontano dai problemi del Paese trascorrendo lunghi periodi in Francia, vinse di nuovo le elezioni presidenziali del 2004, giudicate irregolari dagli osservatori internazionali. Doveva essere questo il suo ultimo mandato, ma la norma costituzionale che lo imponeva è stata modificata dal parlamento nel 2008. Intanto il Camerun continua a essere guidato dal RDPC che si è imposto alle contestate elezioni del 2007. Nell'ottobre del 2011 Biya veniva riconfermato presidente con il 78% delle preferenze, anche se un terzo degli elettori si asteneva.

Cultura: generalità

La maggior parte della popolazione del Camerun vive in villaggi, la cui forma varia in relazione all'ambiente e alla diversa organizzazione sociale. Questa assume caratteri molto originali tra i bamiléké, che sono suddivisi in comunità (chefferies), ognuna delle quali ha un proprio capo (fong), padrone rappresentativo delle terre. Le comunità hanno loro territori ben definiti, nei quali si raccolgono le case, o piccoli gruppi di case, ognuna al centro o al fianco dei terreni intensamente coltivati. Nell'Adamaoua l'insediamento è legato ai fulbe, del tutto sedentarizzati. Essi vivono in villaggi chiusi da muri di fango, che però risentono dell'influsso di quelli propri dei paleosudanesi, specie nelle forme delle capanne. Ma i fulbe hanno anche introdotto, con l'islamismo, un urbanesimo che si è sviluppato intorno ai centri sultanali e rappresentato da città fortificate, come Rey Bouba (una delle meglio conservate) e al stessa Ngaoundéré, in cui l'agglomerato si sviluppa intorno alla residenza del sovrano, il lamido. Tipiche sono, nell'alta valle del Benue, le abitazioni a "obice", che meritano tale appellativo per la loro pianta circolare, con sviluppo in altezza a cupola estremamente allungata. Nel complesso essere richiamano il tipo di casa alveare, ma le costruzioni sorgono le une accanto alle altre o riunite da muri di cinta in argilla, entro il cui perimetro sorgono anche granai, elementi immancabili. Più a S le capanne assumono forme intermedie, con pianta quadrata e tetto cupoleggiante. Presso i bamum e gli stessi bamikélé questo tipo di abitazione può essere accompagnato da un porticato di agili colonnine lignee. Nella zona forestale, le capanne sono tutte a pianta quadrangolare e si allineano lungo il sentiero che si apre nella foresta. Estremamente semplice è infine il villaggio dei bagielli e dei babinga: esso sorge ai margini di piccole radure, composto da tettoie-rifugio di frasche disposte a piano inclinato. Lo sport più amato e praticato è il calcio, vero e unico elemento comune; sono in buon numero, infatti, i giocatori camerunesi che giocano nelle squdre europee. In Camerun la musica occupa un posto importante; generi noti e ballabili sono il makossa, tra soul e jazz suonato da chitarre e strumenti a fiato e il bikoutsi, molto sfrenato. I piatti tradizionali sono di solito a base di carne o pesce, spesso alla griglia, accompagnato da puree di riso, manioca, igname o mais e condito con salse. Particolarmente apprezzata e consumata è la birra.

Cultura: letteratura

Il Camerun è uno dei pochi Paesi dell'Africa dove esistono documenti di letteratura scritta. Nel sec. XIX sono comparsi due tipi di scrittura, una nell'area Bagam, imitazione delle maiuscole romane, l'altra nell'area Bamun, originale, inventata dal re Njoya, sillabica e fonetica. Ne restano parecchi manoscritti, con la storia, i costumi, la religione e la medicina dei Bamun. Esistono anche manoscritti (in lettere arabe) della poesia dei pastori fulbe (canti celebrativi, religiosi e morali). Ma la vera letteratura tradizionale era quella orale: quella drammatico-narrativa dei pigmei e quella dei beti, i cui aedi accompagnavano i canti epico-lirici con uno strumento a corde, il mwet, godendo di grande prestigio. La forte scolarizzazione bilingue (francese e inglese) ha fatto del Camerun uno dei Paesi letterariamente più ricchi del gruppo francofono e il primo nel campo della narrativa, con Mongo Beti e Ferdinand Oyono. Dopo l'indipendenza, l'Università di Yaoundé e la rivista Abbia (1962-82) sono divenuti centri di irradiazione della cultura nazionale. La letteratura inglese ha avuto il suo più significativo rappresentante in Bernard Fonlon (1924-1986), fondatore e direttore della rivista Abbia. Per quanto riguarda la letteratura francofona, e in special modo la narrativa, essa è sempre stata la più abbondante e incisiva. Caratteristica comune a tutti gli scrittori è la militanza, ovvero la convinzione che all'intellettuale sia assegnato un ruolo sociale, pragmatico, di testimone della realtà. Fra i principali scrittori ricordiamo F. Bebey (1929-2001), R. Philombe (n. 1930), P. Kayo (n. 1942), D. Ndachi Tagne (n. 1958). La poesia, che ha a lungo subito l'influenza di quella francese, si è avvicinata, dopo l'indipendenza, ai valori africani della négritude, senza tuttavia abbandonare la strada della ricerca estetica. Si segnalano B. Bernetel (n. 1937), E. Alima (n. 1938), C. Nguedam (n. 1946) e, tra le numerose poetesse, W. Liking (n. 1950). Notevole anche la produzione saggistica e critica, mentre il teatro, con una ricerca di mezzi espressivi originali e un intenso lavoro sul linguaggio, coniuga la tradizione orale alle convenzioni sceniche europee. Nel campo dell'editoria, il Camerun è uno dei Paesi africani più avanzati, anche se resta difficile, quasi impossibile, per uno scrittore camerunese vivere del proprio lavoro. Nel diffondere la letteratura nazionale, un ruolo-chiave ha avuto la rivista Camerun littéraire dell'Associazione dei poeti e scrittori camerunesi, che, fondata negli anni Settanta, è stata nel 1983 completamente rinnovata. L'esponente più significativo del panorama letterario del Camerun è stato Mongo Beti (1932-2001), autore accettato con fatica dalla critica per la sua denuncia del sistema coloniale. Tra le sue opere più significative, in epoca recente, Les deux mères de Guillaume Isma‘l Dzewatama, futur camionneur (1983; Le due madri di Guillaume Isma‘l Dzewatama, futuro camionista) e La revanche de G.I.S. (1984; La rivincita di G.I.S.) e soprattutto L’homme de la rue (1987; L'uomo della strada) che parla dei rapporti tra l'Africa dei villaggi e la vita urbana, uno spaccato della società camerunese degli anni Ottanta. Altra presenza importante è quella di Calixte Beyala, una giovane scrittrice che in C’est le soleil qui m’a brûlée (1987; È il sole che mi ha bruciata) dà una visione cruda della realtà del suo Paese, testimoniando di un'Africa in equilibrio tra civilizzazioni diverse, torturata dalla corruzione e dalla stregoneria. Con una narrativa di grande forza e uno stile limpido, Yodi Karone disegna il clima di ribellione in Le bal des caïmans (1981; Il ballo dei caimani). Il suo talento si è affermato con Nègre de paille (1982; Negro di paglia) e Les beaux gosses (1988; I bei bambini) che inaugurano nuove strutture narrative, più articolate, per esprimere la complessità del continente africano. Tra le autrici più interessanti del panorama letterario contemporaneo si possono ricordare D. Zanga Tsogo (n. 1935), che è anche stata ministro degli Affari Sociali dal 1975 al 1984, e Calixthe Beyala (n. 1961), che descrive la realtà e la condizione della donna africana nelle sue varie sfaccettature. I suoi romanzi, primo fra tutti C'est le soleil qui m'a brûlée (1987; A bruciarmi è stato il sole), sono stati tradotti in molte lingue.

Cultura: arte

Il Camerun è una delle zone artistiche più ricche dell'Africa , soprattutto per l'arte dei bantu e semi-bantu. Meritano un cenno particolare le arti delle popolazioni forestali e costiere di lingua bantu: caratteristiche le figurine dei fum, dalle curiose posture ed espressioni quasi caricaturali, le tavolette ornamentali dei Ngolo che combinano motivi antropomorfi, zoomorfi e simbolici, ma notevole soprattutto la singolare arte dei duala costieri, la cui più nota manifestazione sono i grandi ornamenti prodieri delle imbarcazioni; scolpiti a traforo e dipinti, raccontano miti in uno stile al tempo stesso dinamico e astrattista.

Bibliografia

Per la geografia

B. Gèze, Géographie physique et Géologie du Cameroun occidental, Parigi, 1943; J. Bouchaud, Histoire et Géographie du Cameroun, Douala, 1944; B. Lambezat, Le Cameroun, Parigi, 1950; P. Vaast, Petite Géographie du Cameroun, Parigi, 1954; G. Sautter, Géographie physique de l'ancienne Afrique Equatoriale Française et du Cameroun, Parigi, 1962; J. Schramm, Kamerun, Bonn, 1964; C. Letouzey, L'étude phytogéographique du Cameroun, Parigi, 1968; P. Gaillard, Le Cameroun, 2 voll., Parigi, 1989.

Per la storia

H. Labouret, Le Cameroun, Parigi, 1937; R. Cornevin, Histoire de l'Afrique, 2 voll., Parigi, 1966; M. Merle, L'Afrique noire contemporaine, Parigi, 1968; G. P. Dell'Acqua, Africa d'oggi. Gli stati politici e tribali, Milano, 1977; M. W. De Lancey, P. J. Schraeder, Cameroon, Oxford, 1986; M. W. De Lancey, Cameroon: Dependence and Independence, Londra, 1989.

Per la letteratura

B. J. Fouda, Littérature Camérounaise, Cannes, 1961; D. E. Gardiner, Playwrights and novelists of post-colonial Cameroun, in “Africa Report”, n. 11, vol. IX, Washington, D. C., 1964; L. Lagneau-Kesteloot, Neufs Poètes Camérounais, Yaoundé, 1965; R. Philombe, Le livre camérounais et ses auteurs, Yaoundé, 1984; J. Ackad, Le roman camérounais et la critique, Parigi, 1985; D. Ndachi Tagne, Roman et réalités camérounaises, Parigi, 1986; J. Fame Ndongo, Le Prince et le Scribe, Parigi, 1988.

Per l'arte

R. Lecoq, L'habitat au Cameroun, Parigi, 1953; A. Gaudio, Tra i popoli artisti e guerrieri dell'alto Camerun, Firenze, 1980.